Ebraismo, la difesa dei diritti

Convegno Shechitah e milah a TorinoMilah e shechitah sono due temi che subiscono spesso la stessa sorte, il processo. La circoncisione e la macellazione rituale ebraica sono infatti i precetti a più riprese messi sotto accusa da parte della società, con l’introduzione in alcuni casi di vere proibizioni normative. Questa sorte comune è stata messa in luce ieri nel convegno sulla milah e la shechitah, tenutosi presso la Comunità ebraica di Torino e organizzato dall’associazione Anavim. Temi che aprono un fronte di dibattito anche interno e su cui si sono confrontati nella seconda sessione di giornata, il chirurgo e mohel Daniel Cassuto, rav Roberto Reuven Colombo, il portavoce della Comunità ebraica di Roma Fabio Perugia, il veterinario Paolo Pozzi e Tobia Zevi, presidente dell’Associazione Hans Jonas. A moderare l’incontro Maurizio Piperno Beer.
“Penso sia la prima volta che questi temi sono stati trattati insieme – ha sottolineato Giulio Disegni, vicepresidente UCEI nonché moderatore per l’occasione della sessione tenutasi in mattinata – ed è stato messo in luce come gli strumenti attuali per tutelare la milah e la shechitah non siano sufficienti. Sono temi che aprono, come dimostra il convegno, diverse prospettive di dibattito”. Sono due precetti, come ha spiegato rav Colombo, strettamente legati all’identità ebraica, dietro cui si celano valori da mantenere vivi all’interno dell’ebraismo. Una visione più tecnica invece è stata quella proposta da Daniel Cassuto da una parte e Paolo Pozzi dall’altra. Cassuto, chirurgo e mohel, ha dato un quadro delle cognizioni necessarie per praticare la circoncisione – considerata da alcuni
un’operazione invasiva che lede la salute del bambino – ricordando peraltro come negli Stati Uniti sia molto diffusa per motivi igenico-sanitari. Una rassegna sulle normative europee e sulla situazione in Israele in merito shechitah, ritenuta dai suoi oppositori una pratica barbara che non tiene conto della sofferenza dell’animale, è stato il cuore dell’intervento di Pozzi.
Confronto vivace poi tra Tobia Zevi e Fabio Perugia che hanno riflettuto su una prospettiva diversa sotto cui guardare i due argomenti al centro del convegno, ovvero attraverso la lente della comunicazione. Secondo Zevi, infatti, per destrutturare le rappresentazioni sbagliate che alcuni hanno della circoncisione e della macellazione rituale sarebbe necessario spiegare e dimostrare disponibilità verso l’esterno nel raccontare il vero significato per il mondo ebraico di questi due precetti. Secondo Perugia non è tanto un problema di comunicazione ma è ciò che si cela dietro alle polemiche sulla shechitah e la milah: ignoranza e antisemitismo, che Perugia individua come motori di questo “j’accuse” di cui sono oggetto in Europa le due pratiche legate all’ebraismo. “C’è la necessità di sfatare alcune interpretazioni superficiali o credenze che toccano la milah e la shechitah – ha spiegato David Sorani, presidente di Anavim, tirando le somme sul significato del convegno e soddisfatto per la presenza e l’interesse dimostrato dal pubblico – dobbiamo chiederci perché queste accuse continuino a invadere il dibattito pubblico e dobbiamo affrontarle una ad una, decostruendole con i fatti”.

(16 dicembre 2013)

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