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Trump e il ritiro dalla Siria
“Israele starà bene”

Schermata 2018-12-27 alle 14.47.49Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispondendo a una domanda sulla sua scelta di ritirare le forze americane dalla Siria e l’impatto che avrà su Israele, ha affermato: “diamo a Israele 4,5 miliardi di dollari” per la sicurezza ogni anno, e quindi “Israele starà molto bene”. Parlando ai giornalisti sulla via del ritorno da un viaggio tra le truppe americane di stanza in Iraq, il presidente Usa ha spiegato: “Ho parlato con Bibi (riferendosi al primo ministro Benjamin Netanyahu). Gli ho detto, sai che diamo a Israele 4,5 miliardi di dollari all’anno. E si stanno difendendo molto bene”. Trump ha poi aggiunto: “Sono io che ho spostato l’ambasciata a Gerusalemme. Sono stato io ad essere disposto a farlo. Per cui, ci prenderemo cura di Israele. Israele starà bene. Diamo a Israele 4,5 miliardi e mezzo all’anno. E onestamente diamo molto di più di questo se si vanno a guardare i libri. Stanno facendo un buon lavoro”. La decisione di Trump di lasciare la Siria non è stata valutata positivamente dagli alleati israeliani e ha portato alle dimissioni del capo della Difesa James Mattis.
Rispetto ai finanziamenti americani, gli Stati Uniti attualmente stanziano ogni anno 3,8 miliardi di dollari a Israele come parte di un pacchetto di aiuti alla Difesa siglato tra l’amministrazione Obama e il governo Netanyahu. Il memorandum d’intesa fornisce a Israele 38 miliardi di dollari in un periodo di 10 anni, che include finanziamenti per il sistema Iron Dome e altri programmi di intercettazione missilistica. La Casa Bianca ha mantenuto quell’accordo da quando si è insediato Trump. Una garanzia per la sicurezza israeliana che però deve fare i conti con le scelte sul campo del presidente Usa. Negli ultimi anni Israele ha ripetutamente avvertito sull’obiettivo dell’Iran di stabilire una presenza militare in Siria, dove combatte a fianco della Russia e del suo braccio armato libanese Hezbollah a nome del presidente siriano Bashar Assad. I funzionari israeliani hanno sottolineato che l’assenza dell’America aprirà la porta a Teheran che vuole creare un cosiddetto “ponte di terra” dall’Iran, attraverso l’Iraq e la Siria, verso il Libano e il Mar Mediterraneo. E per fermare questo progetto, sottolineano da Israele, non bastano i finanziamenti.
Dopo avere salutato i soldati in Iraq, Trump ha parlato per una ventina di minuti, in cui tra le altre cose ha spiegato la sua criticata decisione annunciata il 19 dicembre di ritirare le truppe statunitensi dalla Siria: “Non saremo più gli idioti che si fanno fregare. La nostra presenza in Siria non era a tempo indeterminato, siamo andati lì per restarci tre mesi, e non ce ne siamo mai andati”. Trump ha aggiunto di avere rifiutato la richieste dei militari dell’esercito statunitense di rimanere in Siria per altri sei mesi: “Ho detto, ‘no, no’, Ho detto, ‘vi ho già dato molti sei mesi. E ora cominciamo a fare in modo diverso’”.