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Il possibile piano di pace Usa

rassegnaNon ci sono conferme per cui sono da prendere con cautela le rivelazioni di un emittente libanese, riportate oggi da La Stampa, che descrivono alcuni punti del piano di pace che gli Stati Uniti vogliono proporre a israeliani e palestinesi. Tra gli elementi della proposta ideata dal Jared Kushner, spiega La Stampa, ci sarebbero: la custodia dei luoghi sacri di Gerusalemme affidata all’Arabia Saudita e non più alla Giordania; la Valle del Giordano resterebbe sotto sovranità israeliana; uno Stato palestinese nascerebbe in Cisgiordania e Gaza, non includendo “i blocchi di insediamenti israeliani oggi esistenti nei Territori palestinesi, che resterebbero sotto Israele. Gaza e Cisgiordania, geograficamente separate, sarebbero unite da un’autostrada costruita da una compagnia cinese a 30 metri di altezza dal suolo (israeliano). L’Egitto, che ha sempre negato questa eventualità, garantirebbe ai palestinesi di Gaza terra per la costruzione di un aeroporto e zone industriali non abitabili”. E ancora, Gaza dovrebbe essere demilitarizzata e gli stipendi di Hamas pagati dagli Stati arabi. “Gerusalemme, la capitale contesa, sarebbe ‘condivisa’. – riporta La Stampa – La municipalità resterebbe amministrata da Israele, lo Stato palestinese gestirebbe l’educazione dei residenti arabi, che avrebbero passaporto palestinese”.

Niente commissione per Lannutti. “Luigi Di Maio è il primo a pensare quello che ancora non può dire: che Elio Lannutti non sarà mai il presidente della commissione d’inchiesta sulle banche”, scrive La Stampa in merito al senatore Cinque Stelle, al centro delle polemiche di questi giorni e autore in passato di affermazioni antisemite. “Noi siamo stati chiari fin dall’inizio: Lannutti per noi è invotabile, e non per il conflitto di interessi con suo figlio, ma per le frasi vergognose dette sugli ebrei. Chi porta avanti pregiudizi squallidi antisemiti non avrà mai il nostro voto, qualunque attività faccia suo figlio. Mi chiedo come i 5Stelle possano continuare a sostenere questa candidatura”, afferma a Repubblica Maria Elena Boschi, capogruppo e leader di Italia Viva. A criticare nuovamente la scelta di Lannutti, tra gli altri, Mattia Feltri su La Stampa, Massimo Giannini su Repubblica e Luciano Capone sul Foglio.

Israele, Sa’ar lancia la sfida a Netanyahu. In una breve di Repubblica la notizia della decisione di Gideon Sa’ar, numero quattro del Likud, di sfidare il leader Benjamin Netanyahu in vista delle primarie del Likud del 26 dicembre che dovranno indicare il candidato premier per le elezioni del prossimo 2 marzo, le terze in un anno In Israele.

Muoversi ad idrogeno. Due startup israeliane, Electriq Global e H2 Energy Now, stanno lavorando ad altrettanti progetti per la messa a punto di un motore a idrogeno. A raccontare il significato di queste due iniziative potenzialmente rivoluzionarie, il quotidiano Avvenire.

Torino e i francobolli di Segre. L’avvocato Bruno Segre, 101 anni, ha deciso di donare alla Città di Torino la sua collezione di francobolli dal 1861 a oggi. “Io amo la mia città, e così ho deciso di regalare tutto questo ai miei concittadini”, racconta oggi al Corriere Torino Segre, antifascista, giornalista e strenuo difensore dei diritti civili.

Calcio e razzismo. Sui quotidiani si parla delle polemiche generate dalla scelta della Lega Calcio di Serie A di usare l’opera dell’artista Simone Fugazzotto, raffigurante tre scimmie, per la propria campagna contro il razzismo. “Io dipingo soltanto scimmie. Sono la mia cifra stilistica, le trovate dappertutto nella mia produzione. In questo caso il messaggio voleva essere proprio il contrario del razzismo”, ha dichiarato Fugazzotto. L’ad della Lega De Siervo con una nota si è scusato “con tutti coloro che si sono sentiti offesi per l’opera”, illustrando che “nonostante l’artista avesse spiegato che il senso della sua creazione fosse un messaggio contro il razzismo, l’opera è apparsa a molti discutibile. Ciò che non può però essere oggetto di discussione – ha aggiunto – è la costante condanna da parte della Lega contro ogni forma di discriminazione” (Gazzetta dello Sport).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked