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Terremoto, solidarietà concreta

Terremoto, solidarietà concreta

Solidarietà concreta alle popolazioni colpite dal terremoto. Un impegno che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane promuove anche attraverso una raccolta fondi, cui ciascuno può contribuire versando un’offerta su un conto corrente speciale attivato per l’occasione.
Questi i dettagli del conto, intestato all’UCEI:
IBAN – IT42B0200805205000103538743
CAUSALE: offerta per emergenza terremoto 240816
Coperte, vestiti, abbigliamento intimo, prodotti per l’igiene, alimenti a lunga scadenza: queste le necessità più strette illustrate dal vice prefetto di Roma in una conversazione con la presidente dell’Unione Noemi Di Segni. L’invito è a recarsi presso i centri raccolta dei diversi municipi capitolini.
Positivi intanto i primi riscontri dal punto per la donazione del sangue attivato ieri dall’Unione e dalla Comunità ebraica di Roma, in collaborazione con l’Associazione Medica Ebraica e il Gruppo Ebraico Donatori. Numerosi i cittadini che hanno risposto positivamente alla chiamata. L’invito è a recarsi (preferibilmente di mattina) al Centro trasfusionale del Fatebenefratelli, Lungotevere de’ Cenci 5, Roma e destinare la donazione al “gruppo ebraico donatori 201” .
Numerose le comunità locali mobilitate. A Firenze questa sera, in occasione del Balagan Cafè, è prevista una raccolta di offerte tra il pubblico della rassegna culturale che da quattro anni vede concentrarsi molte centinaia di persone nei giardini della sinagoga.


Venezia, gli ebrei e l’Europa

Venezia, gli ebrei e l’Europa

Continuano le viste alla mostra intitolata “Venezia, gli ebrei e l’Europa”, a cura di Donatella Calabi, in corso a Palazzo Ducale fino al 13 novembre. Una grande esposizione che fa parte dei molti eventi che segnano la stagione culturale del cinquecentenario del Ghetto di Venezia, a cui è dedicato il dossier del numero di Pagine Ebraiche di agosto, attualmente in distribuzione. In un percorso che inizia prima dell’istituzione del ghetto e finisce dopo l’emancipazione, coprendo più di cinque secoli di storia ebraica, si descrive al pubblico la storia della presenza ebraica nella città lagunare attraverso documenti originali, tra cui libri, fotografie, disegni d’archivio, e dipinti, affiancati da dispositivi multimediali. ”Venezia deve essere guardata come luogo di pluralismo e questo ci insegna la storia lunga del ghetto di Venezia, la cui istituzione rivela una volontà, giusta o sbagliata che fosse, di organizzazione della città”, ha sottolineato la curatrice nella grande intervista rilasciata a Pagine Ebraiche. “Gli stranieri, le minoranze, erano necessari alla crescita della Repubblica, e Venezia ha trovato le sue risposte per far convivere nello stesso spazio esigenze diverse”.

“Abbiamo voluto trovare un modo per rivolgerci a tutti, anche ai non esperti e in queste prime settimane di apertura ho visto il pubblico interagire con i dispositivi della mostra, tra cui anche molti bambini, e questo può considerarsi un vero successo”, ha spiegato Calabi in occasione della visita della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, insieme tra gli altri al presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia Dario Disegni.

(Foto di Giovanni Montenero)