moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Rivlin: “Ebrei o arabi, in Israele
i cittadini sono tutti uguali”

Schermata 2019-03-11 alle 14.05.17

“Mi sono rifiutato e mi rifiuto di credere che ci siano partiti politici che hanno abdicato al carattere di Israele come Stato ebraico e democratico, democratico ed ebraico”. Israele “riconosce la totale uguaglianza di diritti per tutti i suoi cittadini”. A ribadirlo, il Presidente d’Israele Reuven Rivlin, che, ospite dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha voluto mandare un messaggio chiaro ai politici nazionali: “non ci sono, e non ci saranno mai, cittadini di prima classe, come non ci sono elettori di seconda classe. Siamo tutti uguali nella cabina elettorale. Ebrei e arabi, cittadini dello Stato di Israele. I centoventi membri della Knesset non possono cambiare il suo carattere di Stato ebraico e non saranno in grado di cambiare il suo carattere democratico”. Rivlin ha apertamente criticato “le osservazioni del tutto inaccettabili sui cittadini arabi di Israele” fatte da alcuni politici durante l’attuale campagna elettorale. Il presidente non ha fatto nomi ma il suo commento è arrivato dopo la polemica tra il Primo ministro Benjamin Netanyahu e la modella e presentatrice televisiva Rotem Sela.
Sui social network Sela ha criticato il ministro della cultura Miri Regev (Likud) per aver affermato che il partito Blu e Bianco di Benny Gantz e Yair Lapid vuole stabilire un governo con l’aiuto dei partiti arabi. “Qual è il problema con gli arabi?? – ha scritto Sela sul suo account Instagram – Santo cielo, ci sono anche cittadini arabi in questo paese. Quando diavolo qualcuno in questo governo dirà all’opinione pubblica che Israele è uno stato di tutti i suoi cittadini e che tutte le persone sono state create uguali, e che anche gli arabi e i drusi e gli LGBT e – shoccante – le persone di sinistra sono umani”. A questo commento ha un po’ inaspettatamente risposto il Primo ministro Netanyahu, prima sui social e poi in apertura della riunione di gabinetto di inizio settimana. “Vorrei chiarire un punto che, a quanto pare, non è chiaro a persone leggermente confuse nell’opinione pubblica israeliana. Israele è uno Stato ebraico e democratico. Questo significa che si tratta dello Stato nazionale del solo popolo ebraico”, ha dichiarato. “Naturalmente rispetta i diritti individuali di tutti i suoi cittadini – ebrei e non ebrei. Ma è lo Stato nazionale, non di tutti i suoi cittadini, ma solo del popolo ebraico”.

A questa affermazione sembra aver risposto Rivlin che ha voluto ribadire sui social network la propria posizione scrivendo anche in arabo il concetto che cittadini arabi ed ebrei in Israele sono uguali. Il presidente – la cui moglie Nechama ha subito nelle scorse ore un trapianto polmonare – ha poi parlato dello stato attuale delle relazioni tra Gerusalemme e il Cairo, tema della conferenza all’Università ebraica. L’evento era infatti dedicato ai 40 anni dalla firma del trattato di pace siglato tra Israele e Egitto, firmato da Menachem Begin e Anwar al-Sadat. “La pace con l’Egitto deve ancora maturare in una realtà di frontiere aperte e di vita comune tra i due popoli – ha affermato Rivlin – ma ha anche permesso a tutti noi – israeliani, egiziani e poi giordani – di concentrarci sulle iniziative regionali di cooperazione finanziaria e sulle iniziative energetiche, idriche e turistiche che oltrepassano le frontiere”.
Tornando alla polemica Sela-Netanyahu, i quotidiani israeliani riportano anche la presa di posizione di un’altra star dello schermo, Gal Gadot. “Non si tratta di destra o sinistra, ebreo o arabo, laico o religioso. – ha scritto l’attrice – È una questione di dialogo, di discussione sulla pace e uguaglianza e sulla nostra tolleranza reciproca. La responsabilità di seminare speranza e luce per un futuro migliore per i nostri figli è nostra. Rotem, sorella, tu sei un’ispirazione per tutti noi”.

Daniel Reichel
@dreichelmoked