Sorgente di vita online


Di seguito una sezione del sito rai.tv dedicata a Sorgente di vita:


Sorgente di vita, rubrica di cultura e vita ebraica, è ora on line

Lo studio 11 di Via Teulada, un telo scuro sullo sfondo, una grande menorah di metallo: e poi partiva la musica. Ricordo che si registrava così, negli anni ’80, la sigla di Sorgente di vita. La menorah è ancora il simbolo del programma negli allegri disegni di Emanuele Luzzati che animano la sigla.
Oggi Sorgente di vita è on line: basta entrare nel sito www.rai.tv fare click su cerca programma e poi sul nome della rubrica nell’elenco alfabetico. Troverete le ultime puntate divise servizio per servizio.
Se siete curiosi di vedere un seder didattico nello splendido scenario della Biblioteca Palatina di Parma, di ascoltare un approfondimento su Pesach del rabbino Benedetto Carucci Viterbi; se non avete potuto partecipare l’8 aprile alla benedizione del sole ora potete rivedere le immagini della cerimonia davanti al Tempio Maggiore di Roma.
E’ una novità, una possibilità in più per chi avesse perso la messa in onda, un’ulteriore opportunità data dalla Rai alla rubrica, presenza storica nel palinsesto insieme alla parallela Protestantesimo, curata dalla Federazione delle Chiese Evangeliche.
Sorgente di vita è nata come rubrica religiosa ebraica nel 1973: la Rai affermava in pieno il suo ruolo di servizio pubblico. E’ frutto di una collaborazione, regolata da una convenzione, tra Raidue e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI),
Alla nascita Sorgente di vita durava 15 minuti e andava in onda ogni settimana, il giovedì pomeriggio. Con la riforma della Rai nel ’75 si è trasformata in una rubrica di vita e di cultura ebraica, in onda la domenica sera, ogni quindici giorni.
Sono tre le possibilità per seguire la trasmissione in tv: la domenica intorno alle 01:00, e poi due repliche, una alla stessa ora del lunedì successivo e un’altra il lunedì della settimana dopo, alle 9:30 del mattino. Su questi orari la redazione, ovviamente, non ha alcun controllo né responsabilità.
Sorgente di vita ha un pubblico affezionato, una variegata community composta prevalentemente di non ebrei, ma attira anche ascoltatori casuali, quelli che giocano col telecomando e che nello zapping vengono catturati da temi culturali, immagini insolite, da curiosità. Ogni puntata, nelle tre repliche, ha un ascolto complessivo tra i 300 e i 500 mila spettatori, con uno share competitivo rispetto ad altri programmi Rai che vanno in onda alla stessa ora. Un risultato di tutto rispetto per una rubrica culturale.
Dietro le quinte di Sorgente di vita c’è un lavoro particolare rispetto ad altre trasmissioni: la Rai, che sostiene economicamente il programma, mette a disposizione un ufficio nella sede storica di via Teulada a Roma, i mezzi di produzione, troupe, montaggi, i ricchi archivi, e una redazione formata da quattro/cinque persone: attualmente i programmisti registi Alessandra Di Marco e Augusto Bastianini, il produttore esecutivo Monica Flores e un’assistente al programma. Autore della rubrica, a cura dell ‘UCEI, è Emanuele Ascarelli: in redazione Piera Di Segni e, nel tempo, tante collaborazioni, da Fausto Coen a Luciano Tas, da Lia Tagliacozzo a Lucia Correale, preziosa e intelligente collaboratrice, autrice di servizi reperibili on line.
Alla redazione UCEI spetta la redazione dei testi, la scelta dei temi e degli intervistati, tutta la parte dei contenuti.
C’è piena collaborazione con i colleghi della Rai i quali, con curiosità, suggerimenti e domande, fanno da stimolo nella ideazione e nella realizzazione dei servizi, cercando di interpretare le aspettative del pubblico che poco sa di ebrei e di ebraismo, ma ha voglia di conoscere e di approfondire.
La sfida di Sorgente di Vita, da oltre 35 anni, è proprio questa: raccontare, a un pubblico prevalentemente non ebraico, la vita degli ebrei in Italia e all’estero, le tradizioni, le feste, la cultura ebraica in tutte le sue forme; presentare la realtà, la società e la storia di Israele; occuparsi di memoria; raccontare i mille volti dell’identità, storie e personaggi; presentare la posizione ebraica su temi di attualità, dalla bioetica ai problemi sociali; far conoscere le attività dell’Unione, del Presidente e delle comunità.
Con quattro/cinque servizi in ogni numero, il ritmo, il linguaggio, lo stile sono cambiati nel tempo, adeguandosi alle trasformazioni della società e della tv.
I servizi sul sito www.rai.tv sono una piccola antologia della nostra produzione: la storia di Mario Giacometti, marinaio italiano protagonista della alyah beth, una riflessione del Rav Riccardo Di Segni sul testamento biologico, i casi di due persone aiutate dallo sportello antiusura della comunità ebraica di Roma, un’intervista con l’ambasciatore di Israele Gideon Meir e sua moglie, e molti altri.
Sono solo gli ultimi capitoli di un archivio visivo dell’ebraismo italiano, e non solo, che comprende tra l’altro reportage da Israele e da realtà ebraiche nel mondo, lo storico Ritorno ad Auschwitz con Primo Levi e tante interviste e ritratti, da Simon Wiesenthal a Rita Levi Montalcini, da Amos Oz, David Grossman e Abraham Yehoshua a Tullia Zevi e Elio Toaff e tanti altri personaggi. Ma anche le prime immagini della sinagoga di Bova Marina appena ritrovata o quelle, rare, delle catacombe di Villa Torlonia e di Vigna Randanini. Per non parlare delle bellissime riprese di tante sinagoghe italiane, in occasione di feste o di cerimonie. O delle immagini, uniche, di tanti momenti di vita ebraica, dalla milà in una famiglia romana, a un recente matrimonio a Venezia.
Presto parte di questo archivio sarà disponibile su www.rai.tv.
Materiali che ricostruiscono e documentano decenni di storia e forniscono un resoconto dell’attualità, nella convinzione che la comunicazione e la conoscenza siano risorse essenziali contro ogni pregiudizio.

Piera Di Segni