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Israele – Un gelato con i nostri ragazzi

Israele – Un gelato con i nostri ragazzi

Questo Shabbat, da poco concluso, era ormai alle porte quando il rav Dov Lipman, parlamentare di Yesh Atid alla Knesset e considerato da molti fra i migliori esponenti di un rabbinato pensante, ha puntato dritto, al comando di una piccola colonna di veicoli, verso le porte di Gaza, la zona calda delle operazioni militari contro il terrorismo. Appena un gesto di saluto, poi, spossati dal caldo rovente, da molte ore di addestramento e dalle prime difficili giornate di battaglia sul terreno, i militari delle Forze di difesa lo hanno visto increduli sfoderare l’arsenale più potente: migliaia di coppette di gelato Ben and Jerry. L’incredibile contrasto con la situazione circostante ha rotto la tensione. I ragazzi, racconta questa mattina il Rav in una sua memorabile, struggente pagina di diario, per un attimo sono tornati ragazzi. E al gelato non è rimasta via di scampo.
Un’esplosione travolgente di umanità, generosità, cavalleria, ha travolto tutti. Israele ha ancora mostrato il vivido bagliore della sua gente e dei suoi valori.
Ma al di là del soffio di fresco portato fra quei ragazzi, questo gelato fra i ragazzi di Tsahal e il Rav ha riaffermato il legame indissolubile fra Israele e la Diaspora.
Il gelato era perfettamente conservato, ma le coppette, ha spiegato il rav Lipman, venivano da lontano: erano un piccolo, fresco pensiero degli ebrei del Maryland, di Baltimora e di Silver Spring. Chi abbia viaggiato un poco nel mondo ebraico sa bene quanto proprio in quelle comunità si voglia praticare sinceramente l’unità del popolo ebraico nel rispetto delle reciproche diversità e l’amore sincero per Israele tenendo a bada il proprio rabbioso bisogno di visibilità o il proprio tornaconto.
Forse proprio per questo, il viaggio incredibile di quel gelato e le condizioni difficili in cui è stato assaporato non hanno potuto corrompere il dolce gusto di quel fresco momento assieme ai nostri ragazzi.
gv
(Nell’immagine, il rav Dov Lipman sul confine di Gaza assieme ai ragazzi delle Forze di difesa)


Israele – Riflessioni nelle ore più difficili

Israele – Riflessioni nelle ore più difficili

La notizia dell’ingresso dell’esercito di difesa israeliano a Gaza arriva durante l’incontro per riflettere su quanto sta accadendo in Medio Oriente insieme al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e Sergio Della Pergola, demografo dell’Università ebraica di Gerusalemme, un momento importante nell’ambito di una edizione di Redazione aperta che pone le settimane di tensione in Israele al centro dell’attenzione.
Sentimenti di apprensione e condivisione attraversano i presenti alla serata del laboratorio giornalistico organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, tra cui il presidente della Comunità ebraica di Trieste Alessandro Salonichio, il rabbino capo Eliezer Di Martino e i consiglieri Nathan Israel e Mauro Tabor, membro del Consiglio dell’UCEI.
Dopo una giornata caratterizzata anche dall’incontro con il Consigliere UCEI e responsabile della Commissione Servizi sociali Giorgio Mortara, per parlare delle iniziative messe in campo per contrastare la crisi economica e sociale che coinvolge tanti nelle Comunità ebraiche italiane e non solo, l’occasione è stata quella di un confronto sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente, sulle cause, sui possibili scenari futuri, ma anche su quale ruolo può essere svolto dall’ebraismo della Diaspora.
Accadimenti che hanno luogo tra l’altro in un periodo molto particolare, quello che circonda i digiuni del 17 di Tamuz e del 9 di Av , caratterizzato dal lutto per eventi tragici che hanno segnato la storia del popolo ebraico, che coincide anche con i giorni in cui scoppiò, un secolo fa, la prima guerra mondiale. “Allora gli ebrei per la prima volta si arruolarono e furono arruolati negli eserciti dei vari paesi e combatterono su fronti opposti, una situazione che sarebbe stata spazzata via con la seconda guerra mondiale e la Shoah” ha sottolineato il rabbino capo di Roma, che ha inoltre approfondito, insieme al professor Della Pergola, il ruolo della leadership rabbinica nella società israeliana ed ebraica in queste settimane difficili, e del rapporto tra Israele e Diaspora.
In chiusura di serata, un annuncio felice: quello del conferimento al Collegio rabbinico italiano, del titolo di Chacham, (la laurea rabbinica) a rav Roberto Di Veroli.