Cenni storici

2373727032_1a0c1ed1e2_zporta-altinate_6240211Le prime notizie di ebrei residenti a Padova risalgono al secolo XII, ma è dopo la metà del ‘300 che la comunità cresce e si sviluppa, grazie anche alla nascita dell’Università che dava loro la possibilità di frequentare i corsi di medicina. In epoca comunale gli ebrei erano dislocati a S. Leonardo (lungo il Tronco Maestro del Bacchiglione, nei pressi di Via Savonarola), a Porta Altinate e (in particolare gli ebrei tedeschi (askenaziti) nella zona dietro S. Canziano. Dopo la guerra della Lega di Cambrai e gli assedi di Padova che si protrassero dal 1509 al 1513, la comunità italiana si trasferisce nella zona a ridosso di Piazza delle Erbe, in quello che diverrà poi il ghetto di Padova.

Ghetto-Ebraico-Padova-Foto-102937464661Il ghetto viene istituito solo nel 1603 dopo molte discussioni, e sarà concepito come ghetto satellite di quello veneziano, come tutti gli altri ghetti della repubblica serenissima. L’area era chiusa di notte da quattro porte sorvegliate ciascuna da un ebreo e da un cristiano, pagati dalla Comunità Ebraica: quella settentrionale in via delle Piazze, poco a sud di San Canziano; quella orientale, la porta di Santa Giuliana, fatta costruire dal podestà e dal gran consiglio, nell’attuale via San Martino e Solferino, un tempo via Sirena, vicino allo sbocco in via Roma; quella occidentale nella stessa strada, prima dell’incontro con via dei Fabbri; quella meridionale in via dell’Arco, dove confluisce in via Marsala. Queste porte impedivano l’uscita notturna degli ebrei; nel 1797 furono abbattute e agli ebrei fu possibile iniziare a far parte della vita pubblica. Rimangono tracce dei cardini presso il lato occidentale della Chiesa di S. Canziano e presso una parete di un edificio all’incrocio di via S. Martino e Solferino con via Roma, dove due lapidi, una in latino e l’altra in ebraico, ricordavano agli ebrei di ritirarsi all’interno del loro quartiere al tramonto. Nel ‘600 in Ghetto erano presenti decine di botteghe in cui si vendeva di tutto. Gli ebrei esercitavano però soprattutto l’arte della “strazzeria”, il piccolo commercio di cose usate, con le loro botteghe assai frequentate. Molti si dedicarono all’industria degli argentieri. Il divieto di ammissione alle corporazioni di Arti e Mestieri spinse alcuni a praticare l’attività di prestito di denaro (ammessa nel medioevo ma in seguito vietata ufficialmente anche agli ebrei, dopo l’istituzione del Monte di Pietà nel 1491).

8gf2tqfPadova - Scola Italiana2010-12-12__13-05-15In Via delle Piazze, sorge la prima grande Sinagoga di rito tedesco che fu inaugurata nel 1525 e che nel maggio del 1943 fu incendiata dai fascisti, privando la Comunità ebraica del suo principale luogo di preghiera e di studio. L’edificio, restaurato completamente nel 1998, è oggi sala di conferenze e di attività culturali. In via S. Martino e Solferino sorge la Sinagoga di rito Italiano, oggi l’unica regolarmente in funzione, fondata nel 1548 e completamente ristrutturata a metà del ‘600 e poi nell’800.

Padova - Scola Spagnola TevàPadova - Scola Spagnola Aron

C’era anche la sinagoga di rito spagnolo, della quale oggi è visibile la finestra esterna che si affaccia su via S. Martino e Solferino. Gli arredi sono a Gerusalemme e costituiscono una sinagoga funzionante in King George street.

Scola spagnola a YerushalaimPadova - Scola Spagnola2011-03-20__16-20-08

L’importanza storica della comunità ebraica di Padova è legata in particolare all’attività di studio. Dal 1460 fu attiva un’importante accademia talmudica (Yeshivà) fondata e guidata dal rabbino Juda Mintz (Maharì Mintz) e punto di riferimento dei numerosi giovani che dal centro Europa scendevano a Padova per frequentare l’Università. L’eredità di Mintz fu raccolta, attraverso il suocero Avraham Mintz, da Rabbì Me’ir Katzenellenbogen (il famoso Maharam di Padova), che insegnò nella prima metà del ‘500 e divenne figura di riferimento ritualistico imprescindibile. La sua tomba nel cimitero di via Wiel è costantemente visitata da devoti provenienti da ogni parte del mondo.

Padova continuò ad essere luogo di alta produzione culturale ebraica nel ‘600, e nel ‘700 ospitò il circolo cabalistico “Mevakhshè haShem” (coloro che ricercano Dio) che vide fra i suoi animatori Moshe Chayyim Luzzatto (Ramchal), Ya’akov Chazak e Moshe David Valle (Ramdù).

IMG_1685Nel 1829 venne fondato a Padova l’Istituto Convitto Rabbinico del Regno Lombardo Veneto, il primo istituto rabbinico moderno, che fu modello alle più importanti istituzioni di formazione rabbinica contemporanee. Vi insegnarono Samuel David Luzzatto, Lelio Hillel Della Torre “cuneese” e Eude Lolli.

La Comunità ebraica ha conosciuto sviluppi demografici altalenanti: dalle poche decine di presenze del ‘300 e del ‘400 si andò consolidando una comunità di alcune centinaia di persone che rimase stabile nell’età della ghettizzazione. Si ebbe poi un importante sviluppo che portò la comunità a crescere sopra le mille unità nel corso dell’800, per poi decrescere costantemente fino alla seconda guerra mondiale. Dopo l’applicazione delle leggi razziali del 1938 la comunità ebraica di Padova contava circa 400 iscritti, scesi a circa 200 dopo la liberazione. Il numero è rimasto costante fino ad oggi.