Sukkoth 5771 – Discorso Rav Didi

SukkothUn caro saluto e Hag Sameach a tutti!

Siamo vicini alla festa di Succot che inizia la sera di mercoledì 22 settembre e finisce mercoledì 29
settembre. Sono passati i giorni di Yamim Noraim e dopo quattro giorni inizia Succot, chiamata anche Zman Simchatenu.

I Maestri dicono: dopo che abbiamo pulito il nostro cuore dai peccati possiamo gioire.

Nella Torà è scritto tre volte “vesammachtà bechaghecha” – sarai contento nella tua festa. E festa è proprio la festa di Succot.

Questa festa si chiama anche Chag Aasif, la festa del raccolto perché in questo periodo si raccolgono i prodotti dei campi.

I Maestri hanno spiegato il versetto dei Salmi “Sazia di gioia la tua faccia” con la parola ebraica “sovà” che ha le stesse lettere del numero sette – sheva – per indicare sette mizvot legate a questa festa:

1) la prima è la Sukkà

2), 3), 4), 5) quattro tipo di piante riunite nel Lulav

6), 7) due sacrifici che si facevano al tempo del Beth ha-Mikdash.

Nella Torà è scritto: “Nelle Sukkot risiederete per sette giorni perché ho fatto risiedere i figli di Israele nelle capanne quando sono usciti dall’Egitto”. E i Maestri spiegano che sono le nuvole che hanno protetto il popolo dal sole e dal caldo del deserto. Alla mizvà della Sukkà si partecipa con tutto il corpo.

COME SI ESEGUE LA MIZVA’ DELLA SUKKA’
(Shulchan Aruch, Orach Chaim 639)

In cosa consiste il precetto di stare nella Sukkà?

Si deve mangiare, bere, abitare nella Sukkà tutti i 7 giorni, sia di giorno che di notte, come si abita in casa negli altri giorni dell’anno. È bene fare anche conversazioni tra amici ma si deve evitare di fare discorsi profani, e tanto più maldicenze e chiacchiere, che sono proibite in qualsiasi posto. Ci si occupi quindi in Sukkà di argomenti sacri e di Torà (Mekor Chaim, cap.
109).

La Sukkà è un posto sacro e si deve rispettare.

Ringraziando Kadosh Baruch Hu, quest’anno la nostra Sukkà è ancora più grande del solito; e ringraziamo il nostro Presidente che si è prodigato con grande impegno per rendere possibile a tutti di compiere questa mizvà, insieme a David Novelli e tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto.

Invitiamo tutti a venire a mangiare in Sukkà nei giorni di festa, portando i
loro cibi da casa, secondo le regole che seguono:

  • naturalmente tutto deve essere kasher secondo le regole della
    kasherut
  • non si può scambiare cibi tra famiglie senza controllo di kasherut
  • non si può trasportare con la macchina di sabato e di festa (prima sì)
  • nessuna mizvà può venire da una trasgressione, nemmeno mangiando in Sukkà in contrasto con la Halachà.

Con tanti auguri di Chag Sameach e sperando di vedervi numerosi nella Sukkà.

Shalom uvrachà

Rabbino Yair didi

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