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Qui Bologna – Memoriale, il bando è online

Qui Bologna – Memoriale, il bando è online

“La triste pagina della Seconda guerra mondiale e della persecuzione nazista deve aiutarci a costruire un futuro per i nostri figli che abbia connessioni con il passato e con il presente nel quale vi è la piena accettazione della diversità. Se vogliamo davvero combattere il razzismo, dobbiamo imparare ad indossare i panni degli altri, dobbiamo comprendere che quello che accade al nostro vicino potrebbe capitare a noi. Proprio per questo siamo chiamati a costruire nuova Cultura, sia in Italia che nel resto dell’Europa”.
Questa la premessa con cui si apre il bando internazionale di progettazione del Memoriale della Shoah di Bologna, ora online sul sito http://concorsi.archibo.it/shoahmemorialcompetition/home e cui sarà possibile partecipare fino al 27 aprile. Promosso dalla Comunità ebraica di Bologna e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con il Comune e il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, il progetto è stato presentato lo scorso lunedì dal presidente della Comunità ebraica Daniele De Paz con queste parole: “Il monumento che verrà realizzato dovrà riflettere un pensiero dello storico Yosef Hayim Yerushalmi, che individua nel senso della storia e dunque nella memoria una componente essenziale del concetto ebraico della vita. Far vivere la Memoria significa in questo senso non perdere la propria identità”.
L’idea sarà quella di far sorgere il Memoriale in una nuova piazza situata nel crocevia tra via Carracci e il ponti di via Matteotti. Un piazza centrale sorta in quello che era frammento di una stazione ferroviaria incompiuta. L’inaugurazione è prevista per il 27 gennaio del 2016. Si apre una nuova sfida per la Memoria.

Auschwitz – “La Memoria è vita”

Auschwitz – “La Memoria è vita”

Capi di Stato, leader ebraici, Testimoni della Shoah.
Hanno suscitato emozione in tutto il mondo le immagini delle celebrazioni per il 70esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Ad intervenire, tra gli altri, il presidente della Repubblica polacca Bronislaw Komorowski, tre Testimoni diretti dell’orrore, il regista premio Oscar Steven Spielberg. “La Memoria è vita”, il significativo messaggio lanciato da quest’ultimo. Preoccupazione per il crescente antisemitismo in Europa è stata invece espressa dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder, nato da cittadino libero a New York mentre in Europa, e in particolare nella ‘sua’ Ungheria, la macchina dello sterminio era ancora in pieno movimento.
A guidare la delegazione ufficiale arrivata da Roma il presidente della Repubblica facente funzione senatore Pietro Grasso, accompagnato dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e dalle più alte autorità. Una missione che è arrivata a poche ore dalla cerimonia istituzionale per il 27 gennaio svoltasi nell’aula di Montecitorio, la stessa aula in cui nel ’38 furono emanate dal fascismo le infami Leggi Razziste.
“A 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, a 70 anni dalla fine dell’orrore, i leader del mondo hanno scritto una pagina di storia ricordando all’umanità intera come il valore della Memoria, una Memoria attiva e consapevole, sia il cardine delle nostre società libere, plurali e democratiche. Ricordando la barbarie di ieri – il monito di Gattegna – facciamo tutti fronte comune affinché siano rese vane le minacce di chi attenta oggi ai nostri valori e alle nostre conquiste fondamentali”. 
Tra i momenti emblematici della cerimonia l’omaggio dei capi delegazione e dei sopravvissuti all’altezza del monumento che commemora le vittime di Birkenau e la deposizione di candele alla memorie di tutte le vittime della Shoah e della barbarie nazifascista. Tra gli oltre trecento reduci del lager invitati in Polonia anche Alberto Israel, uno dei pochi a salvarsi dall’annientamento perpetrato ai danni della comunità ebraica rodiota.


Roma, la Memoria trova casa

Roma, la Memoria trova casa

“Senza la Memoria saremmo un’umanità meno completa”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino nel consegnare fa le chiavi della Casina dei Vallati al presidente della Fondazione Museo della Shoah Leone Paserman. Un nuovo simbolico tassello nella marcia di avvicinamento al Museo di Villa Torlonia e che porterà, nel più breve tempo possibile, al trasferimento degli uffici e dell’archivio della Fondazione nel palazzo di Largo 16 ottobre, sede oggi della sovrintendenza capitolina.
Alla presenza dei Testimoni della Shoah Sami Modiano, Piero Terracina, Andra e Tatiana Bucci e dalla moglie dell’indimenticabile Shlomo Venezia, Marika, il presidente Paserman si è detto “felice” ed “emozionato” e ha rinnovato la speranza che possa essere presto decretata l’aggiudicazione definitiva per l’avvio del cantiere del Museo. Una speranza condivisa dal sindaco, che ha parlato di “percorso da accelerare”.
Al loro fianco, tra gli altri, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, il rabbino Riccardo Di Segni, l’architetto e consigliere UCEI Luca Zevi, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, gli assessori di Roma Capitale Giovanna Marinelli e Paolo Masini.
Nella piccola folla ritrovatasi a Largo 16 ottobre, molti esponenti del Consiglio comunitario romano e il presidente della Fondazione Cdec di Milano Giorgio Sacerdoti.

Milano – Al Memoriale, contro l’indifferenza

Milano – Al Memoriale, contro l’indifferenza

Milano non dimentica. È un segnale importante quella che arriva oggi dalla città lombarda medaglia d’oro alla Resistenza: centinaia di persone hanno infatti deciso di visitare, in questa soleggiata domenica milanese, il Memoriale della Shoah (Binario 21), aperto oggi al pubblico con visite guidate gratuite. Un appuntamento dedicato alla Memoria e legato alle celebrazioni del 27 gennaio, data in cui quest’anno ricorrerà il settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz. Per l’occasione, il Memoriale terrà aperte le sue porte al pubblico per tre giorni, compreso oggi, con la possibilità di visitare la struttura, assistere a rappresentazioni teatrali, concerti, proiezioni di film e a dibattiti sul tema delle persecuzioni anti ebraiche. E l’affluenza odierna – previste duemila persone – è la testimonianza di come la cittadinanza sia sensibile di fronte alla necessità di non dimenticare una delle pagine più buie pagine della storia dell’umanità. “Il miglior antidoto contro la l’antisemitismo è la conoscenza”, aveva ricordato il vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach, presente oggi per accogliere i visitatori. Una conoscenza che permette di contrastare uno dei grandi pericoli legati alla Shoah: l’indifferenza, parola incisa a caratteri cubitali all’ingresso del Memoriale. Un luogo, quest’ultimo, dolorosamente simbolico: da qui, dal binario 21 della Stazione centrale partirono tra il 1943 e il 1945 i treni diretti ai campi di concentramento nazifascisti. Da qui partì il 30 gennaio del 1944 all’interno di un convoglio diretto ad Auschwitz, Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah e oggi fondamentale Testimone della Memoria. “La nascita del memoriale restituisce, almeno in parte, la voce a chi non è più tornato a casa”, ricordava Segre, al momento della posa della prima pietra. Oggi sono migliaia le persone, i milanesi, che hanno voluto ascoltare quelle voci, ricordare quell’immensa tragedia. “Siamo contenti di vedere moltissimi giovani e tante famiglie con i bambini”, sottolinea Susanna Barki, dell’Associazione Figli della Shoah, ente che gestisce le visite guidate al Memoriale. Un segnale positivo perché quel che è stato non cada nell’indifferenza.