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La marcia indietro del Consigliere

Giorgio BerrutoStefano Altinier, il consigliere comunale della Lega di Gorizia che per dieci anni si è dichiarato su Facebook di orientamento religioso “antisemita”, ha fatto precipitevolissimevolmente marcia indietro. Scherzavo, ha detto. Non intendevo, ha proseguito. Ero giovane, ha suggellato, come se avere qualche anno in meno possa giustificare le peggio cretinerie e i peggio razzismi. Non pago, ha aggiunto: l’opposizione mi vuole screditare, pensare che una volta “ho anche partecipato alla festa ebraica Chanukka”, che è come dire “ho un sacco di amici ebrei”, guarda caso frase prediletta di (neo)fascisti, boicottatori dello Stato ebraico e antisemiti vari dei cinque continenti. Comunque Altinier ha cancellato il bizzarro “orientamento religioso” prima prescelto e conservato fino al giorno in cui qualcuno gli ha fatto notare che no, forse non è il caso. Su queste colonne ne ha già scritto giorni fa Anna Foa.
Da questa poco edificante parabola si possono dedurre due cose, anzi tre. Primo, che esiste un tale che si professa “antisemita” (caliamo un pietoso velo sull’“orientamento religioso” del nostro) iscritto alla Lega e consigliere comunale in una città italiana senza che il partito a cui appartiene senta l’esigenza di dirgli che forse è il caso che si faccia da parte e naturalmente senza che l’eventualità delle dimissioni frulli in testa al soggetto in questione. Secondo, che quando salta fuori lo scandalo lo scherzoso leghista si senta in dovere di dichiarare che non lo pensava davvero, che è stato frainteso eccetera eccetera: segno che, per ora almeno, certe cose si possono pensare ma non dire, sussurrare ma non urlare, scrivere ma poi cancellare.
Il termine “antisemitismo”, per la cronaca e per informazione dello sbadato leghista di turno, è stato coniato nel 1879 dal giornalista tedesco Wilhelm Marr in un libello intitolato “La vittoria dell’ebraismo sul germanesimo”. L’idea di Marr era che fosse giusto e indispensabile dichiararsi antisemiti e combattere l’ebraismo, cioè gli ebrei, ritenuti minaccia esistenziale per la sopravvivenza della Germania; non a caso fu lo stesso panflettista a fondare la prima Lega antisemita, che si proponeva di cancellare la presenza ebraica nel paese dalle Alpi al Mare del Nord. Essere antisemiti, insomma, era un carattere da rivendicare con orgoglio, ed è questo il terzo aspetto della vicenda Altinier che mi sembra significativo. Facebook ai tempi non c’era altrimenti, possiamo scommetterci, Marr lo avrebbe scritto chiaro sulla propria bacheca.

Giorgio Berruto

(5 settembre 2019)