Preghiere

LE TEFILLOTH

Per quanto paradossale possa sembrare, la preghiera è un obbligo dell’uomo prima ancora che una possibilità che il Signore gli offre nella Sua misericordia: l’ebreo è tenuto a rivolgere quotidianamente il proprio pensiero al Signore, implorando il Suo benevolo intervento nell’assicurargli quanto gli occorre .

I Maestri codificano in tre volte al giorno l’obbligo di rivolgere una preghiera (nei giorni feriali, in quelli festivi il numero delle tefilloth aumenta). Il nucleo fondamentale della tefillà è costituito dalla ‘amidà (o “18 benedizioni”).

Inoltre vi è un esplicito ordine della Torà di leggere due volte al giorno lo shemà’, alla mattina e alla sera. Pur essendo quello dello shemà’ adempimento concettualmente distinto dalla preghiera è stato inserito dai Maestri nello ‘arvith (preghiera serale) e nello shacharith (preghiera mattutina).

Tanto lo shemà’ che la ‘amidà sono vincolati ad orari precisi, come riportato nelle apposite tabelle degli orari.

Alcune parti della tefillà possono essere recitate solo in presenza di miniàn (cioè di dieci uomini adulti, il nucleo minimo per formare una collettività). Rientrano in quest’ambito il qaddìsh e la qedushà.

Sulla preghiera si può consultare in italiano: Elie Munk, Il mondo delle preghiere, ed DAC. Sul qaddìsh si segnalano: Benedetto Carucci Viterbi, Il qaddish, ed Marietti; Reuven Roberto Colombo, Il Kaddish Yatom, ed. Morashà.

Per ulteriore bibliografia, su questo ed altri argomenti, rivolgersi al Centro di Cultura Ebraica: 06-5897589 , c.culturaebraicaroma@tiscali.it


LE BERACHOT (benedizioni)

Vi sono diversi tipi di berachot:

– quelle che si recitano prima di godere di una qualsiasi cosa di questo mondo. Con ciò si sottolinea che in ultima analisi tutto appartiene al Signore. Rientrano in questa categoria le benedizioni che si pronunciano prima di mangiare e di bere o prima di odorare una sostanza profumata;

– quelle che si recitano prima di eseguire una mitzwà (precetto). Queste berachot sono caratterizzate dalla formulazione Benedetto Tu oh Signore Re del Mondo che ci ha santificato con le Sue mitzwoth e ci ha comandato di…

– quelle di lode e ringraziamento, che si pronunciano di fronte a un prodigio della natura, per uno scampato pericolo, ecc.

Una menzione particolare va fatta per la birkat ha-mazon, la preghiera che si recita dopo il pasto conformemente al passo della Torà che recita E mangerai e ti sazierai e benedirai il Signore tuo Dio (Devarìm 8, 10). La recitazione di tale preghiera è un precetto mideoraità (direttamente stabilito dalla Torà).

Sull’argomento:

Reuven Roberto Colombo, Birkàt hamazòn Benedizione del Pasto, Morashà


IL QIDDUSH E LA AVDALA’

Nello shabbath vi sono due aspetti fondamentali: 1) il divieto di compiere melakhòth (opere creative); 2) l’obbligo di ricordare lo shabbath. A questa seconda funzione rispondono il qiddùsh, la cui formula è differente alla sera e al pranzo, e la avdalà.

Sullo shabbath vi sono diverse opere pubblicate in italiano, rivolgersi al Centro di Cultura Ebraico.


I TESTI TRASLITTERATI E LE TRADUZIONI DELLE PREGHIERE FONDAMENTALI SONO DISPONIBILI NELLE RELATIVE PAGINE APRIBILI DALLA SPALLA (in alto a destra)




ORARI DELLE TEFILLOTH: Gli orari astronomici sono riportati nel file orari5770;
per gli orari delle tefilloth nei vari batè ha-keneseth, cliccare qui.