moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

“Israele, farò presto un governo”
La promessa di Benny Gantz

rassegna28 giorni. Sono quelli a disposizione di Benny Gantz, leader del partito Kachol Lavan, per formare un governo. Ieri ha ricevuto formalmente l’incarico dal Presidente Rivlin e, forte dell’appoggio di 61 parlamentari su 120, ha promesso che farà tutto il necessario per formare velocemente un governo “il più ampio e patriottico possibile”. Sui quotidiani italiani alla notizia non viene dato molto spazio (una breve sul Corriere della Sera), salvo sul Sole 24 Ore che titola “Gantz alla ricerca di una maggioranza impossibile”, sottolineando come per il leader di Kachol Lavan i prossimi 28 giorni saranno molto complicati: dovrà mettere in piedi un governo di minoranza che possa avere l’appoggio sia dei partiti arabi sia del falco Avigdor Lieberman. Realtà che su molti fronti hanno posizioni inconciliabili ma che al momento sono tenute insieme dal comune proposito di interrompere il dominio politico di Benjamin Netanyahu. Oggi, intanto, la nuova Knesset si riunirà per la prima volta in un clima surreale: 10 parlamentari alla volta, a causa delle restrizioni per contrastare il coronavirus che purtroppo si sta allargando anche in Israele. “La prima mossa di Gantz sarà cambiare il presidente del parlamento, votando un leader diverso da Yuli Eldstein, alleato di Netanyahu. – riporta il Sole – La maggioranza parlamentare dovrebbe poi permettere a Gantz di puntare a una legge che vieti a qualsiasi cittadino israeliano sotto processo di diventare premier. Sarebbe una legge ad hoc contro Netanyahu”.

Europa blindata. Dalle ore 12.00 di oggi l’Unione europea chiuderà le proprie frontiere esterne per 30 giorni: nessuna persona proveniente dai Paesi extra-Schengen potrà entrare nel nostro continente, spiegano Repubblica e La Stampa, parlando di Europa blindata e “chiusa al mondo”. “Anche uscire dall’Unione sarà impossibile. Poche le deroghe, che varranno principalmente per gli europei che cercano di tornare a casa, per medici e scienziati impegnati alla lotta contro il Covid-19, diplomatici e militari. La decisione è stata annunciata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e sarà vidimata oggi dai capi di Stato e di governo nella loro seconda videoconferenza in sette giorni”. Resteranno aperte le frontiere interne. E mentre Francia (“Siamo in guerra”, ha detto Macron), Germania ma anche la Gran Bretagna applicano misure più severe, da noi l’interrogativo è: perché non si è seguito da subito l’esempio italiano? Per Simone Sabatini sul Corriere sono diverse le cause, tra cui il terrore di un disastro economico e le beghe politiche interne.

Coronavirus, tra previsioni e misure economiche. “II picco dell’epidemia da coronavirus incombe sull’Italia”, scrive oggi Repubblica, chiedendosi quando nel paese si registrerà “il punto più alto del contagio da Covid-19” per “poi lasciarsi andare in una discesa (falsamente) liberatoria”. “L’obiettivo principale – ricorda in ogni caso il quotidiano – è rallentare il ritmo dell’epidemia perché il sistema sanitario possa reggere l’urto”. Intanto via libera del governo al decreto Cura Italia, una manovra che attiverà 350 miliardi, con misure per imprese, famiglie e sanità. Stop a tasse e mutui, spiega il Corriere, raccontando il provvedimento che vuole essere una “diga contro il virus”. Il decreto – riporta il quotidiano – assegna alla Sanità oltre 3 miliardi e mezzo per l’assunzione di oltre 20 mila fra medici, infermieri e tecnici, l’aumento di posti letto di rianimazione, malattie infettive e pneumologia e per l’acquisto di mascherine.

Resistere da casa. “Come me, sono sicuro che tutti si siano emozionati nel vedere i video di persone che applaudono gli operatori sanitari dai loro balconi”, il commento di Tedros Adhanom Ghebrayesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità rispetto a una delle iniziative organizzate in Italia per dare un segnale di vicinanza a medici e infermieri. E per Gad Lerner questi gesti, così come il cantare dai balconi, sono una forma di resistenza. Sulla prima di Repubblica sottolinea come “la magia del flash lash mob è qualcosa di più di un espediente consolatorio: è senso di comunità”.

Germania, deputati neonazi sotto sorveglianza. 25 dei deputati al Bundestag del partito di estrema destra Afd “possono essere intercettati, controllati e soprattutto spiati anche con l’uso di agenti infiltrati, in quanto minaccia chiara e provata all’ordine costituzionale tedesco”. Lo racconta oggi il Corriere, parlando dell’iniziativa degli 007 tedeschi di mettere sotto controllo la corrente Der Flügel, fazione estremista e vicina al neonazismo di Alternative Für Deutschland.

Attacchi alle basi Usa in Iraq. Gli Stati Uniti si ritirano da tre delle otto basi operative in Iraq e concentrano le loro forze nelle due principali, Erbil e Ayn al-Asad. La decisione arriva dopo oltre 25 attacchi con 160 razzi da parte delle milizie sciite in tre mesi. “Una guerriglia strisciante che si è intensificata nell’ultima settimana”, spiega La Stampa.

Segnalibro. Prima della tragedia. Militari italiani a Cefalonia e a Corfù è libro della storica Patrizia Gabriella, uscito in libreria per il Mulino e presentato oggi dal Corriere. Nel volume vengono ricostruite, attraverso la corrispondenza, le vicende dei militari che precedettero il tristemente celebre eccidio. Sul Giornale invece si parla del libro Angelo Donati. Pilota, banchiere, mecenate e cospiratore (Mursia) firmato da Ugo Pacifici Noja e Andrea Pettini. Nell’articolo si parla del ruolo di Donati, di famiglia ebraica, nel dare aiuto ad altri ebrei nel trovare salvezza.

Daniel Reichel