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Daniela Misul, il sorriso del coraggio

Ci si chiede talvolta dove sia andato a nascondersi il nostro orgoglio di essere ebrei italiani. Quando la fatica di andarselo a cercare in questi anni si faceva più ardua, mi rendo conto adesso di essermi messo coraggio pensando all’esempio di Daniela Misul.
Quando arrivava senza scomporsi con un piccolo ritardo agli appuntamenti più importanti, quando si trattava di assumere decisioni difficili e di tirarsi fuori da quelle crisi che accompagnano inevitabilmente la gestione di una comunità ebraica italiana, l’ho vista sfoderare armi invincibili. La capacità di ascolto, la misura più alta della dimensione umana dell’interlocutore, il coraggio del sorriso. Allora ogni cosa, anche quella che ci sembrava irrimediabilmente compromessa, non si sa come tornava inspiegabilmente a posto.
Nel momento più difficile, quando si trattava di avviare i primi praticantati giornalistici e di dare vita alla redazione giornalistica di cui porto la responsabilità, la lezione di Daniela ha costituito un fattore determinante. Il suo sorriso era in grado di sbriciolare montagne di indifferenza. La strada verso il futuro era aperta, bastava intraprenderla.
Il fatto che oggi abbia lasciato la sua vita terrena addolora, ma non scolorisce i nostri sentimenti. Questa redazione non sarebbe la stessa, senza il segno del suo coraggio e del suo sorriso.
La benedizione del suo ricordo resta il nostro lavoro di ogni giorno a venire.
gv