Immagini


Chanukkà

Chanukkà

Channukkà, perché si festeggia?

Rav Levi mi fa presente che l’anno della liberazione di Gerusalemme da parte dei Maccabei non era stata osservata la festa di Succot ed ecco che i vincitori pensavano di ricordare anche quella festa celebrando la loro vittoria. C’è anche la leggenda talmudica dell’unico contenitore di olio non profanato trovato nel Tempio al momento della liberazione che anziché bastare per un solo giorno è bastato otto giorni. Un miracolo non direttamente legato alla vittoria militare degli Asmonei e molto sottolineato dai chakhamim da allora.

Di 25 Kislev, martedì 20 dicembre accensione primo lume, NER RISHON. La Chanukkìa verrà accesa sotto il porticato con canti di Chanukkà alle ore 17.25. Tutte le sere, tranne venerdì e sabato, dal 25 kislev, 20 dicembre, alla sera del 2 tevet, 27 dicembre, Minchà e ‘Arvit ore 16,45 (per gli orari di venerdì e sabato consultare il programma completo).

Orari della Chanukkà:


24 Kislev, martedì 20 Dicembre 1° giorno:

Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

25 Kislev, mercoledì 21 Dicembre 2° giorno:

Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

26 Kislev, giovedì 22 Dicembre 3° giorno:

Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

27 Kislev, venerdì 23 Dicembre 4° giorno

Minchà: 16.00, acc. 4° lume: 16.10
acc. candele Shabbat: 16.23, Kabbalat Shabbat e ‘Arvit: 16.30

28 Kislev, sabato 24 Dicembre Shabbat, 5° giorno:

Shachrit: 8.45, Minchà: 16.15, ‘Arvit 17.15, Motzaè Shabbat:17.30
acc. Chanukkià: 17.35, acc. sotto il porticato: 17.45

29 Kislev, domenica 25 Dicembre 6° giorno:

Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

30 Kislev Rosh Chodesh, lunedì 26 Dicembre, 7° giorno:

Shachrit: 8.00; Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

1 Tevet Rosh Chodesh, martedi 27 Dicembre, 8° giorno:

Shachrit: 7.00, Minchà e ‘Arvit: 16.45. Accensione Chanukkià ore 17.25

Memorie disperse e immagini ritrovate

Memorie disperse e immagini ritrovate

Fotografie di famiglia e comunità a Siena

A cura di Anna Di Castro

Vecchie foto giacciono chiuse nei cassetti, accantonate in soffitta in attesa di un lampo di luce. Ci commuoviamo nel riscoprirle? Ci rammentano da sole qualcosa o hanno bisogno di una voce che le accompagni? Nelle foto di famiglia in particolare si lascia la traccia dell’essere appartenuti a quel mondo particolare, a quella famiglia: c’è il ribadire di far parte di una data comunità, di una data storia, di un dato processo. Le immagini che presentiamo, un piccolo nucleo di ristampe di fotografie provenienti da collezioni private e dall’archivio della Comunità ebraica diSiena, attraversano diverse generazioni di uomini e donne che hanno animato questa piccola comunità ebraica. Nuclei familiari diversi le cui tracce e memorie sono spesso affidate alla presenza di una foto ritrovata, da osservare e interrogare. Scrive Roland Barthes nel libro “La camera chiara. Nota sulla fotografia”: “La Fotografia non rimmemora il passato (in una foto non c’è niente di proustiano). L’effetto che essa produce su di me non è quello di restituire ciò che è abolito (dal tempo, dalla distanza) ma di attestare che ciò che vedo è effettivamente stato. Ora, questo è un effetto propriamente scandaloso. Sempre, la Fotografia mi stupisce, ed è uno stupore che dura e si rinnova inesauribilmente”. Se ogni fotografia è un certificato di presenza, le immagini ritrovate rappresentano ciò che è stato.