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	<title>Torino ebraica</title>
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		<title>27 gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:47:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<address style="text-align: center;">Sala Rossa  di Palazzo Civico<br />
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<address style="text-align: center;">discorso di Claudia De Benedetti<br />
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<address style="text-align: center;">vicepresidente dell&#8217;UCEI &#8211; Unione delle Comunità Ebraiche Italiane -</address>
<p>La Tradizione ebraica è caratterizzata dall&#8217;imperativo categorico zachor, ricorda. &#8220;Noi&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: center;">Sala Rossa  di Palazzo Civico<br />
</address>
<address style="text-align: center;">discorso di Claudia De Benedetti<br />
</address>
<address style="text-align: center;">vicepresidente dell&#8217;UCEI &#8211; Unione delle Comunità Ebraiche Italiane -</address>
<p>La Tradizione ebraica è caratterizzata dall&#8217;imperativo categorico zachor, ricorda. &#8220;Noi ebrei &#8211; scriveva Martin Buber nel 1938 &#8211; siamo una comunità basata sul ricordo. Il comune ricordo ci ha tenuti uniti e ci ha permesso di sopravvivere&#8230;&#8221;. Il verbo zachar, nelle sue varie forme, ricorre nella Bibbia ben 222 volte e, nella maggior parte dei casi, ha per soggetto Israele o D-o. Il concetto di ricordare trova il suo complemento e completamento nel verbo opposto: dimenticare. Al popolo ebraico viene ingiunto di ricordare e al tempo stesso di non dimenticare.</p>
<p>La Torah &#8211; il Pentateuco &#8211; nel versetto del Deuteronomio, 32; 7, ci sprona ripetutamente a ricordare e a non dimenticare: nelle ultime parole di congedo, Mosè raccomanda al popolo: &#8221; Ricorda i tempi antichi, cerca di comprendere gli anni trascorsi, interroga tuo padre e ti racconterà, i tuoi anziani e te lo diranno&#8230;.&#8221;.</p>
<p>Il 27 gennaio 1945 si sono per sempre spalancati i cancelli del Lager di Auschwitz e dinanzi agli increduli ed esterrefatti occhi delle truppe alleate è apparsa una folla di cadenti fantasmi umani.</p>
<p>Auschwitz e l&#8217;annesso Lager di sterminio di Birkenau, con cinque crematori ed un milione e mezzo di vittime, rimarranno quindi il simbolo perenne del più immane delitto del secolo.<br />
Dopo Auschwitz &#8211; si è detto &#8211; il mondo non sarà più come prima &#8211; perché Auschwitz ha rappresentato l&#8217;indicibile, l&#8217;inenarrabile.</p>
<p>Io appartengo alla prima generazione di coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltare le parole dei sopravvissuti che fecero ritorno alle loro case: tra essi Giuliana FiorentinoTedeschi, una dei 21- su 245 &#8211; deportati ebrei torinesi. Cito le sue parole “siamo tornati, siamo tornati in pochi, anzi in pochissimi; abbiano lasciato laggiù milioni di essere umani, consumati dalle malattie, dagli stenti, dalle violenze; milioni di donne, bambini, vecchi trasformati in fumo. Siamo tornati in un mondo in cui ci siamo subito sentiti estranei, dove non abbiamo trovato ascolto ma sola una desolata solitudine. Allora abbiamo scritto: prima gli uomini, poi a poco a poco le donne che faticosamente uscivano dalla propria riservatezza e dai propri pudori. Abbiamo scritto con le lacrime per un bisogno estremo di sfogo personale e con disperata rabbia per vendicare le offese e le violenze subite. Ma oggi abbiamo la certezza di avere condannato, con la nostra testimonianza, all&#8217;esecrazione universale, una intera generazione di feroci, disumani assassini, per i quali non potrà mai esistere perdono.Le parole sono pietre e pietre auspichiamo che restino i nostri racconti, li lasciamo a Voi perché li trasmettiate agli altri, in una catena che non trovi interruzione, perché i nostri racconti rappresentano anche le voci di chi non è tornato.”</p>
<p>Giuliana Tedeschi raccontava ancora &#8220;Birkenau mi ha inghiottita il 10 aprile del 1944 e non sto ora a raccontare la fame, il freddo, la sete, il sonno e le malattie, la fatica estenuante, la brutalità, la violenza: sono questi i tragici aspetti di tutti i Lager che molti di voi certo conoscono già. Voglio solo ora concentrare il mio ricordo sul terrore spasmodico che incuteva il crematorio, perché del crematorio, nemmeno Primo Levi ha potuto narrare per esperienza diretta. Ogni giorno ritornando dal lavoro scrutavamo al di là del filo spinato l&#8217;indice del nostro ipotetico futuro &#8216;come è alta la fiamma oggi!&#8217;, pensavamo con terrore, e superato il cancello ci ammorbava il lezzo di carne umana bruciata. Con il buio della notte andare alle latrine significava vedere riflesso sui vetri delle baracche il bagliore del fuoco. Lo sferragliare dei treni sulle rotaie che solcavano l&#8217;infinita distesa del campo, l&#8217;abbaiare furioso dei cani ed il ringhiare di bestiali voci umani, annunciavano l&#8217;arrivo inarrestabile dei convogli dei deportati, ma noi, sconvolte nel sonno, sapevamo che lo scalpiccio dei piedi era diretto verso quel locale, mascherato da doccia, destinato alla gasazione e a quello della successiva cremazione, a pochi metri dalla nostra baracca”<br />
Nemmeno dopo essere tornata il crematorio ha cessato di tormentarmi, mi sono destata per mesi con un sussulto alle tre di notte, con al sopravvenire di un sogno ricorrente, anche se irreale: vedevo mia suocera, deportata con me nel Lager e soppressa nella camera a gas appena giunta a destinazione, scendere da una scala e dirigersi verso un misterioso edificio, gridavo: &#8216;non entrate non entrare&#8217;. Quello, nel sogno, era il crematorio, ma la voce, per il trauma, non mi usciva dalla gola.”</p>
<p>Oggi ricordiamo sei milioni di ebrei, di essi un milione erano bambini; sei milioni di ebrei in tutta Europa, messi alla gogna, cercati, stanati, deportati, sterminati, senza distinzione di sesso o di età; 8.000 erano italiani, e in Italia, a quell’epoca, c’erano in tutto 35-40.000 ebrei ma ricordiamo anche i non ebrei (omosessuali, zingari, testimoni, prigionieri politici, veri e presunti), eliminati nei campi di sterminio secondo un disegno scientifico, studiato e programmato, che intendeva cancellare dalla faccia della terra la diversità, soprattutto quella ebraica. A permettere tanta strage fu un odio coltivato e diffuso con zelo mostruoso dalla cultura del pregiudizio, dal sospetto nei riguardi del diverso a cui si è voluta attribuire la causa di tutti i mali. A cacciare gli ebrei dalle scuole, a far perdere loro il lavoro e ogni altro diritto civile era stato il regime fascista, con la vergogna, nel 1938, delle leggi razziali, che erano, per essere esatti, leggi razziste. A quel tempo, non c’erano ancora i tedeschi in Italia. Gli anni di razzismo antisemita che seguirono furono, purtroppo, di pura marca italiana. Poi, nel 1943, a denunciare la presenza degli ebrei in città, a venderne la vita, ad accompagnare i tedeschi di casa in casa, a stanarli, furono normali cittadini, italiani come noi. Ma, fortunatamente, anche a salvare coloro che si salvarono furono normali cittadini, italiani come noi, e di loro serbiamo ancora un sacro ricordo nelle nostre famiglie. Ci nascosero nelle loro case sotto gli occhi di tedeschi e fascisti, ci aiutarono a fuggire dalla città, ci fornirono nascondigli in case di campagna. Ci aiutarono a raggiungere un paese più sicuro: al di là del confine.</p>
<p>La mia famiglia paterna si rifugiò in Svizzera; a permettere loro di salvarsi fu Renzo Bo, un contadino della minuscola frazione di Stevani, nel Monferrato: semplicemente un uomo in cui non era morto il senso di umanità; un uomo con un cuore e una coscienza. Che il suo ricordo sia benedetto, assieme al ricordo di tutti coloro che mostrarono di avere un cuore e una coscienza.</p>
<p>Oggi, 67 anni dopo la fine della guerra, ci sembra inevitabile che, anno dopo anno, si senta la Shoah come un brandello di storia, sempre più lontano nel tempo, e uguale a tanti altri. Forse solo un po’ più incomprensibile e un po’ più bagnato di sangue. Eppure, ancora oggi noi non riusciamo a capire come sia possibile che uomini, donne e bambini siano stati massacrati solo perché ebrei. Nessuna morte violenta è giustificata. Ma i morti della Shoah rimangono una domanda senza risposta.</p>
<p>Il Giorno della Memoria ha un profondo significato emotivo:oggi non stiamo presenziando un rito freddo di commemorazione  che permette alla nostra coscienza moderna, in mille cose affaccendata, di liberarsi dal senso di responsabilità nei riguardi del passato, ad un dovere da assolvere.<br />
Sempre più la tragedia della Shoah rischia l’appiattimento fra le mille tragedie quotidiane del nostro tempo, come se gli ebrei fossero stati un popolo in armi, una nazione presa per sventura fra due fazioni in conflitto, e non invece uomini, donne e bambini qualsiasi, strappati senza motivo alle loro case, per essere trasportati a migliaia di chilometri di distanza ed eliminati in un campo di sterminio.</p>
<p>Non ci piace il mito della Shoah, non ci piace pensare che l’ebreo fosse destinato al martirio per chissà quale strano e trascendente motivo, tanto meno teologico ma un brandello di Shoah è certamente dentro ciascuno di noi.<br />
Noi ebrei siamo solo gli eredi di una storia che sentiamo nostra nella gioia e nella sofferenza, con tutte le sue acquisizioni e con tutte le sue persecuzioni; siamo consapevoli di incarnare, purtroppo, oltre ai valori della nostra cultura, un consistente capitolo di storia del pregiudizio. Non dimenticheremo mai l’ideologia folle che ha portato la nostra gente allo sterminio.</p>
<p>Tenere viva la memoria della Shoah è un obbligo che abbiamo assunto senza alcuna riserva. Questa memoria noi chiediamo, oggi, alla società di tenerla viva con noi. E, nel ricordo della disumanità che ha portato alla Shoah, chiediamo che si difendano, per l’oggi e per il domani, i valori irrinunciabili.</p>
<p>Voglio concludere con le parole di uno scrittore ebreo, André Schwarz Bart, che, nella scansione ritmica che ricorda i versi biblici dello &#8220;Shemà Israel&#8221;, della preghiera fondamentale del popolo ebraico, ha voluto ripetere i nomi di quei tremendi luoghi di tortura<br />
E lodato Auschwitz sia. Maidanek L&#8217;Eterno Treblinka.<br />
E lodato Buchenwald sia. Mauthausen. L&#8217;Eterno Belzec.<br />
E lodato Sobibor sia. Chelmno. L&#8217;Eterno Ponary.<br />
E lodato Theresinstadt sia. Varsavia. L&#8217;Eterno Vilno.<br />
E lodato Skarzysko sia. Bergen Belsen. L&#8217;Eterno Janow.<br />
E lodato Dora sia. Neuengamme. l&#8217;Eterno Putskow.<br />
E André Schwarz Bart così conclude &#8220;questa storia non finirà su una tomba che un giorno andremo, memori, a visitare. Perché il fumo che è salito dai forni crematori ha obbedito, come ogni altro fumo, alle leggi fisiche: le particelle si sono accumulate e  disperse al vento che le ha sospinte. L&#8217;unico pellegrinaggio possibile sarebbe contemplare, di tanto in tanto, con malinconia, un cielo di temporale. Talora, è vero, il cuore vorrebbe scoppiare di dolore. Ma spesso anche, e specie di sera, non posso fare a meno di pensare che Erni Levy, morto sei milioni di volte, sia ancora vivo, in qualche posto&#8230; Ieri, mentre fremevo disperato in mezzo alla strada, inchiodato al suolo, una goccia di pietà cadde dall&#8217;alto sul mio viso; non un alito di vento nell&#8217;aria, non una nube in cielo&#8230;.C&#8217;era soltanto una presenza.&#8221;</p>
<p>Grazie per essere qui oggi a ricordare ma soprattutto grazie per ciò che farete affinché il sacrificio delle vittime della Shoah non sia stato vano.</p>
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		<title>GENNAIO 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:20:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dal notiziario]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>Alcune  manifestazioni ed eventi di<a href="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/notiziario-gennaio-20121.pdf"> gennaio </a></strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alcune  manifestazioni ed eventi di<a href="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/notiziario-gennaio-20121.pdf"> gennaio </a></strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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		<title>Per ignota destinazione&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:14:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ciclo di incontri sulla storia delle deportazioni nei Lager nazisti tenuti da Claudio Vercelli presso i locali della Biblioteca civica D’Annunzio, in via Saccarelli 18.<br />
<em>Deportazioni, esodi, trasferimenti forzati di popolazioni nell’Europa e nel Mediterraneo della prima metà</em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciclo di incontri sulla storia delle deportazioni nei Lager nazisti tenuti da Claudio Vercelli presso i locali della Biblioteca civica D’Annunzio, in via Saccarelli 18.<br />
<em>Deportazioni, esodi, trasferimenti forzati di popolazioni nell’Europa e nel Mediterraneo della prima metà del Novecento</em>: lunedì 9 gennaio, ore 17,00-19,00.<br />
<em>Cos’era il «nuovo ordine europeo» nazista e quali erano le concrete intenzioni legate alla germanizzazione e alla arianizzazione del Continente</em>: lunedì 16 gennaio, ore 17,00-19,00.<br />
<em>Le persecuzioni, le deportazioni e lo sterminio nel Terzo Reich. Dalle detenzioni amministrative all’assassinio di massa tra il 1933 e il 1945</em>: lunedì 23 gennaio, ore 17,00-19,00.<br />
<em>Le peculiarità delle singole deportazioni, da quelle politiche a quella razziale, e la vicenda dei testimoni di Geova imprigionati nei Lager tedeschi</em>: lunedì 30 gennaio, ore 17,00-19,00.<br />
<em>Revisionismo, riduzionismo, negazioni e politiche della memoria. Come si può costruire un ricordo condiviso di quel passato</em>: lunedì 6 febbraio, ore 17,00-19,00.</p>
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		<title>Lezioni sul sionismo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal notiziario]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prosegue il corso organizzato dall&#8217;Unitre di Torino in un ciclo di 10 lezioni, <strong>&#8220;Da Gerusalemme a Gerusalemme&#8221;,</strong> sulla storia del Sionismo.</p>
<p>Lunedì 16 gennaio, alle ore 10, Marco Brunazzi terrà la quarta lezione <strong>&#8221; <em>Le tre Alioth: gli arabi</em></strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il corso organizzato dall&#8217;Unitre di Torino in un ciclo di 10 lezioni, <strong>&#8220;Da Gerusalemme a Gerusalemme&#8221;,</strong> sulla storia del Sionismo.</p>
<p>Lunedì 16 gennaio, alle ore 10, Marco Brunazzi terrà la quarta lezione <strong>&#8221; <em>Le tre Alioth: gli arabi e gli ebrei in Palestina&#8221;.</em></strong></p>
<p>Lunedì 30 gennaio,  alle ore 10, ClaudioVercelli parlerà su: <strong>&#8220;<em>Il sionismo di destra e di sinistra</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>Educatorio della Provvidenza, corso Trento 13. L&#8217;ingresso è libero.</p>
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		<title>SOLIDARIETA’ AI ROM</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emme</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 23 dicembre scorso il Rabbino Capo , il Presidente e i rappresentanti della Comunita&#8217; hanno visitato il campo nomadi nella zona della Continassa che due settimane prima era stato oggetto di un grave atto criminale.<br />
I rappresentanti&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 dicembre scorso il Rabbino Capo , il Presidente e i rappresentanti della Comunita&#8217; hanno visitato il campo nomadi nella zona della Continassa che due settimane prima era stato oggetto di un grave atto criminale.<br />
I rappresentanti della Comunita&#8217; hanno portato la loro solidarietà alle famiglie che ancora vivono tra le macerie del campo incendiato.<br />
La Comunità, attraverso il gruppo “Chesed e Solidarietà”, ha consegnato un contributo in sostegno alle famiglie senza tetto e ha avviato una raccolta di vestiti, coperte e denaro da destinare all’Associazione &#8220;Idea Rom&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>27 GENNAIO 2012 GIORNO DELLA MEMORIA</title>
		<link>http://moked.it/torinoebraica/2012/01/09/27-gennaio-2012-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 22:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emme</dc:creator>
				<category><![CDATA[home page]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le manifestazioni a Torino a cura o con la partecipazione della Comunità Ebraica</p>
<p><strong>Evento centrale del Giorno della Memoria 2012 a Torino:</strong></p>
<p>giovedì 26 gennaio &#8211; ore 18,00<br />
Museo Diffuso di corso Valdocco, 4,   inaugurazione della mostra:<br />&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le manifestazioni a Torino a cura o con la partecipazione della Comunità Ebraica</p>
<p><strong>Evento centrale del Giorno della Memoria 2012 a Torino:</strong></p>
<p>giovedì 26 gennaio &#8211; ore 18,00<br />
Museo Diffuso di corso Valdocco, 4,   inaugurazione della mostra:<br />
“QUI NON CI SONO BAMBINI. INFANZIA E DEPORTAZIONE.”I DISEGNI DI THOMAS GEVE<br />
<em>Progetto coordinato dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, organizzato con la Comunità Ebraica di Torino, il Goethe Institut, la Città di Torino, il Consiglio Regionale, la Provincia di Torino. L’esposizione resterà aperta sino al 13 maggio 2012..<br />
Thomas Geve fu deportato ad Auschwitz all&#8217;età di 13 anni,fu quindi a Gross Rosen e a Buchenwald.<br />
Alla liberazione dal campo rappresentò la realtà del Lager in numerosi disegni di grande forza comunicativa.<br />
T.Geve sarà presente a Torino dal 24 gennaio al 1° febbraio 2012.</em></p>
<p>venerdì 27 gennaio 2012<br />
Cimitero Monumentale &#8211; ore 9.30<br />
COMMEMORAZIONE ED OMAGGIO ALLE LAPIDI IN RICORDO DEI CADUTI.</p>
<p>Palazzo Civico – Sala del Consiglio Comunale, ore 11,00<br />
CELEBRAZIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA ALLA PRESENZA DELLE AUTORITÀ.                                                            <em>Testimonianza di Thomas Geve.Intervento di Claudia De Benedetti, vice Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane.</em></p>
<p>A margine di questi eventi, la Comunità Ebraica organizza:</p>
<p>martedì 24 gennaio 2012<br />
Centro Sociale della Comunità Ebraica di Torino– ore 21,00<br />
INCONTRO DI TESTIMONIANZA/DIALOGO CON THOMAS GEVE<br />
<em>aperto alla cittadinanza.</em></p>
<p>Domenica 29 gennaio 2012<br />
Centro Sociale della Comunità Ebraica di Torino – ore 16,00 – 19,00<br />
“INSEGNARE L’ESTREMO. INCONTRO SULLA DIDATTICA DELLA SHOAH”.<br />
<em>in collaborazione con le Scuole Ebraiche, con la partecipazione di Thomas Geve, Sonia Brunetti Luzzati, Catia Gori, Luciana Martignon, Giuseppe Laghi, Claudia Bourdin.</em></p>
<p>Altre manifestazioni:</p>
<p>mercoledì 18 gennaio 2012<br />
Centro Sociale della Comunità Ebraica di Torino – ore 21,00<br />
“IL GIARDINO DEI GIUSTI AL PARCO COLONNETTI”.<br />
<em>36 alberi in memoria dei Giusti del Piemonte verranno piantati al Parco Colonnetti,lungo il viale Emanuele Artom, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa “Bosco 150”, promossa dalla Città di Torino.<br />
Nel corso della serata verrà illustrato il progetto e si promuoverà la raccolta fondi a sostegno del giardino in memoria dei Giusti del Piemonte, che rischiarono la propria vita prestando aiuto agli ebrei durante il periodo delle persecuzioni razziali.<br />
Verranno inoltre consegnati certificati di benemerenza ad alcune famiglie che protessero e ospitarono ebrei perseguitati..<br />
Promotori: Gruppo di Studi Ebraici, Comunitattiva e KKL in collaborazione con Empirica Progetti e Fondazione ContradaTorino Onlus</em></p>
<p>Domenica 22 gennaio 2012<br />
FIACCOLATA – dalle 15,30 alle17,30<br />
<em>dalla stazione di Porta Nuova al primo braccio tedesco del museo nel carcere Le Nuove.<br />
Visita delle celle dei condannati a morte, per iniziativa dell’Associazione onlus “Nessun uomo è un’isola”. L’appuntamento è alla stazione di Porta Nuova alle 15.30 presso la lapide dell’A.N.E.D. di fronte all’attuale binario 17.<br />
</em><br />
Lunedì 23 gennaio 2012<br />
Circolo dei Lettori, via Bogino, 9 &#8211; ore 17.30<br />
SI PUÒ INCIAMPARE SENZA FARSI MALE?<br />
<em>Tre libri di memoria personale legata agli anni della persecuzione:<br />
Miriam Rebuhn, Ho inciampato e non mi sono fatta male, L&#8217;ancora del Mediterraneo,2011<br />
Simone Teich-Alasia, Un medico della Resistenza. I luoghi, gli incontri, le scelte, Seb 27, 2010<br />
Marco Piazza, Cronaca di una restituzione. Sergio Piazza (1916-1944), Le Chateau, 2011<br />
Partecipano: Piero Bianucci, Alberto Cavaglion, Marco Piazza, Miriam Rebuhn e David Sorani (con la collaborazione del Circolo dei Lettori).</em></p>
<p>Lunedì 23 gennaio 2012<br />
Centro Sociale &#8211; ore 21,00<br />
MAYN LIDELE. I MIEI CANTI YIDDISH E ALTRI CANTI<br />
<em>Piero Nissim in Concerto – Canti yiddish, ebraici e della Memoria.</em></p>
<p>Giovedì 26 gennaio 2012<br />
Centro Sociale – ore 21.00<br />
SHALOM ALEIKHEM!<br />
<em>La tragica vicenda di Giuseppe Jona, Presidente della Comunità di Venezia, che si uccise per non consegnare la lista degli ebrei veneziani.<br />
Rappresentazione teatrale a cura di it.ARTsezioneteatro, su testo di Fabrizio Frassa.<br />
</em><br />
Venerdì 27 gennaio 2012<br />
Piccolo Regio Puccini &#8211; ore 20.00<br />
CHILDREN’S  CRUSADE<br />
<em>Ballata per voci bianche, due pianoforti, organo e percussioni.<br />
Musica di Benjamin Britten &#8211; Testo di Bertolt Brecht.<br />
Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.<br />
Strumentisti delle classi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.<br />
I biglietti saranno acquistabili in biglietteria al prezzo di € 10 per gli adulti ed € 8 per i ragazzi fino a 16 anni.</em></p>
<p>Sabato 28 gennaio 2012<br />
Centro Sociale- ore 21,00<br />
IL BALLO DI IRENE<br />
<em>Testo e regia di Andrea Murchio, con la collaborazione di Bruno Maida.<br />
Spettacolo teatrale sulla vita di Irène Némirovsky, scrittrice ebrea di origine ucraina, vissuta in Francia e morta ad Auschwitz nel 1942.<br />
Promosso da Gruppo di Studi Ebraici e Comunitattiva con il patrocinio del Consolato di Francia, DAMS, Centro Regionale Universitario per il Teatro di Torino e dell&#8217;associazione UILDM.</em></p>
<p>Lunedì 30 gennaio 2012<br />
Centro Sociale – ore 16.00<br />
BLOCK ELF<br />
<em>Mostra di Gaetano L’Abbate.<br />
Questo progetto artistico intende rendere omaggio a tutti coloro che hanno lasciato e che intendono<br />
lasciare un segno del proprio passaggio. Non solo nella sofferenza, ma nel corso della<br />
vita. La mostra resterà aperta sino al 20 febbraio 2012.<br />
</em></p>
<p>Lunedì 30 gennaio 2012<br />
OLTRE IL NOME: UN IMPEGNO PER RAFFORZARE LA MEMORIA.<br />
Centro Sociale – ore 17.00<br />
<em>Adriana Muncinelli presenta il programma di ricerche dell&#8217;Istituto Storico della Resistenza<br />
di Cuneo volto a raccogliere il massimo di informazioni su ognuno dei 331 ebrei stranieri deportati<br />
dal “primo campo” di Borgo San Dalmazzo il 21 novembre 1943, ed a ricostruire attorno<br />
a ciascuno di essi una storia di vita che restituisca concretezza ai semplici dati anagrafici.</em></p>
<p>Martedì 31 gennaio 2012<br />
Centro Sociale – ore 21.00<br />
PRESENTAZIONE DELLA STORIA DELLA DEPORTAZIONE ITALIANA &#8211; VOLUME IV<br />
<em>A cura e con la partecipazione di Brunello Mantelli, Giovanna D’Amico e Giovanni Villari.<br />
Presenta e modera Dario Disegni.</em></p>
<p>Mercoledì 1° febbraio 2012<br />
Centro Sociale – ore 21,00<br />
SERATA IN ONORE DI IRENA SENDLER<br />
presentazione del libro: “Nome in codice: «Jolanta»” Edizioni San Paolo<br />
La storia della Giusta polacca Irene Sendler, che con coraggio e senso di giustizia rischiò la vita per salvare 2500 bambini ebrei perseguitati durante la Shoah.<br />
Promosso da Gruppo di Studi Ebraici, Comunitattiva e Comunità Polacca di Torino. In collaborazione con Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano, Console Onorario della Repubblica di Polonia in Torino e Biblioteche Civiche Torinesi.</p>
<p>Mercoledì 15 febbraio 2012<br />
Centro Sociale – ore 21,00<br />
PRESENTAZIONE DEI LIBRI DI DIETER SCHLESAK<br />
Il farmacista di Auschwitz, Garzanti 2009,<br />
L&#8217;uomo senza radici, Garzanti 2011<br />
e, di Dieter Schlesak – Vivetta Valacca, La luce dell’anima, ETS 2011.<br />
Conversano con l&#8217;autore Vivetta Valacca ed Emilio Jona.</p>
<p>Giovedì 16 febbraio 2012<br />
Centro Sociale – ore 19,00<br />
LA VICENDA DI JOZEF G.<br />
Presentazione per la stampa della Mostra “Block Elf” di Gaetano L’Abbate.<br />
Introducono Elisabetta Tolosano e David Sorani. Sarà presente l’autore.</p>
<p><strong>Manifestazioni della Città di Saluzzo</strong><br />
Venerdì 27 gennaio 2012<br />
MOMENTI COMUNI DI RIFLESSIONE<br />
ore 10.00 &#8211; in città sul percorso “Tracce del ricordo”<br />
ore 10.30 &#8211; in Sinagoga<br />
ore 11.30 &#8211; nel Cimitero, via Lagnasco<br />
Intervengono: Beppe Segre, Presidente della Comunità di Torino; Paolo Allemano, Sindaco; mons. Giuseppe<br />
Guerrini, Vescovo<br />
Altri appuntamenti :<br />
17 gennaio, ore 21.00, Salone dell&#8217; Antico Palazzo Comunale – Salita al Castello<br />
“Non uccidere” incontro nell’ambito della Giornata dell’amicizia ebraico-cristiana<br />
19 gennaio, ore 21.00, Sala Verdi della Fondazione Scuola di APM – Via dell’Annunziata n.1 b<br />
“Terezin. La fortezza della resistenza non armata” (Edizioni Le Chateau, 2012) –<br />
Narrazione, immagini e musica a cura di Maria Teresa Milano.<br />
Presenta: Livio Berardo, presidente dell&#8217;Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.</p>
<p><strong>Manifestazioni della Città di Alessandria</strong><br />
Giovedì 26 gennaio nella mattina, presso l&#8217;Aula Magna della Scuola Agenti di Polizia &#8220;Antonio Cardile&#8221; di Alessandria avrà luogo una cerimonia per ricordare il vice-questore di Fiume Giovanni Palatucci. Alla presenza delle Autorità alessandrine e del Prefetto Dott. Luigi Manganelli Capo della Polizia di Stato saranno visti e commentati i DVD elaborati dai ragazzi delle Scuole Superiori della città in seguito al progetto realizzato dall&#8217;Assessorato alla Scuola,<br />
Famiglia e Politiche sociali del Comune di Alessandria in collaborazione con la Scuola di Polizia e con la prof.ssa Paola Vitale della Comunità Ebraica.</p>
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		<title>Il Ministro Riccardi in visita alla Comunità</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 18:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emme</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/119-DSC_2485_640x428.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1491" title="119 DSC_2485_640x428" src="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/119-DSC_2485_640x428-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il prof. Andrea Riccardi, Ministro per la cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione, ha visitato il16 dicembre scorso la Comunità Ebraica e l&#8217;Archivio delle tradizioni e del costume ebraico &#8220;Benvenuto e Alessandro Terracini&#8221;.</strong><br />
Pubblichiamo i discorsi tenuti dal Presidente della Comunità&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/119-DSC_2485_640x428.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1491" title="119 DSC_2485_640x428" src="http://moked.it/torinoebraica/files/2012/01/119-DSC_2485_640x428-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il prof. Andrea Riccardi, Ministro per la cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione, ha visitato il16 dicembre scorso la Comunità Ebraica e l&#8217;Archivio delle tradizioni e del costume ebraico &#8220;Benvenuto e Alessandro Terracini&#8221;.</strong><br />
Pubblichiamo i discorsi tenuti dal Presidente della Comunità di Torino Giuseppe Segre e da rav Alberto M. Somekh in occasione della visita .</p>
<p>Egregio signor Ministro,<br />
siamo onorati della Sua presenza qui tra noi.</p>
<p>A nome di tutta la Comunità, La ringrazio per aver voluto incontrare la Comunità Ebraica di Torino, che rappresenta una delle voci presenti nel quartiere vivace, composito, articolato di San Salvario.</p>
<p>E’ qui anche Claudia De Benedetti, vicePresidente dell’UCEI, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, a esprimere il ringraziamento e la stima da parte di tutti gli ebrei italiani.</p>
<p>Ci permettiamo di darLe il nostro più caloroso benvenuto con il saluto tradizionale ebraico di “shalom”, pace. Una parola di augurio e di ottimismo, con cui intendiamo esprimere apprezzamento e ammirazione non solo per l’alta carica istituzionale che Lei ricopre ma anche per il Suo impegno personale per ricercare la pace in conflitti internazionali, per favorire il dialogo interreligioso, per il suo lavoro quotidiano di solidarietà verso i deboli, i poveri ed i diversi. Solo un paio di settimane fa ci siamo commossi al sentire le Sue parole di richiesta di condizioni di vita dignitosa per gli zingari, popolo cui ci sentiamo vicini con simpatia per la storia di sofferenze e di stragi che ci accomuna, ed a cui intendiamo esprimere tutta la nostra solidarietà dopo l’attacco squadristico al campo di nomadi, avvenuto proprio qui a Torino, e che ha tutte le caratteristiche di un pogrom contro un gruppo minoritario.</p>
<p>La nostra Comunità è una piccola comunità, oggi felicemente integrata nella società italiana, che collabora con la Città di Torino, Enti culturali ed Associazioni in vari progetti culturali, che offre servizi aperti alla cittadinanza tutta come la Biblioteca, la Casa di Riposo e la Scuola.<br />
Una scuola che è una scuola ebraica, ovvero che ha nello studio della Bibbia e della tradizione ebraica una caratterizzazione fondamentale, ma che è aperta a tutti.<br />
In questa scuola i bambini, ebrei o non ebrei, provenienti da famiglie religiose o non religiose, sono educati alla conoscenza reciproca ed al confronto sereno.<br />
Nello stesso tempo studiano i testi che sono sacri nella tradizione ebraica e che sono patrimonio culturale comune all’intera umanità,  che affermano con la più grande forza i doveri di solidarietà degli uomini verso gli altri uomini, e di pari dignità di tutti gli esseri umani: “Vi sia un&#8217;unica legge e un solo diritto per il nativo del paese e per lo straniero che soggiorna in mezzo a<br />
voi” (Esodo 12:49); “Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d&#8217;Egitto” (Levitico 19:33)<br />
“Non maltratterai lo straniero e non l&#8217;opprimerai, perché anche voi foste stranieri nel paese d&#8217;Egitto. Non opprimere lo straniero; voi conoscete lo stato d&#8217;animo dello straniero, poiché siete stati stranieri nel paese d&#8217;Egitto” (Esodo 22:21).</p>
<p>Sì, anche noi fummo stranieri, anche noi abbiamo conosciuto lo stato d’animo dello straniero.</p>
<p>La nostra storia è una successione di esili e di ghetti. I nostri cognomi rimandano a località della Spagna e a città della Germania, e ricordano fughe dalle persecuzioni e dall’Inquisizione.<br />
E anche qui, nei territori dei Savoia, l’esistenza dei nostri predecessori era segnata dall’alternanza di momenti di accoglienza e altri di vessazione, a seconda della congiuntura economica e della situazione politica.<br />
Nelle celebrazioni dei 150 anni che si sono appena concluse, abbiamo riflettuto sulla conquista dei diritti civili e politici ad opera di Re Carlo Alberto, sull’orgoglio di scoprirci italiani come gli altri italiani, e sulla successiva vergogna delle leggi razziali.</p>
<p>Abbiamo meditato sulla fragilità della libertà e della democrazia, ed abbiamo imparato che i diritti umani non sono garantiti per sempre, ma si possono mantenere solo con l’impegno quotidiano e personale, con il riferimento senza esitazioni ai principi di uguaglianza di tutti i cittadini, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” come sancisce nel modo più solenne la nostra Costituzione, e nel rispetto dell’identità culturale delle minoranze.</p>
<p>Scrive, a questo proposito Elie Wiesel (Parole di Straniero, Spirali, Milano, 1986, p.140): &#8220;Lo straniero in quanto essere sovrano si ritrova sopra tutto nella tradizione ebraica. Certo per noi rappresenta l&#8217;ignoto, ma l&#8217;attrazione che esercita su di noi ha qualcosa della curiosità, del fascino e non dell&#8217;odio. Anziché assorbirlo, lo incoraggiamo a voler essere indipendente e fedele a se stesso. La sua identità è per noi preziosa e a noi spetta anzi arricchirla&#8221;.</p>
<p>L’identità dello straniero è preziosa e a noi spetta anzi arricchirla: questo è l’impegno anche della nostra Comunità.</p>
<p>La ringraziamo signor Ministro per tutta la Sua attività e il Suo impegno.<br />
Giuseppe Segre<br />
(Presidente della Comunità Ebraica di Torino)</p>
<p>Stimatissimo Signor Ministro,<br />
mi pregio darLe il più cordiale benvenuto quale graditissimo ospite presso la nostra Comunità.<br />
Ricordo personalmente di avere già avuto l’onore di incontrarLa e di ascoltarLa in passato a Milano e a Roma allorché rappresentava la Comunità di S. Egidio. Questa tanto ruolo ha e ha avuto nell’assistere i deboli e nell’incentivare il dialogo fra culture e religioni diverse nel nostro Paese, particolarmente in preparazione della visita compiuta dal Sommo Pontefice Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, di cui ricorrerà a breve il secondo anniversario.<br />
In queste occasioni ho sempre molto apprezzato il Suo equilibrio, che sono certo illuminerà il Suo nuovo cammino in qualità di Ministro della Repubblica. Un ruolo oneroso, ma prestigioso e meritato per il quale Le formulo i migliori auguri di buon lavoro. La nostra Comunità vanta una presenza plurisecolare in questa città. A seguito dell’espulsione dalla Francia nel 1394, Ebrei d’Oltralpe si stabilirono prima a Savigliano, e da lì giunsero qui a Torino. Il 17 giugno 1424 Elia Alemanno e Amedeo Foà ottennero il diritto di risiedere in città senza che fosse perpetrata loro violenza od offesa alcuna. L’eredità spirituale di quegli anni lontani rivive negli scritti del Rabbino Josef Colon Trabotto, tuttora studiati nelle accademie talmudiche di ogni parte del mondo, mentre l’antico rito liturgico degli Ebrei francesi è affidato ad alcune decine di manoscritti sui quali si pregava fino a pochi decenni fa nelle Sinagoghe di Asti, Fossano e Moncalvo, in parte conservati presso l’Archivio delle tradizioni ebraiche intitolato alla memoria di Benvenuto e Alessandro Terracini.<br />
Chi più di noi Ebrei ha patito nel corso dei secoli l’esperienza umiliante di dover abbandonare una terra per un’altra, spesso da un giorno al successivo senza potersi portare dietro i propri averi. Eppure, una volta giunti nella nuova residenza, ci siamo sempre rifatti una vita cercando di avvalerci delle nostre forze e gravando su chi ci ospitava solo per il minimo indispensabile. Queste ns. Comunità hanno innegabilmente svolto un ruolo di primo piano nel promuovere il sapere e il bene sociale al massimo livello. Ci onoriamo di aver dato i natali a Primo Levi e al premio Nobel Rita Levi Montalcini, cui rivolgiamo con affetto l’augurio tradizionale di raggiungere i 120 anni! Cittadini fedeli della Repubblica Italiana, i circa 850 Ebrei torinesi guardano parimenti con attenzione, talvolta mista ad apprensione, alle vicende dello Stato d’Israele rinato nella terra dei Padri, che costituisce motivo di attrazione, con la sua fresca vitalità, soprattutto per i nostri giovani.<br />
Il tema dell’integrazione culturale è dunque sempre stato al centro dell’agenda quotidiana per noi Ebrei, fin dal tempo del ns. Patriarca Abramo che si definiva “straniero e residente” (Gen. 23,4) ad un tempo, indissolubilmente legato ad una identità multiforme che lo faceva cittadino fedele della terra in cui viveva e contemporaneamente portatore orgoglioso di una cultura propria. Parlando di multiculturalismo come del fenomeno socio-culturale più rilevante del presente è d’obbligo riferirsi agli studi del filosofo cattolico canadese Charles Taylor che forse per primo ha teorizzato tale fenomeno.<br />
Dopo la Rivoluzione francese iniziò a diffondersi un’ampia consapevolezza intorno alla nozione di dignità, in contrapposizione a quella più antica e aristocratica di onore. Dignità implica invece da subito l’idea democratica di uguaglianza: il pari riconoscimento dei diritti di ogni uomo in quanto tale da parte di ogni altro. In concomitanza con il passaggio dall’onore alla dignità è sorta quella che si può chiamare “politica dell’universalismo”. Il cambiamento in atto oggi può essere altresì definito l’“ideale dell’autenticità”. Non solo io non devo plasmare la mia vita secondo le esigenze di un conformismo esteriore, ma devo essere fedele a me stesso e alla mia originalità. Questo ha a sua volta dato origine a una “politica della differenza”.<br />
Essa ci chiede piuttosto di riconoscere l’identità irripetibile di questo individuo o di questo gruppo, distinta da quella di chiunque altro. Proprio questa differenza si è troppo spesso voluto ignorare, trascurare, assimilare a un’identità dominante o maggioritaria.<br />
Il Profeta Geremia invitava gli Ebrei esuli in Babilonia a pregare per la pace della città in cui vivevano e del suo Governo, “perché dalla sua pace dipenderà la vostra” (29,7).<br />
D’altronde la forza di un Governo nella società si vede da come tutela i diritti dei più deboli e in particolare delle minoranze. L’Italia è senza dubbio un esempio avanzato in questo senso.<br />
Ma la guardia deve essere sempre mantenuta alta, perché i rischi di una deriva sono sempre endemici e nessuno se li può permettere.<br />
Grazie, Signor Ministro, per quanto ha fatto e per quanto farà.<br />
Shalom<br />
Rav Alberto Moshe Somekh</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 13:15:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immagini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/torinoebraica/files/2011/03/thumb1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-971" title="thumb1" src="http://moked.it/torinoebraica/files/2011/03/thumb1-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a></p>
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		<title>Festività e ricorrenze dell’anno 5772</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:55:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Festività e ricorrenze 5772]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.scuola-ebraica-torino.it/Page/t03/view_html?idp=34"><span style="color: #0000ff;"> </span></a></p>
<p><strong>CHANNUKKA’ </strong> dalla sera di martedì 20 dicembre  a mercoledì 28 dicembre 2011</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIGIUNO DEL 10 DI TEVET </strong>giovedì 5 gennaio 2012 – inizio alle ore 6,56, termine alle ore 17,46</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>TUBISHVAT –</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuola-ebraica-torino.it/Page/t03/view_html?idp=34"><span style="color: #0000ff;"> </span></a></p>
<p><strong>CHANNUKKA’ </strong> dalla sera di martedì 20 dicembre  a mercoledì 28 dicembre 2011</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIGIUNO DEL 10 DI TEVET </strong>giovedì 5 gennaio 2012 – inizio alle ore 6,56, termine alle ore 17,46</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>TUBISHVAT – ROSH HASHANA’ LAILANOT </strong>mercoledì<strong> </strong> 8 febbraio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIGIUNO DI ESTER </strong>mercoledì 7 marzo 2012 – inizio alle ore 5,46 termine alle ore 19,09</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PURIM </strong>dalla sera<strong> </strong> di mercoledì 7 marzo a giovedì 8 marzo 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIGIUNO DEI PRIMOGENITI </strong> venerdì 6  aprile 2012– inizio alle ore 5,50, termine alle ore 20,46</p>
<p><strong>PESACH </strong> dalla sera di venerdì 6 aprile a sabato 14 aprile 2012</p>
<p><strong>YOM HA SHOA’ </strong>giovedì 19 aprile 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>YOM HA HATZMAUTH </strong>giovedì 26 aprile 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LAG BAOMER </strong>giovedì 10 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SHAVUOT </strong>dalla sera di sabato 26 maggio  a domenica 27 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIGIUNO DEL 17 DI TAMMUZ </strong>domenica 8 luglio 2012 – inizio alle ore 4,39, termine alle ore 21,58</p>
<p><strong>TISHA’ BE AV </strong>inizio digiuno sabato 28 luglio alle ore 21,02, termine domenica 29 luglio 2012 alle ore 21,40</p>
<p><a href="http://www.scuola-ebraica-torino.it/Page/t03/view_html?idp=34"><span style="text-decoration: underline;">per saperne di più..<br />
</span></a></p>
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		</item>
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		<title>Banner scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielreichel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banner 6]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/torinoebraica/la-comunita/la-scuola/"><img src="http://moked.it/torinoebraica/files/2011/03/Scuola.jpg" alt="" title="Scuola" width="320" height="64" class="alignnone size-full wp-image-1000" /></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/torinoebraica/la-comunita/la-scuola/"><img src="http://moked.it/torinoebraica/files/2011/03/Scuola.jpg" alt="" title="Scuola" width="320" height="64" class="alignnone size-full wp-image-1000" /></a></p>
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