DI ANNO IN ANNO

di Emanuele Ascarelli

Il primo anno era solo Casale Monferrato per una giornata a ‘porte aperte’ sulla cultura ebraica. Poi sono arrivate le altre Comunità italiane. E poi ancora tante località dove non c’è una vita ebraica organizzata. Siamo giunti al decimo anno della Giornata Europea della Cultura Ebraica, e sono 59 le città italiane che partecipano.
E quasi trenta i Paesi europei, per questa manifestazione nata in Alsazia, Francia, nel 1996.
Ogni anno un’offerta che si aggiorna e si rinnova, con apertura dei siti ebraici, visite guidate, musica, mostre, conferenze, gastronomia, libri, spettacoli, cultura. E ogni anno una città capofila per l’Italia: Firenze, Bologna, Torino, Verona, Pisa, Ancona, Modena, Trieste, Milano e Mantova. E quest’anno Trani. Perché?
In Italia circa cinquantamila persone varcano le ‘porte aperte’ per la Giornata Europea e partecipano alle iniziative proposte: a nord, al centro, ed anche al sud, dove comunità ebraiche non esistono da oltre cinque secoli. Un risveglio di interesse che si è manifestato in Sicilia, in Calabria, e soprattutto in Puglia dove la Scolanova di Trani, che per secoli era stata trasformata in chiesa, negli ultimi anni è tornata ad essere un luogo ebraico di preghiera, ed un centro di riferimento per quanti nella Regione vogliono interessarsi alla vita e alla cultura ebraica. Anche per questa ragione il 6 settembre 2009 sarà proprio Trani il punto di partenza del Festival della cultura ebraica che si svolgerà in Puglia fino al 10 settembre.
Alcuni argomenti specifici scelti per la giornata sono rimasti ben impressi nei visitatori: la musica, gli itinerari, e soprattutto “Saperi e sapori”, l’edizione dedicata alla cucina nella tradizione ebraica. Ma al di là dei temi annuali la Giornata ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, che gli ebrei e l’ebraismo interessano, e possono interessare come minoranza vitale e attiva, con i propri usi, le proprie tradizioni, la propria cultura, i propri valori. La prima domenica di settembre in tutta Italia non si parla solo di Shoah, di Israele, di antisemitismo. Ma di una cultura da conoscere, e di ebrei che vogliono farsi conoscere.
E’ questa la sfida proposta ogni anno dalla Giornata Europea della Cultura Ebraica. Una sfida vinta, a giudicare dai numeri, dai risultati ottenuti, dai consensi e dalla voglia di partecipare.

 

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