<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Moked - il portale dell´ebraismo italiano</title>
	<atom:link href="http://moked.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://moked.it</link>
	<description>mokedPage=cultura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 12:34:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Qui Bologna &#8211; Un parco per Itzhak Rabin</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-bologna-un-parco-per-itzhak-rabin/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-bologna-un-parco-per-itzhak-rabin/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[tov/buono]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[parco rabin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35107</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/05/parco-rabin-bologna.jpg" alt="" title="parco rabin bologna" width="342" height="198" class="alignleft size-full wp-image-35108" />La memoria di un uomo che ha fatto la storia del Novecento come insegnamento alla tolleranza, al rispetto reciproco e al rifiuto della violenza. Queste le motivazioni che hanno spinto la sezione bolognese dell&#8217;associazione Sinistra per Israele ad attivarsi con …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/05/parco-rabin-bologna.jpg" alt="" title="parco rabin bologna" width="342" height="198" class="alignleft size-full wp-image-35108" />La memoria di un uomo che ha fatto la storia del Novecento come insegnamento alla tolleranza, al rispetto reciproco e al rifiuto della violenza. Queste le motivazioni che hanno spinto la sezione bolognese dell&#8217;associazione Sinistra per Israele ad attivarsi con il Comune per intitolare un&#8217;area verde a Itzhak Rabin, statista israeliano e Premio Nobel per la pace assassinato da un fanatico estremista nel 1995. Una mobilitazione che ha trovato immediata condivisione di intenti nell&#8217;amministrazione locale: domenica 26 maggio alle 18 si inauguerà infatti un Parco Rabin nel quartiere Navile, nell&#8217;area che va da via Andrea da Formigine a via Federigo Guarducci e che è posta al termine di una pista ciclabile che sarà fruibile a partire dalle stesse ore in cui si renderà omaggio alla persona che più di ogni altra si è spesa per il raggiungimento della pace in Medio Oriente.<br />
Numerosi gli ospiti che interverranno alla cerimonia: tra gli altri l&#8217;ambasciatore d&#8217;Israele in Italia Naor Gilon, stretto collaboratore di Rabin, il sindaco della città felsinea Virginio Merola, la coordinatrice di Sinistra per Israele Bologna Silvia Cuttin, il presidente del quartiere Navile Daniele Ara. Per la Comunità ebraica saranno presenti il consigliere UCEI Davide Menasci, il rabbino capo rav Alberto Sermoneta e la presidente di sezione dell&#8217;Adei Wizo Ines Marach. Mobilitati anche numerosi esponenti di Sinistra per Israele dislocati in altre città a partire dal segretario nazionale e parlamentare Pd Emanuele Fiano e l&#8217;ormai storico disegnatore di Pagine Ebraiche Giorgio Albertini. Nell&#8217;occasione Silvia Cuttin darà lettura di un messaggio inviato dalla figlia dello statista, Daliah Rabin.</p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-bologna-un-parco-per-itzhak-rabin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>crisi&#8230;</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/crisi-4/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/crisi-4/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[aleftav/confronto]]></category>
		<category><![CDATA[bahalotechà]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[esploratori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35105</guid>
		<description><![CDATA[<p>Con la parashà di Beha&#8217;alotekhà comincia una lunga serie di crisi che si concluderà con la vicenda degli esploratori e con la condanna della generazione uscita dall&#8217;Egitto a non entrare in Eretz Israel. A proposito di una di queste crisi …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la parashà di Beha&#8217;alotekhà comincia una lunga serie di crisi che si concluderà con la vicenda degli esploratori e con la condanna della generazione uscita dall&#8217;Egitto a non entrare in Eretz Israel. A proposito di una di queste crisi la Torà sentì il popolo che piangeva &#8220;con (o per) le sue famiglie&#8221;. Il midràsh dice che piangevano per problemi legati alla famiglia; secondo il midràsh il popolo si lamenta per i troppi limiti e le troppe regole riguardanti la vita famigliare. Chiedono sostanzialmente di poter fare liberamente scelte individuali e private. Non è così. La Torà regola in maniera molto precisa la vita famigliare e le mitzvòt riguardanti la famiglia sono molte ed estremamente importanti. Questo perché sulla famiglia si gioca il presente e soprattutto il futuro del popolo ebraico.</p>
<p><strong>Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano</strong></p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/crisi-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Qui Padova &#8211; Circoncisione tra bioetica e dovere religioso</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-padova-circoncisione-tra-bioetica-e-dovere-religioso/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-padova-circoncisione-tra-bioetica-e-dovere-religioso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[shalom/pace]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo locci]]></category>
		<category><![CDATA[circoncisione]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35098</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://moked.it/files/2013/05/padova-200x280.jpg" alt="" title="padova" width="200" height="280" class="alignleft size-thumbnail wp-image-35099" />La circoncisione tra bioetica e dovere religioso. Questo il tema dell'incontro organizzato a Padova dall'Associazione Medica Ebraica in collaborazione con l'Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri. Molti i temi che faranno da sfondo alla giornata di studio con attenzione anche alle sfide comuni che interessano ebrei e musulmani. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/05/padova-200x280.jpg" alt="" title="padova" width="200" height="280" class="alignleft size-thumbnail wp-image-35099" />La circoncisione tra bioetica e dovere religioso. Questo il tema dell&#8217;incontro organizzato a Padova dall&#8217;Associazione Medica Ebraica in collaborazione con l&#8217;Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri. Molti i temi che faranno da sfondo alla giornata di studio con attenzione anche alle sfide comuni che interessano ebrei e musulmani. Sarà proprio una riflessione dei due leader spirituali di riferimento, il rabbino capo rav Adolfo Locci e il presidente della Comunità islamica del Triveneto Kamel Layachi, ad aprire l&#8217;incontro. Seguiranno gli interventi del presidente dell&#8217;Ordine dei medici di Padova Maurizio Bennato (Profilo etico e deontologico), dell&#8217;urologo Fabrizio Dal Moro (Una questione urologica), del docente universitario David Sacerdoti (Le evidenze scientifiche), del medico Ilan Brauner (Le implicazioni medico-legali) e del presidente dell&#8217;Ame e consigliere UCEI con delega al sociale Giorgio Mortara. Moderatori Daniele Radzik, David Sacerdoti e il vicepresidente della Comunità ebraica Gianni Parenzo.</p>
<p>I lavori si apriranno nel primo mattino con i saluti dei vertici Ame e della dirigenza comunitaria e con la presentazione del programma.</p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/qui-padova-circoncisione-tra-bioetica-e-dovere-religioso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senza se e senza ma?</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/senza-se-e-senza-ma/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/senza-se-e-senza-ma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pilpul/polemica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ugei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35096</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/03/anna-segre1.jpg" alt="" title="anna segre" width="110" height="92" class="alignleft size-full wp-image-32751" />Davvero fino a pochi giorni fa chiunque chiedesse di partecipare ad un’attività dell’UGEI doveva esibire materialmente il certificato di iscrizione a una Comunità ebraica per essere ammesso? Davvero fino a questo momento non ci sono mai stati casi in cui …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/03/anna-segre1.jpg" alt="" title="anna segre" width="110" height="92" class="alignleft size-full wp-image-32751" />Davvero fino a pochi giorni fa chiunque chiedesse di partecipare ad un’attività dell’UGEI doveva esibire materialmente il certificato di iscrizione a una Comunità ebraica per essere ammesso? Davvero fino a questo momento non ci sono mai stati casi in cui di fronte a un cognome ebraico questa iscrizione sia stata data per scontata senza ulteriori verifiche? Davvero fino a pochi giorni fa non ci sono mai state eccezioni, non ci sono mai state decisioni specifiche su persone singole? Se è così, l’UGEI di oggi è davvero molto diversa dalla FGEI e dagli altri gruppi giovanili ebraici dei miei tempi. In tal caso la mozione che rovescia da un giorno all’altro la chiusura in apertura sarebbe davvero rivoluzionaria. Tuttavia &#8211; forse perché rilevare le somiglianze tra il dibattito di questi giorni e quelli che ricordo (inizio anni ’90) mi fa sentire giovane &#8211; non riesco a liberarmi del dubbio che la mozione, più che rappresentare un’assoluta novità, sia semplicemente il tentativo (che a me pare sacrosanto) di stabilire criteri condivisi, ragionevoli e uguali per tutti dove prima si decideva caso per caso. Forse qualcuno pensa che criteri stabiliti una volta per tutte siano troppo rigidi e sia più utile discutere ogni situazione singolarmente; benissimo, ma allora sarebbe meglio parlare di questo più che confrontare modelli teorici astratti di apertura e chiusura totale. Nelle discussioni dei miei tempi mi dava molto fastidio che alcuni proclamassero a gran voce una chiusura senza se e senza ma che, in assenza di controlli rigorosi, finiva per dar luogo a ingiuste differenze di trattamento tra una persona e l’altra; e mi dava ancora più fastidio che la FGEI, per aver discusso apertamente di questioni che altri gruppi giovanili fingevano di ignorare (anche se in realtà riguardavano un po’ tutti), fosse stata accusata delle cose più incredibili, addirittura di aver scelto programmaticamente l’assimilazione. Il dibattito suscita in me, allora come oggi, un grande disagio, perché è troppo forte, oggi come allora, l’impressione che a qualcuno i ragazzi non iscritti alle Comunità facciano paura non perché siano portatori di cultura e valori diversi, ma, anzi, proprio perché a qualcuno secca dover ammettere che sono così uguali da essere di fatto irriconoscibili.</p>
<p><strong>Anna Segre, insegnante</strong></p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/senza-se-e-senza-ma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La tomba del nonno</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/la-tomba-del-nonno/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/la-tomba-del-nonno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pilpul/polemica]]></category>
		<category><![CDATA[marc chagall]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35094</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/02/laura-salmon.jpg" alt="" title="laura salmon" width="110" height="99" class="alignleft size-full wp-image-30926" />La tomba del nonno, Marc Chagall “artista con le parole” (dall’Autobiografia): &#8220;Benché molto logora, la pietra tombale dalle lettere scolpite in ebraico è ancora ben conservata: “Qui riposa…”. La nonna me la indicava col dito […] Borbottava tra le labbra, …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/02/laura-salmon.jpg" alt="" title="laura salmon" width="110" height="99" class="alignleft size-full wp-image-30926" />La tomba del nonno, Marc Chagall “artista con le parole” (dall’Autobiografia): &#8220;Benché molto logora, la pietra tombale dalle lettere scolpite in ebraico è ancora ben conservata: “Qui riposa…”. La nonna me la indicava col dito […] Borbottava tra le labbra, senza riuscire a piangere. Bisbigliava parole, forse parole sue, forse preghiere. L’ascoltavo lamentarsi, china sul sepolcro. Come se quella lapide e quella collinetta fossero mio nonno, come se si rivolgesse alle profondità della terra o come se fosse un armadio qualunque, nel quale riposasse un oggetto rinchiuso per sempre”.</p>
<p><strong>Laura Salmon, slavista</strong></p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/la-tomba-del-nonno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Le mie lezioni con Rav Hartman”</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/le-mie-lezioni-con-rav-hartman/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/le-mie-lezioni-con-rav-hartman/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[reaion/intervista]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[rav Hartman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35041</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/05/hartmansito.png" alt="" title="hartmansito" width="160" height="166" class="alignleft size-full wp-image-35043" />“Se voglio sapere quanto frum (religioso, osservante in yiddish ndr) è una persona, non vado a vedere nel suo bagno se ha strappato la carta igienica prima di Shabbat, ma guardo quanti poveri siedono alla sua tavola il venerdì sera!”. …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2013/05/hartmansito.png" alt="" title="hartmansito" width="160" height="166" class="alignleft size-full wp-image-35043" />“Se voglio sapere quanto frum (religioso, osservante in yiddish ndr) è una persona, non vado a vedere nel suo bagno se ha strappato la carta igienica prima di Shabbat, ma guardo quanti poveri siedono alla sua tavola il venerdì sera!”. Così tuonava e rideva rav David Hartman, nato a Brooklyn nel 1931 e morto a Gerusalemme negli scorsi mesi. Il Beit Midrash vibrava della sua passione “da haredì nei toni, da uomo che cerca una sua verità nei contenuti”, amava dire un mio amico, assieme al quale spesso frequentavo le affollate lezioni del lunedì sera nel Machon Shalom Hartman, l&#8217;istituto di Gerusalemme dedicato dal rav alla memoria del padre. Entrando in una sua lezione sapevi che molto probabilmente ti saresti sentito urlare addosso. La cosa più fastidiosa che potevi dirgli era: “Sono d&#8217;accordo con te”. I motivi per cui Hartman è stato un faro intellettuale e una luce spirituale per generazioni di ebrei e non ebrei, persone diversissime fra loro, sono molti e complessi e non possono prescindere dal carisma e dal fascino umano che emanava da un Maestro in cui l&#8217;acume e il bisogno di onestà e criticità si accompagnavano al più profondo amore e al chesed per il suo popolo e per tutta l&#8217;umanità. Hartman amava “vedere ebrei felici, che mangiano per la strada, nei tavoli dei caffè all&#8217;aperto…”. “I love my people, what can I do?” era una delle sue frasi ricorrenti. In lui convivevano il bisogno di stabilire molto in alto l&#8217;obiettivo a cui puntare e una pragmatica e amorevole tolleranza per il reale. “Il centro dell&#8217;esperienza ebraica deve essere il Sinai, non Auschwitz”, diceva. “Il Sinai è il modello per una comunità viva che mira a tradurre in azioni un mondo di giustizia, solidarietà e cura del prossimo. Continuare ad abitare gli orrori passati non rinnoverà la nostra passione per una vita di giustizia”. Come diceva rav Joseph Dov Soloveitchik, di cui rav Hartman fu allievo: “Il popolo ebraico non è stato messo in questo mondo soltanto per combattere l&#8217;antisemitismo.” Ricordo rav Hartman che racconta i due opposti comportamenti di Abramo di fronte alla giustizia divina: discute per salvare Sodoma, ma accetta in silenzio il sacrificio di Isacco. Dobbiamo dare fondo a tutta la nostra capacità di sentire il dolore dell&#8217;altro, di porvi rimedio, di opporci ad esso. Questo è Chesed. Diverso è l&#8217;atteggiamento quando si tratta di noi, del nostro soffrire, spiega Hartman, e il pubblico, i suoi studenti, lo seguono con gli occhi e col respiro. L&#8217;equilibrio, delicatissimo, è fra l&#8217;umana intuizione di cosa sia morale, il nostro soggettivo senso di giustizia e la totale sottomissione al volere divino. “Esiste la Torah, esistono le leggi ed esistiamo noi, che siamo obbligati a interpretarle secondo la nostra comprensione, assumendocene la responsabilità in ogni generazione”. Il rav si scaglia contro il rabbinato di Israele che non prende decisioni, per paura, su questioni che provocano sofferenze diffuse: le agunot, donne incatenate in matrimoni dai quali non riescono a uscire e i mamzerim, persone che senza averne colpa si trovano nella condizione di non potersi sposare secondo la halakhah. Rav Hartman batte il pugno sul tavolo contro qualsiasi ebreo che non azioni il proprio giudizio morale sulle mitzvot, su chi “esegue e basta”. Non tutto è però amaro, nelle sue lezioni, a cominciare dalle dispense color pastello che raccolgono le parole di tutta la nostra storia morale e intellettuale, da Rambam a Soloveitchik, da Chazal a Eliezer Berkovitz, e forse è proprio questo a renderlo unico: la profondità nell&#8217;ascolto dell&#8217;altro, l&#8217;assunzione di responsabilità nell&#8217;agire per il bene del prossimo e della collettività (ebraica e non ebraica) si accompagnano alla leggerezza e alla gioia, vera simchah chassidica, nel vivere la propria vita con ironia, senza un&#8217;ombra di autocommiserazione. Ancora una volta il doppio modello di Avraham: tentare il tutto per tutto per salvare il prossimo, ma farsi carico delle proprie prove in silenzio. Una rivoluzione gioiosa, quella proposta e vissuta da rav Hartman, e non è un caso che si sia ricongiunto ai suoi padri proprio nel primo giorno di Adar, in cui si incomincia ad aggiungere simchah, gioia, per incamminarsi verso Purim, verso il “venaafochu”, quello stravolgimento in maschera capace di sovvertire l&#8217;ingiustizia.</p>
<p><strong>Miriam Camerini, Pagine Ebraiche maggio 2013</strong></p>
<p>(23 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/le-mie-lezioni-con-rav-hartman/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8230;giovani</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/giovani-5/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/giovani-5/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[aleftav/confronto]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[roberto della rocca]]></category>
		<category><![CDATA[ugei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35092</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per varie ragioni mi trovo a voler riprendere un dialogo con il mio amico <a href="http://moked.it/blog/2013/05/21/giovani-4/">Roberto Della Rocca</a> che è intervenuto a proposito della discussa decisione assunta a maggioranza dal congresso straordinario UGEI relativamente all&#8217;ammissione alle attività a giovani che non …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per varie ragioni mi trovo a voler riprendere un dialogo con il mio amico <a href="http://moked.it/blog/2013/05/21/giovani-4/">Roberto Della Rocca</a> che è intervenuto a proposito della discussa decisione assunta a maggioranza dal congresso straordinario UGEI relativamente all&#8217;ammissione alle attività a giovani che non sono iscritti a comunità ebraiche. Mi permetto di discutere alcune delle argomentazioni proposte perché ho comunque intravisto con piacere &#8211; e intendo riconoscerlo &#8211; un certo coraggio e una forte volontà di dialogo nelle sue posizioni e non penso che questa apertura debba essere lasciata cadere. Parto dalla fine, quando cioè si afferma che l&#8217;ebraismo italiano è &#8220;affievolito e in forte crisi d&#8217;identità&#8221;. Ho già a più riprese sostenuto su queste pagine che la realtà dei fatti non corrisponde a questa costante sensazione di crisi. L&#8217;ebraismo italiano è incommensurabilmente più vivo e attivo oggi di quanto non fosse 30 o 40 anni fa. Certo è cambiato, come è cambiata l&#8217;Italia, ma proprio in crisi non è: sa riorganizzarsi (nuova UCEI), sa attivare un numero di iniziative straordinariamente variegato e ricco, e i membri attivi sono di gran lunga più motivati e ebraicamente preparati di quanto non fossero le generazioni precedenti. Prendiamone atto una buona volta. Il secondo argomento riguarda l&#8217;idea che le strategie organizzative siano messe in atto per contrastare il declino demografico. Anche qui dovremmo essere chiari: una realtà demografica così piccola come l&#8217;ebraismo italiano non può essere in grado di &#8220;governare&#8221; i propri trend demografici. Questi dipendono da variabili che non hanno a che fare con l&#8217;identità, ma con più vasti processi sociali che sono fuori del controllo di una piccola comunità religiosa (nel caso dei giovani parliamo di interessi personali, occasioni lavorative, crisi economica, pecorsi di formazione ecc.). Non credo quindi sia sostenibile l&#8217;idea di addebitare la scelta dei giovani ebrei italiani a un desiderio di contrastare il declino demografico. Sarebbe una strada a mio parere perdente. Il terzo argomento è costituito dalla seguente affermazione: &#8220;Questa linea oltre a non essere conforme alla Tradizione ebraica, rischia di non fare neppure il bene di coloro che sono alla ricerca di una coerente e coscienziosa assunzione di identità ebraica&#8221;. In linea di massima potrei anche concordare, se la questione riguardasse il ghiùr (argomento su cui Roberto Della Rocca ha aperto importanti percorsi di confronto e formativi). Ma non mi sembra questo l&#8217;argomento in questione. Che io sappia la polemica fra i giovani si è aperta sull&#8217;opportunità o meno di invitare a feste, dibattiti, lezioni, cene e quant&#8217;altro anche ragazzi non iscritti a comunità ebraiche. Cioè, non mi sembra che la questione aperta riuguardi le conversioni (che sono fatti personali di cui non bisognerebbe trattare in sede pubblica, secondo la tradizione ebraica), ma le regole di organizzazione sociale che questi ragazzi si vogliono dare. L&#8217;UGEI è un organo dell&#8217;ebraismo italiano ed è preposto ad occuparsi dell&#8217;organizzazione di attività per favorire la formazione e la conoscenza dei giovani ebrei, ma &#8211; come anche le comunità ebraiche che accolgono in continuazione non iscritti alle loro attività &#8211; non è impermeabile alla realtà non ebraica. In conclusione, penso che la volontà di apertura e accoglienza che il congresso UGEI ha dimostrato debba essere riconosciuta come una buona opportunità offerta da chi è ben radicato in un&#8217;identità forte e cosciente, e non si sente minacciato dalla frequentazione con coetanei che vivono, per motivi personali o familiari, percorsi identitari più complessi e ancora in fase di maturazione.</p>
<p><strong>Gadi Luzzatto Voghera, storico</strong></p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/giovani-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci a confronto</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/24/voci-a-confronto-440/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/24/voci-a-confronto-440/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[iachad/insieme]]></category>
		<category><![CDATA[commento rassegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35090</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2012/11/giornali1.jpg" alt="" title="giornali1" width="152" height="116" class="alignleft size-full wp-image-28438" />Fingevano di vendere migliaia di copie attraverso un paio di società di disinfestazione e si facevano dare dal fondo per i contributi all&#8217;editoria finanziamenti milionari. “Finisce così – spiega il <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424718562">Messaggero</a> – la storia della testata giornalistica Rinascita, quotidiano &#8216;nazimaoista&#8217; …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2012/11/giornali1.jpg" alt="" title="giornali1" width="152" height="116" class="alignleft size-full wp-image-28438" />Fingevano di vendere migliaia di copie attraverso un paio di società di disinfestazione e si facevano dare dal fondo per i contributi all&#8217;editoria finanziamenti milionari. “Finisce così – spiega il <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424718562">Messaggero</a> – la storia della testata giornalistica Rinascita, quotidiano &#8216;nazimaoista&#8217; con lo stesso nome del settimanale fondato da Palmiro Togliatti”. Sui giornali che oggi trattano l&#8217;argomento si rileva come una vasta documentazione relativa alle parole di odio spese sul quotidiano diretto da Ugo Gaudenzi sia fruibile nella rassegna stampa dell&#8217;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Sempre sul <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424718907">Messaggero</a> Mario Avagliano recensisce a tutta pagina, con una galleria fotografica densa di suggestioni, il libro La strada del coraggio in cui i fratelli Aili e Andres McConnon raccontano le imprese extrasportive di Gino Bartali durante il nazifascismo. Ad essere citate nell&#8217;articolo alcune testimonianze inedite fornite a cavallo tra 2010 e 2011 dal mensile UCEI Pagine Ebraiche e il comune impegno di Memoria per Ginettaccio di ebrei italiani e francesi.<br />
Nella Capitale due episodi che suscitano reazioni significative: <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424718472">nuove scritte omofobe</a> contro Mario Mieli (Marco Pasqua) e il prossimo iter processuale che interesserà un professore di un noto liceo artistico portatore di tesi negazioniste della Shoah. Dominante, per quanto riguarda gli Esteri, l&#8217;agguato jihadista per le strade di Londra. Sul <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424716555">Giornale</a> Fiamma Nirenstein sottolinea come tocchi all&#8217;Islam “isolare i killer nel nome di Allah”. Nasce un asse diretto di cooperazione turistica tra Puglia e Israele. Il <a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424717366">Sole 24 ore</a> racconta come il resort Nova Yardinia, in provincia di Taranto, si prepari in queste ore ad accogliere i primi turisti.<br />
Tra i vari articoli in cui si dà l&#8217;ultimo saluto a Georges Moustaki, l&#8217;<a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052424716886">Unità</a> evidenzia la straordinaria personalità di un cantante anarchico, “metà pirata e metà artista”. </p>
<p>(24 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/24/voci-a-confronto-440/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I malumori dello storico provocatore</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/23/i-malumori-dello-storico-provocatore-e-larguto-artista-del-copiaincolla/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/23/i-malumori-dello-storico-provocatore-e-larguto-artista-del-copiaincolla/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 14:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pilpul/polemica]]></category>
		<category><![CDATA[Luzzatto]]></category>
		<category><![CDATA[Partigia]]></category>
		<category><![CDATA[primo levi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35084</guid>
		<description><![CDATA[<p>In mancanza di meglio da copiaincollare, in difetto di veleni più intelligenti da mettere in circolazione, così, tanto per non perdere l&#8217;allenamento nell&#8217;esercizio di sporcare il lavoro altrui, esistono anche notiziari ebraici online che cercano la sintonia con i malumori …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In mancanza di meglio da copiaincollare, in difetto di veleni più intelligenti da mettere in circolazione, così, tanto per non perdere l&#8217;allenamento nell&#8217;esercizio di sporcare il lavoro altrui, esistono anche notiziari ebraici online che cercano la sintonia con i malumori dello storico Sergio Luzzatto, quello che inventò il caso giornalistico di “Pasque di sangue” e oggi enfatizza nell&#8217;operazione di “Partigia” le contraddizioni di Primo Levi. Il copiaincolla, corredato con immancabile arguzia da una spruzzatina di malevolenza, con la squallida tecnica di alterare a piacimento la titolazione di testi non propri, in questo caso serve a dare diffusione agli scritti che certo Paolo Bernardini (docente fra l&#8217;altro a Como, all&#8217;università Nazarbayev di Astana, in Kazakhstan e collaboratore di molti siti della destra culturale italiana) dedica a Luzzatto sul sito allestito da un ex direttore del quotidiano La Padania. “Il segreto brutto di Primo Levi e le pieghe della storia italiana”, titola la versione originale. “Il libro su Primo Levi stroncato senza averlo letto”, fa il verso da sotto la kippà il salace copiaincollista. Puerilità di cui sarebbe meglio tacere, ma in questo caso non si può, perché lo stesso Luzzatto, al Salone del Libro di Torino, ha accusato il giornale dell&#8217;ebraismo italiano Pagine Ebraiche di aver osato avanzare alcune perplessità nei confronti del suo libro, che come è noto, oltre a essere un testo di grande interesse, rappresenta anche una delle maggiori operazioni culturalcommerciali della stagione, prima ancora di averlo potuto leggere. Si tranquillizzi lo storico e si tranquillizzino i suoi compagni di strada. La redazione era in possesso del libro ben prima della sua uscita, chi ne ha parlato lo ha fatto con cognizione di causa.</p>
<p><strong>gv</strong></p>
<p>(23 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/23/i-malumori-dello-storico-provocatore-e-larguto-artista-del-copiaincolla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Melamed – Milano, la scuola Josèf Tehillòt sulla stampa</title>
		<link>http://moked.it/blog/2013/05/23/melamed-milano-la-scuola-josef-tehillot-sulla-stampa/</link>
		<comments>http://moked.it/blog/2013/05/23/melamed-milano-la-scuola-josef-tehillot-sulla-stampa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 12:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[shalom/pace]]></category>
		<category><![CDATA[cohenca]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/?p=35081</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione sull’ultimo numero di Italia Ebraica di due pagine dedicate alle scuole milanesi e la ripresa di ieri su questa newsletter del contenuto dello speciale, oggi anche il quotidiano l’<a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052324707614">Avvenire</a> dedica spazio alla scuola di una delle …</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione sull’ultimo numero di Italia Ebraica di due pagine dedicate alle scuole milanesi e la ripresa di ieri su questa newsletter del contenuto dello speciale, oggi anche il quotidiano l’<a href="http://80.241.231.25/ucei/Mview.aspx?ID=2013052324707614">Avvenire</a> dedica spazio alla scuola di una delle edot cittadine, con una intervista a Davide Cohenca, direttore della scuola Josèf Tehillòt. Dopo le voci dei presidi dei tre istituti &#8211; quello comunitario, il Merkos del Movimento Chabad-Lubavitch, e la Josèf Tehillòt a cui fa riferimento l’edah di origine libanese &#8211; e le interviste a coloro che di scuola si sono occupati e si occupano, ossia l’assessore alle scuole dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Raffaele Besso, l’assessore comunitario Daniele Schwarz, il presidente della Fondazione Scuola Marco Grego, Avram Hason, che ha guidato la Commmissione Scuola nelle due precedenti amministrazioni comunitarie. Dopo la testimonianza di Paola Sereni, storica insegnante di lettere e preside del liceo della Comunità, è interessante oggi leggere sulle pagine del quotidiano di ispirazione cattolica l’intervista in cui il direttore dell’istituto Josèf Tehillòt Davide Cohenca racconta come la scuola, che ha oggi circa 150 iscritti sia nata, come già ricordato su Italia Ebraiche “dal desiderio di fondere armonicamente l’insegnamento della religione e della cultura ebraiche con una preparazione in linea con i programmi ministeriali. In sostanza l’obiettivo è la formazione e l’educazione di onesti cittadini italiani che sappiano integrarsi nel tessuto sociale della città in cui vivono senza rinunciare all’osservanza delle regole etiche, morali e religiose della tradizione ebraica.”</p>
<p><strong>Ada Treves twitter@atrevesmoked</strong></p>
<p>(23 maggio 2013)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/blog/2013/05/23/melamed-milano-la-scuola-josef-tehillot-sulla-stampa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
