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Klezmer, emozioni in musica

In svolgimento a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) la quattordicesima edizione del locale festival di Klezmer, organizzato dall’associazione Musica Libera guidata da Davide Casali. Ad aprire il festival, che si svolge in tre giornate, lo spettacolo di Evelina Meghnagi (con l’Ashira Ensemble) “Di voce in voce”. Dai canti in judeo-espanol, itineranti con i gruppi esiliati dalla Spagna alla fine del ‘400, a melodie del nord Africa, e via via fino allo Yemen, in ebraico, arabo, spagnolo, italiano, la voce calda e avvolgente della Meghnagi è arrivata a lambire, in questa emozionante performance, l’universo yiddish della Mitteleuropa.
Oggi sarà la volta del Quartetto Klezmer K composto da Stefano Martini (violino), Matteo Martini (flauto), Egidio Collini (chitarra) e Stefano Ricci (contrabbasso). Una formazione, quella in scena stasera, che da quasi due decenni interpreta e rielabora con uno stile personale e accurato il repertorio musicale dall’area mitteleuropea, russa e balcanica. Il festival si concluderà domani con la partecipazione del musicista/clarinettista Roberto Paci Dalò che presenterà lo spettacolo “Niggunim”. Niggun significa in ebraico: “aria” o “melodia” e si tratta di una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi. È una tecnica del canto, spesso con suoni ripetitivi astratti al posto di una lirica formale. A volte i versetti della Torah, o citazioni da altri testi ebraici classici, sono cantati ripetutamente così da creare un niggun.
Una conclusione quindi nel segno dell’identità e di un patrimonio culturale che resta vivo.

(9 settembre 2019)