appuntamenti

Alla ricerca della mia Ferrara, tra nebbie e sapori

“Ferrara è una malattia cronica, un’affezione perenne, una sanguisuga nascosta, un’entità parassitante che non ha guarigione. Unica medicina che dà sollievo è quella di sfiorarla ogni tanto, di tornarci senza pianti e rimpianti e di rinnovarne i ricordi con …

“Un grazie ai coraggiosi del Monte Titano”

Si apre una nuova frontiera di interesse culturale per l'Italia ebraica: San Marino. Protagonista di questo significativo allargamento di prospettiva è rav Luciano Caro, rabbino capo di Ferrara che, in occasione delle celebrazioni del Giorno del Memoria, è salito sul monte Titano per partecipare alla presentazione del libro Il viale delle rose (144 pagine, ed. Giuntina) di Giuseppe Marzi, volume in cui l'autore, dopo 11 anni di ricerche, decine di interviste, testimonianze e documenti visionati in più archivi in giro per il mondo, ricostruisce lo straordinario aiuto dato da istituzioni e cittadini della Repubblica agli ebrei braccati dal nazifascismo. Una vicenda eroica e assai poco conosciuta raccontata attraverso una molteplicità di dati (iconografici e testuali), emozioni e spunti. Un lavoro di ricerca lungo e laborioso, figlio della passione per la verità storica, che è stato incoraggiato dallo stesso rav Caro, intervenuto all’appuntamento sanmarinese in compagnia di Marzi e dell'editore Daniel Vogelmann.

La città estense accende la prima luce e apre le porte del nuovo museo dell’ebraismo italiano

Il Museo dell'ebraismo italiano e della Shoah, il grande cantiere culturale di Ferrara che farà della città estense una delle capitali dell'Italia ebraica, ha aperto i battenti con la prima luce. Al momento di accendere il primo lume di Chanukkah, attorno alle autorità intervenute per il taglio del nastro tricolore si sono raccolti in massa numerosi cittadini. Raffaella Mortara, consigliere della Fondazione Meis e curatrice delle mostre “Versione Beth”, “È arrivato l’ambasciatore” e “Italia di Luci” inaugurate ieri e aperte fino al prossimo 5 febbraio, in veste di ‘padrona di casa’ ha provato più volte a convincere i presenti a non accalcarsi davanti al cancello, ma la curiosità e l’attesa per l’inaugurazione della palazzina erano troppo forti per darle retta.