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Joseph Nissim (1919-2019)

Schermata 2019-03-13 alle 12.18.53Un esempio di determinazione e forza di volontà capace di costruire da zero un’azienda multinazionale di successo. Un uomo meticolosamente impegnato a realizzare i propri sogni e a farlo lontano dai riflettori. Un ebreo cosmopolita, innamorato della vita e della moglie, Jeanne Aroesti, conosciuta in un campo profughi ad Aleppo. A tracciare un ritratto di Joseph – Joe – Nissim, scomparso all’età di 100 anni a Milano, il figlio Gabriele. “Si può pensare che mio padre avesse doti fuori dalla norma? No, lui pensava alla normalità della volontà. Mi diceva spesso con orgoglio, ‘guarda cosa ha fatto quel ragazzino di Salonicco: prima decidendo di andare a combattere i nazisti, quando nessuno tra gli ebrei avvertiva il pericolo; e poi quando è arrivato come un migrante in Italia senza nulla e cominciando un avventura imprenditoriale”.
Nato in Grecia nel 1919, Joseph Nissim – fondatore del Bolton Group, azienda multinazionale che controlla marchi come Rio Mare e Neutro Roberts – era uno dei 56mila ebrei di Salonicco, una realtà ebraica vivace e fiorente spazzata via dal nazismo. Intuendo il pericolo, Nissim riuscirà a scappare poco prima dell’arrivo dei tedeschi. Dopo la fuga, sceglie la lotta: si arruola nell’esercito britannico, combatte a El Alamein, nella battaglia in cui l’Ottava armata della Regina guidata dal leggendario generale Bernard Law Montgomery sfida l’Armata corazzata italo-tedesca del feldmaresciallo Erwin Rommel. Lo scontro si conclude con la vittoria britannica, segnando un punto di svolta nella campagna del Nordafrica, e Nissim si guadagna sul campo una medaglia al valore militare.
A guerra finita, nel 1949, si stabilisce in Italia, dove prende il via la sua storia imprenditoriale: inizia da un’attività di import-export per i prodotti di largo consumo: alimentari, per la cura della casa e della persona. Crea una rete commerciale alle dipendenze del gigante Procter & Gamble, per poi scegliere una strada autonoma e costruire il proprio successo con il gruppo Bolton.
“Mio padre – l’ultimo saluto del figlio Gabriele, giornalista e presidente dell’associazione Gariwo – si sentiva come un ebreo cosmopolita, ma aveva l’idea che tutti lo dovessero diventare. Se ti chiudi è finita, era la sua filosofia. Si curava sempre di tutto, fin nei piccoli particolari. Per lui, non bastava avere idee e intuizioni, bisognava seguirle dal mattino alla sera”.
Molti i tributi dedicati a Nissim dai grandi quotidiani italiani, che ricordano la sua riservatezza. “Il piacere non deriva dalla fama, ma dalla soddisfazione di fare le cose e di dire che ho fatto bene”, il suo insegnamento ai figli. Una piccola finestra sulla vita privata del padre, Gabriele la offre parlando del legame con la madre. “L’ha sempre considerata la donna più bella del mondo. Me lo diceva anche negli ultimi giorni. L’ha conosciuta in un campo profughi ad Aleppo e non si è mai staccato da lei. L’ha voluto sempre con sé, anche quando si è gravemente ammalata”. Ora saranno i figli Gabriele e Marina – presidente di Bolton Alimentare – coltivare il ricordo dei genitori. “Per me mio padre ci sarà sempre, non mi ha lasciato – le parole di Gabriele -Continuerò a parlargli e a trovarmi in accordo e in disaccordo con lui.
Noi figli e amici lo faremo vivere con il nostro impegno”.