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Una proposta concreta

emoNella speranza di fornire un utile contributo al dibattito apertosi, anche in seguito alla recente proposta di modifiche migliorative al testo della mozione approvata in Senato il 30 ottobre scorso, con prima firmataria la Senatrice a vita Liliana Segre, che ha istituito una “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, vorrei lanciare una proposta semplice e concreta.
Invece di mettere in discussione le parole utilizzate nella Mozione Segre per chiederne la modifica, la Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo RIDE-APS (Capofila in Italia della Fondazione euro-mediterranea Anna Lindh), di cui sono Segretario generale e co-fondatore, propone di organizzare nel giugno 2020 una giornata di studi internazionale tra esperti in memoria di un altro Segre, Vittorio Dan (impegnato fino ai suoi ultimi giorni per il dialogo euro-mediterraneo presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano) proprio sui significati di questi termini ambigui e polisemici come nazionalismo o identità nazionale/statale, oggetto spesso di manipolazioni e strumentalizzazioni.
A questo proposito, la citata Mozione Segre menziona esplicitamente la “raccomandazione n. (97) 20 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa del 30 ottobre 1997” in materia di “Hate Speech”, cui si ispira proprio per la scelta accurata e meticolosa dei termini adottati nel testo. Quella raccomandazione si apriva con la considerazione “che lo scopo del Consiglio d’Europa è di raggiungere una maggiore unità tra i propri membri, in particolare col proposito di salvaguardare e realizzare idee e principi che ne costituiscono il patrimonio comune”, un obbiettivo condiviso da tutti.
Più specificatamente, Papa Giovanni Paolo II ha espresso chiare e sempre attuali parole sulla distinzione tra patriottismo e nazionalismo, evidenziate nel mio saggio “Nazione, religione e identità collettiva tra Europa e Mediterraneo”. Per Papa Wojtyła il senso di identità nazionale potrebbe degenerare in nazionalismo, un’attitudine a riconoscere e perseguire soltanto il bene della propria nazione, senza tener conto dei diritti delle altre. Alla luce delle tragiche esperienze del ventesimo secolo, una valida risposta alla minaccia del nazionalismo, inteso in questa accezione negativa, potrebbe essere rappresentata proprio da un patriottismo aperto alla cooperazione internazionale, il quale “in quanto amore per la patria riconosce a tutte le altre nazioni diritti uguali a quelli rivendicati.
L’iniziativa qui suggerita prende ispirazione anche dalle comuni battaglie contro l’antisemitismo – Identità e Memoria (2011), Identità e Responsabilità (27 Gennaio 2013), Identità e Rinascita (27 Gennaio 2014), le mie conferenze a Vibo Valenzia, Reggio Calabria e Cosenza per la Giornata Europea della Cultura Ebraica (settembre 2015) – sviluppate con l’associazione che ho costituito nel 2000 a Gerusalemme, Prospettive Mediterranee, condivise con l’ing. Leone Paserman, allora Presidente della Fondazione Museo della Shoah, il Prof. Paolo Coen (Fondatore della Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, l’avv. Renzo Gattegna, allora Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (UCEI), oltre che ovviamente con l’ex Rabbino Capo di Roma prof. Elio Toaff e quello in carica prof. Riccardo di Segni.
Potremo discuterne pacatamente insieme?

Enrico Molinaro

(7 novembre 2019)