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“Dignità e giustizia un pilastro,
mondo ebraico sia protagonista”

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Vanno concludendosi i lavori della conferenza in tre giornate sul multiculturalismo organizzata a Roma dalla International Association of Jewish Lawyers and Jurists (realtà che ha tra i suoi vicepresidenti l’italiano Maurizio Ruben). A portare un contributo, nella giornata conclusiva, anche il vicepresidente UCEI Giulio Disegni. Un intervento che è stato pronunciato anche a nome della neonata Associazione italiana Avvocati e Giuristi ebrei presieduta da Giorgio Sacerdoti.
“Il convegno che si chiude oggi – ha affermato Disegni, rivolgendosi ai partecipanti – affronta uno dei temi più attuali e importanti della società moderna: il multiculturalismo, che è anche una delle principali sfide in cui tutti noi oggi siamo coinvolti come cittadini, come ebrei e come avvocati e giuristi”.
“Non possiamo dimenticare – ha poi proseguito – che proprio in questo mese di novembre di 80 anni fa in Italia furono emesse, non le prime, ma le più gravi normative contro gli ebrei, ossia le leggi razziste, precedute nel luglio 1938 dal Manifesto della Razza, che tendeva ad escludere gli ebrei italiani dai diritti e da ogni forma di partecipazione alla vita civile, sociale, lavorativa, politica ed economica del Paese”.
Leggi che hanno segnato la vita non solo di tutti i cittadini ebrei in Italia, ma di tutta la società italiana. “Mai prima di allora provvedimenti normativi emessi dal governo avevano colpito in modo così duro e così ‘completo’ una parte della popolazione italiana, quella parte della comunità nazionale che solo nella metà del secolo precedente si era liberata dal peso della segregazione nei ghetti e dalla separazione dal resto della popolazione. E allora è proprio richiamandoci a quelle terribili leggi razziste – il suo messaggio – che noi dobbiamo guardare oggi al futuro, con occhi più attenti e vigili che mai, perché quegli orrori non abbiano a ripetersi”.
E le sfide attuali passano proprio attraverso “la società multiculturale che oggi caratterizza il nostro pianeta”: una società dove le differenze e le diversità “devono costituire e rappresentare un arricchimento della società tutta” e dove i principi di legalità, dignità dell’uomo e di giustizia debbono essere “il filo rosso attraverso cui si costituisce e si rafforza un Paese civile degno di questo nome”.
È necessario battersi per questo obiettivo, ha concluso Disegni, “come cittadini, come ebrei, come uomini”.

(9 novembre 2018)