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“Tra Israeliani e palestinesi,
Europa rilanci la via di Oslo”

rassegnaDiversi quotidiani europei (Repubblica in Italia) pubblicano un appello firmato da 37 ex ministri degli Esteri ed ex funzionari di spicco europei in cui si chiede alla diplomazia dell’Ue di rilanciare la soluzione dei due Stati per due popoli rispetto ai negoziati tra israeliani e palestinesi. “A tutt’oggi, nonostante le ripetute battute d’arresto, gli accordi di Oslo rimangono una pietra miliare della cooperazione transatlantica in politica estera. Sfortunatamente, – scrivono i firmatari della lettera, tra cui, per l’Italia, l’ex ministro Franco Frattini – l’attuale amministrazione statunitense si è allontanata dalla linea seguita per lungo tempo e ha preso le distanze da norme consolidate del diritto internazionale. Finora ha riconosciuto solo i diritti di una delle parti in causa su Gerusalemme e ha dato prova di un’inquietante indifferenza verso l’espansione degli insediamenti israeliani”. Nel documento, gli ex diplomatici guardano con allarme al piano di pace del presidente Usa Donald Trump e sollecitano l’Europa ad agire contro “un piano che riduca lo Stato palestinese a un’entità sprovvista di sovranità, contiguità territoriale e autosufficienza economica” perché questo “aggraverebbe notevolmente il fallimento dei precedenti tentativi di pace, accelererebbe la scomparsa dell’opzione dei due Stati e arrecherebbe un danno fatale alla causa di una pace duratura”. Della questione scrive anche Sergio Romano sul Corriere, criticando la gestione Trump e analizzando più in generale quello che definisce il tramonto dell’Occidente.

Libia, le trattative a Roma. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, assieme al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, incontrerà nelle prossime ore a Roma il ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Al Thani e il vicepresidente del governo di Tripoli Ahmed Maitig. Sul tavolo, il tentativo di fermare il conflitto in corso in Libia: 147 i morti e 614 i feriti provocati dall’offensiva sferrata dalle forze fedeli al generale Khalifa Haftar contro Tripoli. “Haftar ha fatto un colpo di Stato, ma il grave per voi europei e per chi lo appoggia è che non funzionerà. – afferma Maitig in un’intervista a Repubblica – È un fallito, ma che si è mosso sulla base di promesse, di autorizzazioni, di soldi di paesi che non accettano il metodo del governo di Tripoli. Haftar vende all’Europa, al mondo, l’idea che placherà il terrorismo. E invece porterà una guerra civile di 30 anni, l’Isis per 30 anni, la devastazione per 30 anni”.

Rivlin contro Bolsonaro. “Ho visitato il museo dell’Olocausto; vi dico che possiamo perdonare (i crimini del nazismo), ma non dobbiamo mai dimenticare il passato”. Questa l’affermazione del presidente brasiliano Jair Bolsonaro a un gruppo di pastori evangelici che ha generato una inevitabile e dura reazione del presidente d’Israele Reuven Rivlin: “Noi non perdoneremo mai, nessuno potrà imporre al popolo ebraico il perdono, ed esso non potrà mai essere ottenuto per altri interessi”. “No comment da Netanyahu: – scrive La Stampa – per il leader del Likud, vittorioso alle elezioni nonostante le inchieste per corruzione, Bolsonaro resta un alleato strategico in Sudamerica. Israele a parte, nei suoi primi cento giorni da presidente la popolarità del leader di estrema destra è crollata”.

Milano, tributo alla Brigata Ebraica. Piero Cividalli, ultimo sopravvissuto italiano della Brigata Ebraica, sarà ospite della seduta del Consiglio comunale di Milano di questo pomeriggio. Ad accoglierlo saranno i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e Cividalli porterà la propria testimonianza. Intervistato dal Giornale Milano, Cividalli ricorda la vergogna delle Leggi razziste, l’assassinio dei fratelli Rosselli e il contributo della Brigata Ebraica alla Liberazione dell’Italia e anche nell’immediato dopoguerra. A proposito di Liberazione, sul Fatto Quotidiano Leonardo Coen ricorda Bruno Neri, calciatore partigiano, ucciso dai nazisti sull’Appennino tosco-emiliano il 10 luglio 1944.

Finlandia, avanti la sinistra. Con il 17,7% dei voti il partito socialdemocratico finlandese ha vinto le elezioni legislative. Al secondo posto la formazione di estrema destra “veri finlandesi” con il 17,5%. La sinistra torna ad essere il primo partito della Finlandia dopo vent’anni, sottolinea il Corriere, ma di pochissimo. Il voto testimonia un paese diviso in cui cresce il disagio sociale e attecchisce – visti i risultati dell’estrema destra – la retorica anti-migranti ed Euroscettica.

Beresheet 2. Morris Khan, presidente di Spacell, finanziatore della prima sonda israeliana lanciata verso la Luna ma schiantatasi al momento dell’atterraggio, ha annunciato in un video che cerca donatori per la costruzione di una nuova sonda, Beresheet 2 (Repubblica).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked