<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mantova ebraica</title>
	<atom:link href="http://moked.it/mantovaebraica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://moked.it/mantovaebraica</link>
	<description>mokedPage=comunita</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 15:34:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.3</generator>
		<item>
		<title>Video Mantova ebraica 1 (Sorgente di vita)</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2012/02/14/video-mantova-ebraica-1-sorgente-di-vita/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2012/02/14/video-mantova-ebraica-1-sorgente-di-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=905</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Sorgente di vita<br />
Rubrica televisiva di vita e di cultura ebraica a cura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane<br />
<img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2012/02/logo.jpg" alt="" title="sorgente di vita" width="151" height="154" class="aligncenter size-full wp-image-909" /></p>
<p>“GLI EBREI DEL DUCA”</p>
<p>puntata del…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Sorgente di vita<br />
Rubrica televisiva di vita e di cultura ebraica a cura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane<br />
<img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2012/02/logo.jpg" alt="" title="sorgente di vita" width="151" height="154" class="aligncenter size-full wp-image-909" /></p>
<p>“GLI EBREI DEL DUCA”</p>
<p>puntata del 23 aprile 1992<br />
Testo: Fausto Coen<br />
Regia: Leandro Lucchetti<br />
Redazione: Fausto Coen, Emanuele Ascarelli, Piera Di Segni</p>
<p>Guida alla Mantova ebraica: Manuela Norsa</p>
<p>Ci troviamo all’interno della basilica di Sant’Andrea, in una piccola cappella laterale dove è posto questo quadro che vuole rappresentare una scena di vita ebraica all’epoca dei Gonzaga. Nella parte bassa del quadro è ritratta la famiglia Norsa, di evidente origine ebraica, come ci mostra il cerchietto giallo che appare sui loro vestiti. Infatti questo contrassegno era utilizzato all’epoca dei Gonzaga per evidenziare le famiglie che appartenevano alla religione ebraica.</p>
<p>Il banchiere Daniel Norsa aveva fatto rimuovere, col permesso del Vescovo e pagando un tributo, un’immagine sacra dalla facciata della casa da poco acquistata, ma il marchese Francesco Gonzaga ordinò che l’edificio fosse invece abbattuto e che al suo posto fosse eretta una chiesa. Reduce vittorioso nel luglio del 1495 dalla battaglia di Fornovo, Francesco fece erigere, sulle rovine della casa Norsa, una chiesa che dedico a Santa Maria della Vittoria perché, prima della battaglia, aveva fatto un voto. Ordinò anche ad Andrea Mantegna, a spese del banchiere, un grande dipinto che esaltasse l’evento.<br />
Il quadro che abbiamo visto non è quello splendido e famoso del Mantegna, che si trova al Louvre, è il rifacimento di un ignoto e non eccelso pittore che vi ha aggiunto la famiglia Norsa e i cerchi gialli che nella splendida tela del Mantegna non esistono.</p>
<p>Usciti dalla solenne basilica ideata da Leon Battista Alberti, seguiamo la nostra guida, una giovane ebrea mantovana. Ci accorgeremo che, più che un atto di persecuzione antiebraica, quella del banchiere Norsa fu l’atroce beffa di un potente ai danni di un suddito, non certo rara a quei tempi; un episodio che fa però spicco nella storia secolare degli ebrei di Mantova, proprio perché contrasta con la tolleranza e la pacifica convivenza di cui essi godettero a lungo nella città dei Gonzaga. Le vicende, infatti, della minoranza ebraica si mescolano, si intrecciano, fanno spesso da contrappunto alla storia di questa segreta e splendida città. Palazzi, torri, arengari raccontano gli anni di concordia costruttiva all’epoca dei Comuni, anni prosperi e di buon governo, più tardi, però, turbati dalle rivalità tra alcune famiglie divenute ricche e potenti. Su tutte prevalgono in un primo tempo i Bonacolsi, che nel 1274 si proclamano Capitani del popolo, generali e perpetui. Ma, sessant’anni dopo, anche l’astro dei Bonacolsi tramonterà: con un sanguinoso colpo di mano il 16 agosto del 1328, Luigi Gonzaga toglie loro il potere e sarà lui il nuovo Capitano del popolo.</p>
<p>Questa è piazza Sordello, posta al centro della città, racchiusa tra il Palazzo ducale e il Duomo. In questa piazza, nel 1600, venne messa al rogo l’ebrea Giuditta Franchetti, accusata di stregoneria.<br />
Intraprendenti ma avveduti, i Gonzaga riescono, a differenza di altre signorie lombarde, a sottrarsi sia al dominio di Milano, sia a quello della Repubblica veneta. Mantova, isolata e ben difesa dai laghi che la circondano, è uno Stato a sé.</p>
<p>La storia degli ebrei di Mantova ha praticamente inizio nella seconda metà del ‘300 ed è strettamente legata, per quattro secoli, alla dinastia gonzaghesca.</p>
<p>I Gonzaga ben presto primeggiano tra le signorie d’Italia per la loro passione di mecenati, per una specie di indomabile sete di grandezza e di splendore. Le grandi sale e le interminabili gallerie del Palazzo ducale evocano grandi nomi, ma domina su tutto e tutti una delle più alte espressioni della pittura rinascimentale: la “Camera degli sposi”, la famosa Camera pitta di Andrea Mantegna. Quando Mantegna dipingeva il suo capolavoro, gli ebrei si trovavano a Mantova da oltre un secolo. Sviluppo economico e prosperità dei commerci richiedevano danaro fresco, cioè prestiti bancari. I Gonzaga aprirono così le porte ai prestatori ebrei, ai quali essi stessi non di rado ricorreranno. La Chiesa vietava ai suoi fedeli il cosiddetto “prestito a usura”; l’attività bancaria diventa così appannaggio degli ebrei, che la esercitano con soddisfazione generale. Le signorie preferiscono i banchieri ebrei, perché anche quando diventano ricchi e influenti non possono nutrire ambizioni politiche o di potere.<br />
Come sempre, attorno ai primi prestatori, affluiscono altri correligionari, soprattutto da Roma e dalle terre tedesche, perlopiù commercianti e artigiani, molti gli orefici. La popolazione ebraica cresce e si organizza in due comunità a lungo distinte: quella dei banchieri e gli “altri”. La vita degli ebrei di Mantova, sotto l’ala protettrice dei Gonzaga, trascorre serena per lungo tempo. L’aumentato benessere favorisce l’istruzione, nascono scuole talmudiche importanti, dotti ebrei scelgono la città padana per i loro studî. Sorgerà a Mantova una stamperia ebraica, la prima in assoluto in Italia. Più tardi vedrà la luce la prima edizione dello Zohar, il trattato fondamentale della Cabbalà.<br />
I Gonzaga non si accontentavano di ingrandire e abbellire di continuo la loro reggia; costruirono alle porte di Mantova, in un’isola allora circondata da acque, una grandiosa villa, il cosiddetto “Palazzo Te”. Destinato ai festini e ai grandi ricevimenti, qui Federico II Gonzaga ospitò per due volte, con grande fasto, l’imperatore Carlo V e molto più spesso la bella e amata Isabella Moschetto. In queste sale Giulio Romano, con i suoi allievi, aveva lavorato nove anni, dando libero sfogo alle sue geniali inventive. Ogni sala sviluppa un tema: i cavalli, i giganti, lo zodiaco… La sala di Psiche, col suo squillante erotismo sarà il luogo preferito per gli incontri con Isabella, mentre le raffigurazioni dei banchetti degli dei rallegreranno le interminabili cene delle elaborate gastronomie rinascimentali. Non mancano nelle varie sale, nudi prorompenti, scene audaci, baci e amplessi, ma è sempre grande pittura.</p>
<p>Ci troviamo nella Loggia di Davide, dove sono rappresentati affreschi che si rifanno alla più tipica tradizione ebraica. Questa loggia ha sempre rappresentato un mistero nella storia del Palazzo Te di Mantova, in quanto non si sa come mai Federico Gonzaga abbia accettato che venissero disegnati temi di questo genere; probabilmente era una sorta di ringraziamento verso gli ebrei che avevano finanziato in parte la costruzione di questo palazzo.</p>
<p>E’ proprio un segno di ringraziamento per i prestiti ebraici? Oppure Federico Gonzaga ha creduto di trovare in sé delle affinità col re d’Israele? Nelle virtù e nelle imprese di Davide, così come ce le narra la Bibbia, Federico Gonzaga forse ha inteso esaltare le proprie virtù, quelle che almeno lui considerava tali.<br />
Le sontuose dimore dei Gonzaga non sono precluse agli ebrei. Benjamin Portaleone diventerà il loro medico fidato, il più illustre fra i non pochi medici ebrei del tempo, Leone de’ Sommi Portaleone, drammaturgo e regista, allestirà spettacoli e dirigerà una compagnia teatrale di soli attori ebrei, l’unica ammessa stabilmente a corte per ben ottantenni. Abraham Colorni proporrà e discuterà coi duchi i suoi progetti di ingegneria militare; infine, Salomone de Rossi eseguirà le sue applaudite musiche.</p>
<p>Questo scrigno del ‘700 è una creazione del Bibiena. In questo teatro, inoltre, suonò Mozart all’età di quattordici anni. Noi invece parliamo della grande tradizione musicale degli ebrei mantovani.</p>
<p>Claudio Gallico, musicologo: “Sì, conviene attirare l’attenzione su due fasi differenti, che coincidono curiosamente con due periodi di relativa tolleranza e reciproca convivenza fra le due culture, fra le due civiltà. La prima è collegata al periodo rinascimentale, e più precisamente tra la fine del ‘500 e i primi anni del ‘600, e la seconda dopo l’unità d’Italia. Durante la prima fase, sotto il ducato dei Gonzaga, ci sono tutta una serie di musicisti ebrei, non tutti ci hanno lasciato della musica, ma tutti sono notevolmente presenti nella documentazione. Fra quelli che ci hanno lasciato della musica, che possiamo leggere e interpretare vanno citati David Civita, Allegro Porto, ma soprattutto colui che è considerato un po’ la star di quest’epoca: Salomone Rossi. Compagno di Monteverdi, quindi vissuto in una fase cruciale della storia musicale non solo mantovana, non solo italiana, ma direi europea, quando nasce un nuovo gusto dentro al quale la vita musicale vivrà per decenni, forse per secoli, compone musica di corte, musica cantata profana, madrigali, compone musica strumentale molto significativa, di danza, di accompagnamento di momenti scenici e poi un libro del tutto singolare in questa storia che è una serie di salmi e di inni in ebraico, però musicati secondo lo stile polifonico corrente in quel tempo: è un’edizione veneziana del 1623. Un’edizione molto interessante, appunto, perché denota questa congiunzione fra una cultura esterna e il servizio della sinagoga; naturalmente sono inni e salmi in ebraico, però stesi su una musica che arieggia a quella che veniva cantata nelle chiese o nelle cappelle signorili. Per quanto riguarda il secondo periodo, che viene dopo l’unità d’Italia, come ho già detto, quindi verso la fine dell’800 ed è contrassegnato da una reminiscenza di un’attività musicale sinagogale. C’è un musicista che ricordiamo, Vittorio Norsa, che ha lasciato un buon numero di pezzi, che venivano cantati quando la Comunità contava numerosi membri nel Tempio maggiore, e sono pezzi di stile naturalmente moderno, contemporaneo, insomma, quindi legano un po’ il gusto pucciniano a quello wagneriano: orecchiabili, cantabili, gradevoli, molto gradevoli”.</p>
<p>Molti ebrei, banchieri e non, avevano preferito insediarsi nei centri minori del vasto territorio gonzaghesco, come Bozzolo, Revere, Serrmide, Viadana: Comunità da tempo estinte, di cui ci restano purtroppo pochi segni. A Sabbioneta, la “Città ideale” di Vespasiano Gonzaga, assurse a grande importanza una stamperia ebraica.</p>
<p>Vittore Colorni, storico: “La stamperia è stata creata dalla genialità, diciamo, di Vespasiano Gonzaga, il quale, volendo avere tutte le possibili illustrazioni del suo centro per farne una vera città, ha favorito la creazione di una stamperia ebraica, incaricandone un certo dotto dell’epoca, Tobia Foà – il quale deriva da Foix, in Francia – e il Foà comincia a stampare nel 1553 e stampa proprio fino, con molti salti, molti vuoti di anni, forse si era allontanato poi era ritornato, comunque l’ultima delle stampe è del 1591. Esiste il catalogo e gli specialisti sanno che è stato fatto da quel grandissimo dotto del ‘700 che era l’abate Gian Bernardo de Rossi e il catalogo esiste tuttora; altri poi hanno aggiunto dei complementi e quindi sappiamo pressoché tutto sulle edizioni. Edizioni peraltro rarissime, che sarebbe sempre grande fortuna riuscire a reperire sul mercato”.</p>
<p>Ma, se della stamperie non è rimasta traccia, rimane invece la suggestiva testimonianza della sinagoga. Inserita in un edificio cinquecentesco, abitato allora da famiglie ebraiche, nel Tempio fa spicco l’Aron Ha Kodesh, o Arca della Torah, che custodiva i rotoli della Bibbia, un brano della quale veniva letto dal rabbino ogni settimana, fino alla fine dell’anno, cominciando dalla Genesi. Per tradizione l’Aron veniva collocato sulla parete che si considerava rivolta verso Gerusalemme, la città sempre viva nel pensiero della Diaspora. Di fronte all’Aron c’è il matroneo, cioè il posto riservato alle donne, sopraelevato e nascosto da una grata di legno. Nella suggestione dell’antico Tempio, il pensiero va fatalmente ai giorni lontani in cui esso, festoso ed affollato, risuonava di canti e preghiere.</p>
<p>Ma torniamo a Mantova. A ridosso del Palazzo della Ragione e dell’antichissima Rotonda di San Lorenzo si entrava nell’antico ghetto, oggi in gran parte irriconoscibile nelle nuove e più ampie strade e negli edifici in un incerto stile, tra il liberty e il decò.</p>
<p>Via Scuola grande si chiama così in quanto fu sede della vecchia grande sinagoga, demolita nel 1938 con un pretesto, a causa delle Leggi razziali fasciste.</p>
<p>Anche Mantova, verso la fine del ‘500, fu investita dai venti gelidi della Controriforma: violente invettive dei predicatori accendono gli animi, la parodia di una di queste predicazioni, malauguratamente recitata da alcuni giovani ebrei, è ferocemente punita con sette impiccagioni. Nelle piazze si bruciano anche i libri del Talmud, per gli ebrei si praticano le prediche forzate.</p>
<p>Questo edificio alle mie spalle, ancora intatto, è uno dei più rappresentativi del vecchio ghetto, è ancora detto, infatti, Casa del rabbino.</p>
<p>I Gonzaga non interferiscono con i tribunali della Chiesa, ma quando Paolo IV, nel 1555 relega gli ebrei di Roma nel ghetto e chiede ai signori di Mantova di fare altrettanto, essi resistono. I Gonzaga, contrari a questa misura, temporeggiano con vari pretesti per oltre cinquantenni. Solo nel 1610 il duca Vincenzo cederà. Gli oltre duemila ebrei mantovani dovranno abitare in una zona delimitata della città: liberi di circolare e di svolgere le loro attività durante il giorno, al tramonto non potranno uscire dal ghetto, che sarà sbarrato da quattro robusti portoni. Nel quartiere si dovette trovare posto per appartamenti, sinagoghe, sedi comunitarie, negozi, botteghe artigiane, banche… ben presto la zona fu sovrappopolata. Gli edifici divennero fra i più alti della città. Le vie anguste scarsamente assolate rendevano le condizioni igieniche difficili; nella peste del 1630 la mortalità fu altissima. La densità abitativa provocava di quando in quando gravi danni agli edifici; durante una festa per un matrimonio 120 persone furono travolte da un crollo, 65 morirono. Nel 1903 ci fu un primo imponente sventramento del quartiere, l’ultima demolizione è del 1938. Ancora oggi si procede ad alcuni restauri sotto il controllo del Comune, si tratta di rendere vivibili case e vie, conservando però l’antica impronta urbanistica, risultato che in una delle piazzette più raccolte del quartiere sembra raggiunto.</p>
<p>Sull’estremità di questa via [via Bertani, ndr]si apriva una volta uno dei portoni che delimitavano il ghetto. Sulla mia destra sono ancora visibili i segni di questa chiusura, infatti, questo è uno dei cardini su cui il cancello del ghetto stesso roteava.</p>
<p>Con il duca Ferdinando Carlo si estingue la dinastia dei Gonzaga. Nel 1707 l’esercito austriaco occupa la città: Mantova sarà austriaca per ben centocinquant’anni, salvo i diciassette anni di parentesi napoleonica. Parentesi felice, perché il 21 gennaio del 1798 le truppe di Napoleone abbattono finalmente i portoni del ghetto.<br />
Nell’atmosfera rarefatta dei due cimiteri ebraici contigui, il vecchio e il nuovo, è scritto un altro capitolo della lunga storia; gli anni del Risorgimento e poi dell’Italia unita vedono gli ebrei inseriti a pieno diritto nella società sempre più legati alla sorte del loro Paese, in pace e in guerra. Qui sono sepolti cittadini che hanno condiviso le lotte e le speranze risorgimentali o hanno dato la loro vita nella prima guerra mondiale, e altri che hanno onorato la Patria, facendola conoscere, spesso aldilà dei confini, con le opere, il sapere, gli studi. Il tributo di sangue, di opere, di sapere degli ebrei italiani non contribuì a salvarli dalla ignominia delle leggi razziali fasciste del 1938, né tantomeno dalla ferocia nazista: alle ore 11 del 5 aprile 1944 furono prelevati quarantadue ebrei dal ricovero israelitico, da cinque mesi dichiarato campo di internamento; insieme ad altri ventotto, che si erano nascosti qua e là, finirono tutti prima a Birkenau, poi ad Auschwitz.</p>
<p>Settanta i deportati in una Comunità con poche centinaia di iscritti, tre soli sono tornati vivi: un bel pesante tributo.<br />
Delle sei sinagoghe di un tempo – tre di rito italiano, tre di rito tedesco – una sola sopravvive perfettamente ricostruita alla fine dell’800. La sinagoga, o Scola Norsa, è resa luminosa da due grandi finestroni che si fronteggiano. Arredi, lumi, bicchieri d’argento per la benedizione del vino… è tutto come quando il Tempio si trovava nel ghetto. C’è la Tevà, cioè la pedana su cui poggia un leggio protetto da un antico broccato. Il rabbino svolgeva le antiche dei rotoli della Legge e recitava le preghiere. Di fronte c’è l’Aron, l’Arca della Torah: gli eleganti intarsi delle porte dell’Aron sono opera pregevole di esperti artigiani del ‘600. Anche qui, in alto, nascosto da una grata, c’è il matroneo. I numerosi lumi che imprimono un inconfondibile carattere al Tempio sono del più puro stile barocco.<br />
Il tempo scorre inesorabile, come le acque silenti dell’antico Rio, che da sempre, in un percorso che ha momenti di rara suggestione, attraversa la città.<br />
Crisi economiche, leggi razziali, assimilazione, hanno assottigliato quella che fu una delle più cospicue e influenti Comunità della diaspora italiana, ma non c’è chi, avendo dovuto abbandonare questa città, non ne abbia a lungo sofferto e non l’abbia rimpianta. Anche dopo molti anni non c’è chi non senta ancora il rimpianto delle sue bellezze spesso splendenti, più spesso sottili e segrete; chi non senta nostalgia della sua gente sobria e schiva, con la sua parlata lenta, dimessa, quasi scontrosa.<br />
Oggi gli ebrei di Mantova sono un’entità modesta, ma ancora fedele alla tradizione e quanto mai legata a questa città, testimonianza vivente di una lunga storia di cui gli ebrei mantovani sono stati nei secoli, di volta in volta, spettatori, attori, protagonisti.</p>
<p>***</p>
<p>Il programma è realizzato in collaborazione tra la RAI e l&#8217;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.<br />
Sorgente di vita racconta la vita, la cultura, la storia delle comunità ebraiche in Italia e all’estero, gli aspetti della tradizione e le ricorrenze del calendario ebraico, ma anche l’attualità con reportage sulle comunità ebraiche nel mondo e inchieste su Israele, antisemitismo, razzismo, neonazismo, beni culturali ebraici, dialogo interreligioso.<br />
E poi eventi culturali, musica, mostre e spettacoli, ritratti e profili di personaggi e, periodicamente, puntate speciali su un unico argomento.<br />
I disegni della sigla sono di Emanuele Luzzati, il brano musicale del gruppo americano “Klezmatics”.<br />
Autore: Emanuele Ascarelli<br />
Redazione: Lucia Correale, Piera Di Segni<br />
Produttore esecutivo: Monica Flores<br />
Programmisti-registi: Augusto Bastianini, Alessandra Di Marco</p>
<p>http://moked.it/sorgente-di-vita/</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2012/02/14/video-mantova-ebraica-1-sorgente-di-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Archivio storico</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/28/archivio-storico/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/28/archivio-storico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banner 1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=773</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/mantovaebraica/archivio-storico/" target="_blank"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2011/09/banner_archivio.jpg" alt="" title="archivio_storico" width="315" height="167" class="alignleft size-full wp-image-774" /></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/mantovaebraica/archivio-storico/" target="_blank"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2011/09/banner_archivio.jpg" alt="" title="archivio_storico" width="315" height="167" class="alignleft size-full wp-image-774" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/28/archivio-storico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>la Storia le storie 8 settembre 2011</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/13/la-storia-le-storie-8-settembre-2011/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/13/la-storia-le-storie-8-settembre-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=741</guid>
		<description><![CDATA[<p>la Storia, le storie</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la Storia, le storie</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2011/09/13/la-storia-le-storie-8-settembre-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corsi di cultura ebraica A.A. 2011-2012 &#8211; secondo livello</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-avanzato/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-avanzato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=651</guid>
		<description><![CDATA[<p>FONDAZIONE UNIVERSITÀ DI MANTOVA<br />
STORIA DELL’EBRAISMO A.A. 2011/2012</p>
<p><strong>LIVELLO II<br />
</strong><br />
PROF. ADOLFO LOCCI</p>
<p>Obiettivi formativi</p>
<p>Dopo aver affrontato nei precedenti corsi il quadro generale della tradizione e del pensiero ebraici, l’obiettivo è quello di introdurre lo…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FONDAZIONE UNIVERSITÀ DI MANTOVA<br />
STORIA DELL’EBRAISMO A.A. 2011/2012</p>
<p><strong>LIVELLO II<br />
</strong><br />
PROF. ADOLFO LOCCI</p>
<p>Obiettivi formativi</p>
<p>Dopo aver affrontato nei precedenti corsi il quadro generale della tradizione e del pensiero ebraici, l’obiettivo è quello di introdurre lo studente alla lettura e al commento del Testo, in particolare su alcuni brani del Midrash e della Mishnah.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>-	MODULO A:       4 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Il commento storico-religioso ai libri del canone Ebraico.<br />
La Mishnah e il Midrash. </p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni</p>
<p>-	MODULO B:	10 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Mishnah: la Megilla di Ester, letture selezionate e commenti </p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni<br />
2)	Rav Shlomo Bekhor (a c. di), Megillà di Estèr, ed. Mamash (€18,00)</p>
<p>-	MODULO C	:       10 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Il Midrash: Bereshit, letture selezionate e commenti</p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni e dispense a cura del docente</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Periodo delle lezioni e orario</strong><br />
17.00 – 18.30 (45’+45’)</p>
<p>8 novembre, 22 novembre, 6 dicembre, 13 dicembre 2011; 24 gennaio, 7 febbraio, 21 febbraio, 13 marzo, 27 marzo, 8 maggio, 22 maggio, 5 giugno 2012.<br />
Sede: Fondazione Università di Mantova &#8211; via Scarsellini, 2</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-avanzato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corsi di cultura ebraica A.A. 2011-2012 &#8211; primo livello</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-base/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-base/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=646</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Il corso di primo livello sarà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti; contattateci per ogni informazione: la rapidità di una vostra eventuale conferma darà l&#8217;auspicata possibilità di garantirne l&#8217;attuazione.</strong></p>
<p>FONDAZIONE UNIVERSITÀ DI MANTOVA<br />
STORIA DELL’EBRAISMO…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il corso di primo livello sarà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti; contattateci per ogni informazione: la rapidità di una vostra eventuale conferma darà l&#8217;auspicata possibilità di garantirne l&#8217;attuazione.</strong></p>
<p>FONDAZIONE UNIVERSITÀ DI MANTOVA<br />
STORIA DELL’EBRAISMO A.A. 2011/2012</p>
<p><strong>LIVELLO I</strong></p>
<p>PROF. ADOLFO LOCCI</p>
<p><strong>Obiettivi formativi</strong></p>
<p>L’obiettivo del corso è fornire allo studente un quadro generale del pensiero ebraico e del suo sviluppo. Si vuole far conoscere la consistenza e la qualità dei testi sacri di riferimento, lo sviluppo del pensiero critico su tali testi, sia nel mondo ebraico sia al di fuori di esso, anche attraverso il confronto con lo sviluppo delle teorie storiografiche moderne. In particolare, si intende dotare lo studente degli strumenti critici più aggiornati al dato archeologico, storico e storico–religioso in connessione con lo studio dell’ambiente vicino orientale in cui prese corpo il pensiero ebraico pre-esilico ed esilico.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
I nostri corsi rispettano la struttura universitaria e vengono divisi in moduli, o argomenti, di otto ore ciascuno, per un totale di 24 ore.</p>
<p>-	MODULO A:	8 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Introduzione alla Bibbia Ebraica. Sviluppo della critica antico-testamentaria in età moderna.<br />
Introduzione al commento storico-religioso ai libri del canone Ebraico.</p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni e dispense a cura del docente</p>
<p>-	MODULO B:	8 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Principali sviluppi del pensiero ebraico dal periodo del ritorno dall’esilio babilonese all’età del Maimonide.<br />
Le più importanti opere di carattere aggadico e halachico dei principali pensatori del periodo.</p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni e dispense a cura del docente<br />
2)	G. Filoramo, a c. di, Ebraismo, Economica Laterza, Bari, 2007<br />
3)	J. Neusner, Il Talmud, cos’è e cosa dice, San Paolo, 2009</p>
<p>-	MODULO C:	8 ORE</p>
<p>Contenuto didattico<br />
Lettura dell’ebraico classico. Conoscenza basilare dell’alfabeto ebraico, delle sue lettere e del loro significato.</p>
<p>Testi di riferimento<br />
1)	Appunti dalle lezioni<br />
2)	Sillabario fornito dal docente<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Periodo delle lezioni e orario</strong><br />
15.00 – 16.30 (45’+45’)</p>
<p>8 novembre, 22 novembre, 6 dicembre, 13 dicembre 2011; 24 gennaio, 7 febbraio, 21 febbraio, 13 marzo, 27 marzo, 8 maggio, 22 maggio, 5 giugno 2012.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2011/08/16/corsi-di-cultura-ebraica-a-a-2011-2012-livello-base/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornata europea della cultura ebraica</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2011/07/05/giornata-europea-della-cultura-ebraica/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2011/07/05/giornata-europea-della-cultura-ebraica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 14:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=615</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA</strong></p>
<p><strong>La Giornata europea della Cultura ebraica a Mantova</strong><br />
Domenica 4 Settembre 2011</p>
<p><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2009/11/images.jpg" alt="" title="images" width="267" height="189" class="alignright size-full wp-image-719" /><strong>Un successo la Giornata europea della cultura ebraica</strong>. A Mantova grande attesa per l’esecuzione del ritrovato Qaddish verdiano (<a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2009/11/Pagine_ebraiche_02_11_Mantova_manoscritto_Verdi_a.pdf' target="_blank">la storia</a>…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA</strong></p>
<p><strong>La Giornata europea della Cultura ebraica a Mantova</strong><br />
Domenica 4 Settembre 2011</p>
<p><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2009/11/images.jpg" alt="" title="images" width="267" height="189" class="alignright size-full wp-image-719" /><strong>Un successo la Giornata europea della cultura ebraica</strong>. A Mantova grande attesa per l’esecuzione del ritrovato Qaddish verdiano (<a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2009/11/Pagine_ebraiche_02_11_Mantova_manoscritto_Verdi_a.pdf' target="_blank">la storia su Pagine Ebraiche</a>) affidato alla cura di Stefano Patuzzi. Il giardino e l’ingresso della Comunità gremiti, il benvenuto come di consueto caloroso e partecipato del presidente Fabio Norsa, i saluti delle autorità cittadine e finalmente l’ingresso nel Tempio, dove si è potuto assistere all’esecuzione del Qaddish musicato da Giuseppe Verdi grazie alla Schola Cantorum “Pietro Pomponazzo” (soprano Antonella Antonioli e direttore Roberto Fabiano). Tale l’affluenza del pubblico da chiedere al Coro almeno un bis, per consentire a tutti di entrare in gruppi. In questa occasione è stato presentato anche il nuovo libro di Emanuele Colorni, vice presidente della Comunità, “C’era una volta il ghetto” (ed Di Pellegrini), in anteprima a pochi giorni dall’ufficiale uscita in programma per il Festivaletteratura. In serata è stata la volta del volume “Ebraismo in musica – dalla Mantova di Salomone Rossi al Qaddish di Giuseppe Verdi”, a cura di Stefano Patuzzi (ed Di Pellegrini), poi nuovo musica ebraica nel teatro Bibiena con Angel Harkatz e il suo complesso vocale e strumentale. Un anno fa era stato annunciato l’inizio del progetto di digitalizzazione e messa in rete del prestigioso Archivio storico della Comunità e siamo davvero a buon punto: tra poco questo prezioso patrimonio sarà consultabile da tutti e gratuitamente con un semplice click; Mantova 2.0: dal Talmud a internet (passando da Verdi e dal Festivaletteratura), una piccola Comunità che valorizza il suo passato e guarda al futuro.</p>
<p><strong>La Storia, le storie</strong><br />
Giovedì 8 settembre 2011</p>
<p><em>Voci a confronto sull’esperienza e la ricerca storica, dal mondo accademico al giornalismo, dall’editoria alla ricerca sul campo, alla riconquista della testimonianza perduta</em>. Guido Vitale, direttore di Pagine Ebraiche, ha coordinato il dialogo tra e il pubblico e: Gloria Arbib, <em>segretaria generale Unione delle Comunità ebraiche italiane</em>, Maria Bacchi, <em>storica, Fondazione Villa Emma</em>, Nicola Borzi, <em>giornalista del Sole 24 ore,</em> Fernanda Goffetti, <em>esperta di didattica della storia</em>, Achille Marzio Romani, <em>storico, Università Bocconi</em>, Frediano Sessi, <em>saggista, direttore generale della Fondazione Università di Mantova</em></p>
<p><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2011/07/laStoria_lestorie5.jpg" alt="" title="laStoria_lestorie" width="267" height="189" class="alignright size-full wp-image-736" />“Per una piccola Comunità come quella mantovana, queste sono occasioni che infondono linfa vitale al proprio ebraismo e a quello del Paese”. Fabio Norsa apre l’incontro “La Storia, le storie” nel cortile della Comunità, mentre il Festivaletteratura accende Mantova con una edizione da record e dove la letteratura ebraica ha fatto il tutto esaurito. Guido Vitale – che in questi giorni può constatare, al lavoro assieme a molti dei collaboratori della redazione, il successo di Pagine Ebraiche, ormai introvabile nei punti di distribuzione – coordina un tavolo di ospiti d’eccezione: Gloria Arbib, segretario generale dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nella veste di autrice, con Giorgio Secchi, di “Italiani insieme agli altri. Ebrei nella Resistenza in Piemonte 1943-1945” (per i tipi di Zamorani), le docenti e storiche Maria Bacchi e Fernanda Goffetti, autrici di “Storia di Luisa: una bambina ebrea a Mantova” (Arcari editore), il professor Frediano Sessi, alla direzione generale della Fondazione Università di Mantova, autore di “Il mio nome è Anne Frank”, il professor Achille Marzio Romani dell’Università Bocconi e il giornalista del Sole 24 Ore Nicola Borzi. “La storia: per i bambini è una delle cose più difficili; cos’è la storia? E le storie? Come si fa a fare la storia?”, Fernanda Goffetti ha sentito per anni queste domande. “Ci sono delle storie che sono nascoste nelle città che esistono da tanto tempo… ma non se ne sa niente fino a quando qualcuno non inciampa in un nome e inizia fare domande, segue tracce che solo lui vede, perché solamente lui si è fatto delle domande! Tutti hanno una storia, ma non tutte sono scritte, soprattutto quelle dei bambini, che lasciano tracce deboli”. Un bel modo per definire il lavoro dello storico, una “persona curiosa”, come ha anticipato il coordinatore introducendo il pomeriggio. Mentre siamo qui, ben più numerosi di quanto ci si potesse attendere, visti i tanti appuntamenti in calendario durante il Festival, Maria Bacchi è costretta a portare all’attenzione del pubblico il fatto che solo un rapido intervento ha potuto impedire, ossia la consegna una borsa di studio intitolata ad un repubblichino collaborazionista mantovano proprio nella scuola dedicata alla memoria di Luisa Levi, la più giovane ebrea deportata da Mantova e morta nei campi di sterminio. Da un libro che racconta una delle storie dell’ebraismo mantovano – ancora oggi un passato che non passa, e che richiede un presidio attento – ad un libro che ha portato alla luce altre storie, come la ricerca di Gloria Arbib sulle scelte di responsabilità ebraiche: l’adesione al movimento della Resistenza piemontese, una domanda – dove fossero gli ebrei, quelli scampati ai rastrellamenti, in quegli anni – attendeva da tempo una risposta. “Gli ebrei, pur impegnati nel difendersi dalla persecuzione, hanno colto tutte le occasioni per liberare il loro Paese. Un ruolo attivo che andava raccontato”. <img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2011/07/laStoria_lestorie4a.jpg" alt="" title="laStoria_lestorie4" width="201" height="269" class="alignright size-full wp-image-745" />“Una delle cose meno importanti che abbia fatto, meglio mettere una pietra sopra”, ma a queste parole di Primo Levi Frediano Sessi non ha dato seguito, anzi, da due anni sta cercando materiale per raccontare quella storia della preresistenza, scovando interrogatori inediti. La traccia che ci svela in anteprima Sessi è avvincente. Serve coraggio e uno spirito non facile all’abbattimento per fare i “curiosi delle storie”; i fondi archivistici delle questure, che sarebbero fondamentali per il lavoro di indagine, a volte sono in pessime condizioni per organizzazione e collocazione, e quando accessibili sono paradossalmente vincolati da norme sulla sicurezza e privacy: una realtà che pessimamente ci distingue dagli altri Paesi. Ormai il pubblico è coinvolto e pare di partecipare un poco a quel lavoro che questi ospiti fanno ogni giorno e, senza soluzione di continuità, Nicola Borzi non fatica a trovare i punti di contatto tra la sua professione di giornalista e quella dello storico: la curiosità, la raccolta e la verifica delle fonti. Già collaboratore del quotidiano mantovano, la Voce di Mantova, che nel 2006 si è macchiato di un grave episodio di antisemitismo, Nicola Borzi non lavorava più in quella redazione da anni, ma appena informato non ha esitato a farsi avanti e fornire un’importante testimonianza, così come oggi è impegnato nella complessa operazione di scandaglio del web, attento a quelle operazioni di mistificazione e copertura del moderno antisemitismo. “Direttore, io insegno storia, non so se sono uno storico” aveva risposto Achille Marzio Romani, che insegna storia economca, ma è valsa la pena di insistere per averlo in questo cortile a spiegarci, dialogando assieme, come basti poco a scoprire la Storia dentro la propria storia. Deciso (ancora la curiosità!) a saperne qualcosa di più sul passato della sua Bocconi, ha iniziato a cercare. Certo, delle leggi del ’38 si sa, ma provare a capire come quell’infamia sia divenuta una pratica proprio nei luoghi dove oggi noi viviamo o lavoriamo è un’altra cosa, una presa di consapevolezza indispensabile, che non può essere ignorata da chi occupa una cattedra universitaria, uno scranno del Senato.<img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2011/07/laStoria_lestorie2a.jpg" alt="" title="laStoria_lestorie2" width="269" height="201" class="alignleft size-full wp-image-746" /> “E’ stato un pomeriggio fatto da persone che hanno da offrire prospettive diverse sulla Storia”, accompagna alla chiusura Guido Vitale, e l’aria è divenuta più fresca (anche se abbiamo toccato pure cose dolorose), il pubblico si separa, separa la propria storia, qui, in questa Comunità. Qui, a Mantova, mentre nelle stesse ore si offende la memoria di Luisa e della Shoah (oggi, tra l’altro, è l’8 settembre…), sempre qui, ancora nelle stesse ore, l’ebraismo presenta con enorme successo la propria produzione letteraria e dell’informazione, mentre il turista si incuriosisce di fronte alla nostra porta aperta ed entra. Non può essere un caso. Si sa, quando si ascolta la curiosità spesso accadono cose strane, spesso si scopre la propria storia, spesso si scrive una pagina di Storia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2011/07/05/giornata-europea-della-cultura-ebraica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Banner Franchetti</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/28/banner-franchetti/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/28/banner-franchetti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 15:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banner 6]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=273</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.istitutofranchetti.it/" target="_blank"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/franchetti1-300x53.jpg" alt="" title="banner Franchetti" width="320" height="65" class="alignnone size-medium wp-image-275" /></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.istitutofranchetti.it/" target="_blank"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/franchetti1-300x53.jpg" alt="" title="banner Franchetti" width="320" height="65" class="alignnone size-medium wp-image-275" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/28/banner-franchetti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pomponesco</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/14/pomponesco/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/14/pomponesco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 15:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=265</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_sinagoga-veduta-dallalto.jpg' rel="attachment wp-att-260"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_sinagoga-veduta-dallalto-300x222.jpg" alt="" title="Pomponesco Sinagoga veduta dall\&#039;alto" width="300" height="222" class="alignnone size-medium wp-image-260" /></a>Le prime famiglie ebraiche arrivarono a Pomponesco nella seconda metà del ‘600. Tra queste c’era la famiglia Cantoni, che ristrutturò il palazzo oggi omonimo e di proprietà degli eredi Benelli. Lì nacque Alberto Cantoni, noto scrittore, amico di Luigi…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_sinagoga-veduta-dallalto.jpg' rel="attachment wp-att-260"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_sinagoga-veduta-dallalto-300x222.jpg" alt="" title="Pomponesco Sinagoga veduta dall\&#039;alto" width="300" height="222" class="alignnone size-medium wp-image-260" /></a>Le prime famiglie ebraiche arrivarono a Pomponesco nella seconda metà del ‘600. Tra queste c’era la famiglia Cantoni, che ristrutturò il palazzo oggi omonimo e di proprietà degli eredi Benelli. Lì nacque Alberto Cantoni, noto scrittore, amico di Luigi Pirandello.<br />
Della sinagoga resta la struttura e la visibile cupola. L&#8217;asilo ebraico era intitolato alla benefattrice Giulietta Cantoni ed oggi è stato adibito a sala civica.  Il cimitero ebraico era stato costruito agli inizi del ‘700, poi spostato i primi del ‘900. E’ situato all’esterno del paese ad è raggiungibile percorrendo un lungo viale che fiancheggia la strada. Molte delle lapidi sono ben conservate.<br />
<a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco-palazzo-cantoni.jpg' rel="attachment wp-att-259"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco-palazzo-cantoni-180x300.jpg" alt="" title="Pomponesco Palazzo Cantoni" width="180" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-259" /></a><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_cimitero-ebraico.jpg' rel="attachment wp-att-262"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_cimitero-ebraico-300x200.jpg" alt="" title="Pomponesco Cimitero ebraico" width="300" height="200" class="alignnone size-medium wp-image-262" /></a><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_ex-asilo-ebraico-oggi-sala-civica.jpg' rel="attachment wp-att-261"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/10/pomponesco_ex-asilo-ebraico-oggi-sala-civica-200x300.jpg" alt="" title="Pomponesco Asilo ebraico" width="200" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-261" /></a><br />
<em>Per le immagini si ringrazia Andrea Jack Duke</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2010/10/14/pomponesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cremona</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/30/cremona/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/30/cremona/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=245</guid>
		<description><![CDATA[<p>Cenni storici<br />
Tratto da<em> Guida alla Lombardia ebraica</em> a cura Sarah Parenzo</p>
<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona1.jpg' rel="attachment wp-att-246"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona1.jpg" alt="La prima pagina di un\&#039;edizione del Sèfer ha-Zohàr stampata a Cremona nel XVI secolo" title="Zohar" width="155" height="215" class="alignleft size-medium wp-image-246" /></a>Capoluogo di provincia della Lombardia vicino al corso del fiume Po, Cremona è oggi un attivo centro industriale, commerciale ed agricolo. Il suo ricco patrimonio artistico…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cenni storici<br />
Tratto da<em> Guida alla Lombardia ebraica</em> a cura Sarah Parenzo</p>
<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona1.jpg' rel="attachment wp-att-246"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona1.jpg" alt="La prima pagina di un\&#039;edizione del Sèfer ha-Zohàr stampata a Cremona nel XVI secolo" title="Zohar" width="155" height="215" class="alignleft size-medium wp-image-246" /></a>Capoluogo di provincia della Lombardia vicino al corso del fiume Po, Cremona è oggi un attivo centro industriale, commerciale ed agricolo. Il suo ricco patrimonio artistico risale all&#8217;epoca medievale, quand&#8217;era un libero comune. Nel 1344, dopo essere stata conquistata dai Visconti, fu annessa al ducato di Milano. La prime testimonianze scritte di una presenza ebraica a Cremona sono costituite da due documenti. Il primo, datato 15 aprile 1400, è il contratto di acquisto di un terreno, probabilmente adibito a cimitero (in generale agli ebrei era proibito possedere immobili). Il secondo è un contratto per l&#8217;apertura di un banco in città, datato 16 aprile dello stesso anno. Quel che è certo è che, da allora, il gruppo ebraico crebbe di numero e di importanza fino a raggiungere una particolare notorietà nel Cinquecento per il livello culturale. Il tessuto produttivo della comunità ebraica che viveva nelle stradine medievali, alle spalle della Piazza del Comune, si articolava dalla lavorazione del legno ai trasporti e comunicazioni, dall&#8217;edilizia all&#8217;oreficeria e bigiotteria, dall&#8217;istruzione alla pittura ed il commercio. Accanto all&#8217;attività di rabbini e letterati (si ricorda l&#8217;apertura della yeshivà diretta da Joseph Ottolenghi), si inseriva quella dei tipografi come Vincenzo Conti. Lo splendore culturale ebraico di Cremona cominciò ad affievolirsi quando nel 1580 si pensò di creare un ghetto o addirittura di espellere gli ebrei immediatamente. Con l&#8217;espulsione definitiva del 1597 e l&#8217;allontanamento degli ebrei dal Ducato venne a cessare definitivamente ogni attività culturale e tipografica.<br />
<a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona21.jpg' rel="attachment wp-att-248"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/cremona21.jpg" alt="" title="Duomo_Boccaccio_Boccaccini" width="282" height="261" class="alignleft size-medium wp-image-248" /></a></p>
<p>Eredità della presenza ebraica in Cremona sono visibili ancora oggi. Nella navata centrale del Duomo un affresco delle del pittore Boccaccio Boccaccino raffigura la scena della circoncisione. Su di esso si legge chiaramente in caratteri ebraici la scritta Beth Ha-Midrash (Casa di Studio). Accanto al Museo Civico di via Ugolani Dati si trova la Biblioteca che conserva importanti opere tipografiche ebraiche. Una trentina di preziosi esemplari di opere inedite, tra le quali un libro di Salmi commentati da David Kimhi. Negli archivi sono custoditi importanti manoscritti ebraici, mentre nel cortile è appoggiata una lapide ebraica proveniente dal Cimitero di Casalmaggiore, dedicata a Isaia Nathan Carmi. Nell&#8217;Archivio di Stato infine si trovano parti di preziosissimi manoscritti salvati dal famoso rogo del 1559.</p>
<p>Indirizzi utili:<br />
Museo Civico<br />
Via Ugolani Dati, 4<br />
Tel. 0372 40 72 69<br />
Fax 0372 4072 68</p>
<p>Biblioteca<br />
Via Ugolino Dati, 4<br />
Tel. 0372 49 56 11<br />
Fax 0372 49 56 15<br />
Orari apertura:<br />
8.10 -18.00 (dal martedì al venerdì)<br />
lunedì e sabato 8.10 -14.00</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/30/cremona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sabbioneta</title>
		<link>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/10/sabbioneta/</link>
		<comments>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/10/sabbioneta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 15:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norimberga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://moked.it/mantovaebraica/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Cenni storici</strong><br />
Tratto da <em>Guida alla Lombardia ebraica</em> a cura Sarah Parenzo</p>
<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/itinerari/non-solo-mantova/sabbioneta/' rel="attachment wp-att-235"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/sabbioneta-190x299.jpg" alt="" title="Sabbioneta" width="190" height="299" class="alignleft size-medium wp-image-235" /></a>Con i suoi circa 5000 abitanti in provincia di Mantova, Sabbioneta è uno dei più interessanti esempi di città rinascimentale giunti sino a noi. Terza condotta concessa…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cenni storici</strong><br />
Tratto da <em>Guida alla Lombardia ebraica</em> a cura Sarah Parenzo</p>
<p><a href='http://moked.it/mantovaebraica/itinerari/non-solo-mantova/sabbioneta/' rel="attachment wp-att-235"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/sabbioneta-190x299.jpg" alt="" title="Sabbioneta" width="190" height="299" class="alignleft size-medium wp-image-235" /></a>Con i suoi circa 5000 abitanti in provincia di Mantova, Sabbioneta è uno dei più interessanti esempi di città rinascimentale giunti sino a noi. Terza condotta concessa dai Gonzaga agli ebrei del mantovano, dal punto di vista ebraico la città visse il suo momento di massimo splendore sotto il regno del principe Vespasiano Gonzaga (1531-1591).<br />
Agli ebrei che vivevano nella città dal 1436, per lo più banchieri, se ne aggiunsero molti altri, tra cui i tipografi Tobia Foà e Salomone Forti, i quali contribuirono con le loro famiglie alla straordinaria produzione tipografica ebraica del mantovano. Tale prestigio è ancor oggi testimoniato da alcuni particolari che si possono ammirare visitando la città. L&#8217;odierna via della Stamperia (già via Fabio Filzi) , ad esempio, è dedicata proprio ai tipografi sopra menzionati. Successivamente, a causa del decadimento della cittadina, la cui fortuna era evidentemente legata alla figura di Vespasiano, molti ebrei se ne andarono, tanto che nel 1773 il gruppo contava appena 63 persone. All&#8217;epoca degli austriaci gli ebrei parteciparono comunque allo sviluppo industriale della zona, soprattutto per quanto riguarda il settore tessile. La comunità sopravvisse fino ai primi del 1900.</p>
<p><strong>La Sinagoga</strong><br />
Nel 1824 la comunità ebraica incaricò l&#8217;architetto Carlo Visioli di riprogettare l&#8217;intero isolato tra piazza San Rocco, via Campi e via Pio Foà e soprattutto la sinagoga, alla quale si sarebbe potuto accedere passando di casa in casa, senza uscire all&#8217;esterno. È in quest&#8217;isolato che negli anni 90&#8242; sugli stipiti di alcune case sono state trovate delle metzuzòt ancora intatte: tre fiale di vetro azzurro con all&#8217;interno la pergamena della preghiera, oggi conservate presso il Museo di Arte Sacra in via Pesenti. La sinagoga, situata al terzo piano, affaccia solo verso cortili interni. La sala è rettangolare, preceduta da un ampio atrio. Sulla porta d&#8217;ingresso si trovano la data 1/5584 (1823-1824) e la scritta in ebraico: &#8220;Egli riposa tra le Sue braccia&#8221; (Deut. 33,12). L&#8217;aròn e la tevà sono collocati sulla parete orientale, di fronte all&#8217;ingresso. Il primo, a forma di tempio, è costituito da un frontone ornato da una corona e dalla scritta in ebraico &#8220;Da Me certo uscirà la Legge e chi la stringe è fortunato&#8221;. Esso poggia su due colonne di finto marmo che terminano con capitelli corinzi e ha due antine in legno divise in sei formelle con in alto due lunette decorate in verde e oro. Vi si accede tramite alcuni gradini, ai cui piedi si trova la piccola tevà. Tutto l&#8217;insieme è chiuso da una cancellata lavorata in ferro battuto. Di lato pendono due lampade, unico arredo rimasto, oltre ad alcuni banchi di noce scuro, della vecchia sinagoga. La volta è decorata con stucchi, suddivisi in riquadri, opera del 1840 dello svizzero Pietro Bolla. Al matroneo che affaccia sulla sala di fronte all&#8217;area di preghiera si accede da una rampa di scale esterna. Esso è sostenuto da colonne e protetto da una fitta grata di legno. La sinagoga risultò subito sovradimensionata rispetto alle esigenze del gruppo. Dopo alcuni anni fu quindi chiusa e abbandonata finché non è stata restaurata dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Brescia nel 1994. È noto che gli ebrei di Sabbioneta abbiano avuto due cimiteri. Quello ottocentesco, l&#8217;unico di cui si conosce l&#8217;ubicazione, si trova fuori dalla Porta Imperiale. In città da molti anni non vivono più ebrei.<br />
<a href="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/Sabbioneta-brochure.jpg"><img src="http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/Sabbioneta-brochure-194x300.jpg" alt="" title="Sabbioneta brochure" width="194" height="300" class="alignright size-medium wp-image-565" /></a><a href='http://moked.it/mantovaebraica/files/2010/09/Sabbioneta-brochure-Pro-Loco.pdf'>Brochure sulla Sinagoga di Sabbioneta a cura della associazione Pro Loco (testo di Alberto Sarzi Madidini, foto Studio Danilo Sabbioneta)</a><br />
Indirizzi utili:<br />
SINAGOGA<br />
Via Campi.<br />
Per visite: Associazione Pro Loco<br />
Via Gonzaga, 27<br />
Tel. 0375 52 039</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://moked.it/mantovaebraica/2010/09/10/sabbioneta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

