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Isacco Levi (1924-2019)

isacco leviAttivo testimone delle vicende belliche in decine di incontri nelle scuole del territorio, voce di Memoria ma anche di speranza, Isacco Levi si era distinto come giovane comandante partigiano nel cuneese, alla guida di una squadra volante della brigata Garibaldi distintasi nella Liberazione del Paese dal nazifascismo. Un contributo su cui spesso era sollecitato ad intervenire, anche nel ricordo dei 13 familiari stretti che furono invece arrestati e poi deportati senza far ritorno a casa ad Auschwitz.
Esponente di una storica famiglia di commercianti, che da generazioni gestiva i banchi di ambulanti nelle piazze della provincia di Cuneo, Levi era nato il Primo luglio del 1924 a Barge ma risiedeva da ormai molti anni a Moretta, dove è mancato nelle scorse ore.
Una presenza spezzata dalla Shoah e raccontata nel libro autobiografico scritto assieme all’avvocato Alessio Ghisolfi, I Levi di via Spielberg. Isacco Levi tra Fascismo e Nazismo, pubblicato dalle Edizioni Clavilux con prefazione dell’allora Procuratore Generale di Torino Gian Carlo Caselli.
Emozionante tra le altre l’intervista rilasciata alcuni anni fa ad Hakeillah, organo del Gruppo di Studi ebraici di Torino. Raccontava allora a Beppe Segre, il suo intervistatore: “Ero ben conosciuto in Val Varaita. Avevo accompagnato mio padre e mia madre a vendere tessuti a ogni mercato, in tutte le frazioni, su e giù per la valle. Era inutile cercare nomi di copertura: tutti sapevano che il mio nome era Isacco Levi, tutti sapevano che ero ebreo. La gente di montagna stava dalla nostra parte e ci proteggeva, e altrimenti non sarei qui a parlarti. Per i miei compagni, era assolutamente indifferente, molti erano meridionali, non avevano mai visto un ebreo. E devo dire non fu neppure una scelta politica: mi ritrovai tra i garibaldini perché erano in maggioranza in Val Varaita, ma non ero comunista allora e non presi la tessera del PCI dopo; volevo fare una sola cosa, combattere i fascisti ed i nazisti, e liberare il mio paese, punto e basta”.
Levi, che è stato accolto al Quirinale sia da Carlo Azeglio Ciampi che dal suo successore Giorgio Napolitano, nel luglio del 2007 aveva lanciato un appello affinché si potessero rintracciare testimoni superstiti dell’assassinio della sua famiglia nel lager.
“Impegnarsi per la difesa della democrazia e per la libertà, partecipare con serietà al dibattito democratico, evitare gli errori che hanno commesso le generazioni passate. Troppo dolore abbiamo sofferto. Senza libertà e democrazia – sottolineava nella sua intervista ad Hakeillah, non può esserci dignità, non può esserci vita”.
Il funerale, annuncia l’ufficio rabbinico torinese, partirà domani alle 14 dalla Casa di riposo Villa Loreto di Moretta per proseguire al cimitero ebraico di Saluzzo, dove alle 14.30 avrà inizio la cerimonia funebre.
Sia il suo ricordo di benedizione.

(9 settembre 2019)