Al via il festival di musica e cultura Erev/Laila – Nuove tracce verso Gerusalemme

Debutta giovedì 1/7, al Museo della Comunità ebraica di Trieste Carlo e Vera Wagner, con un imperdibile concerto di elettrotango la nuova edizione “Erev/Laila – Nuove tracce verso Gerusalemme”, quarta edizione del festival di musica e teatro ebraico che sino al 21 novembre proporrà un fitto calendario d’appuntamenti con ingresso gratuito a Trieste, Gradisca d’Isonzo e a Topolò.
In programma musica, teatro, cultura popolare e iniziative in particolare al mondo delle scuole. Star assoluta dell’edizione 2010, sarà “il re del klezmer” Giora Feidman che si esibisce domenica 4/7 in piazza Giotti nello spazio a fianco della Sinagoga.

La manifestazione, che lo scorso anno ha visto oltre 10 mila spettatori, è diretta da Davide Casali ed è organizzata dalla Comunità ebraica di Trieste, dal Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” e dall’associazione Musica libera con la collaborazione del Comune di Gradisca d’Isonzo, della Comunità ebraica di Praga e del Terezín Memorial con il sostegno della Regione e della Provincia di Trieste.

“Grande spazio – spiega Davide Casali – verrà dato alla musica klezmer e a molte forme di teatro popolare ebraico, molto godibili, di cui poco ancora si conosce nel nostro Paese. La stagione vuole inoltre aprire una porta alla sperimentazione teatrale e musicale fornendo delle chiavi di lettura per la comprensione delle nuove arti contemporanee e, come già nelle passate edizioni, si riserverà una speciale attenzione alla fratellanza fra i vari popoli vicini alla tradizione ebraica che hanno saputo cogliere questa componente ebraica come percorso di appartenenza culturale, sociale e artistico”.

“Si tratta di un’occasione importante per conoscere la cultura del popolo ebraico in alcuni aspetti artistici inediti – spiega l’assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Trieste Mauro Tabor – Il programma del festival Erev/Laila intreccia infatti nel suo programma momenti musicali e teatrali di immediata fruibilità a una proposta di straordinario valore storico e culturale, quali la messa in scena a novembre di Brundibar e Der Kaiser Von Atlantis di Viktor Ullmann. Le due composizioni, che venivano rappresentate nel campo di concentramento di Terezín, saranno eseguite insieme in prima mondiale”.

Il festival si apre giovedì 1/7 alle 21 nel giardino del Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” in via del Monte 3 (in caso di maltempo ci si sposta nei locali all’interno) con Quattroequarantatre, concerto del duo composto da Donatella Soranzio (voce) e Luciano Susto (basso).
In programma un viaggio nel mondo del tango, dall’Argentina alle nostre terre, attraverso tanghi yiddish e francesi, elaborati per trio in forma tango ed elettrotango attraverso l’uso dal vivo di loop creati al momento e campionamenti.
I tanghi yiddish nascono nei ghetti e sono carichi di una forte emotività dovuta al periodo storico nel quale sono stati scritti, da musicisti che vivevano nei ghetti o da chi era riuscito a emigrare in Argentina e, a partire da questo vissuto, coltivava una sensibilità al “pensiero triste in forma di danza e canto”.

Domenica 4/7 alle 21 in piazza Giotti grande concerto di Giora Feidman “The spirito of klezmer” che dà il via da Trieste al suo tour italiano. Ad accompagnare “il re del klezmer” saranno Jens-Uwe Popp alla chitarra e Guido Jäger al contrabbasso. Nato a Buenos Aires nel 1936, Feidman è considerato il massimo rappresentante del klezmer, forma musicale di tradizione ebraica originaria dell’Est Europa in cui si mescolano influenze balcaniche, russe e polacche.
Membro per quasi vent’anni dell’Orchestra sinfonica di Tel Aviv, Feidman si esibisce oggi in tutto il mondo. Nel 1993 è stato chiamato da Steven Spielberg a suonare nella colonna sonora del film Schindler’s List. Nel 2005 è stato invitato personalmente dal papa a suonare come solista alla Giornata mondiale della gioventù a Colonia davanti a 800 mila persone.
Ingresso gratuito.
Il concerto sarà preceduto da una degustazione di vini e cibi ebraici. Dalle 18.30.

Giovedì 8/7 alle 21 nel giardino del Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” va in scena “Yentl – Il ragazzo della yeshivah”, trasposizione teatrale a cura di Alberto Milazzo. Voce recitante Danielle Sassoon, trascrizione per pianoforte ed esecuzione in scena di Eleonora Zulla. La piéce è liberamente tratta da un racconto di Isaac Bashevis Singer con musiche di Michael Legrand e liriche di Alan e Marilyn Bergman, vincitore dell’Oscar per il film Yentl con Barbra Streisand.

Nel racconto Yentl, giovane donna ebrea nata in uno shtetl dell’est Europa ai primi del Novecento, ama i libri più delle occupazioni da donna che le convenzioni del suo tempo le vorrebbero imporre. Alla morte dell’amato padre da cui di nascosto prende lezioni, Yentl decide di travestirsi da uomo pur di proseguire I suoi studi in una yeshivah (scuola religiosa per uomini). Lì, con la nuova identità di Anshel, incontra Avigdor, uno studente più anziano, con cui fa coppia nell’apprendimento della Torah. Finirà per innamorarsene. Quando la commedia degli equivoci giungerà al termine, Yentl dovrà scegliere fra il rispetto della sua libertà e l’amore di un uomo che la vorrebbe ricondurre al ruolo da cui è fuggita.

Domenica 25/7 dalle 18.30 alla Colonia ebraica Opicina cena con musica e poesia in occasione di Tu Be’Av, il 15 del mese ebraico di Av. In questo giorno, ricorda il Talmud, si recavano a cantare e ballare nei vigneti attorno a Gerusalemme vestite di semplici tuniche bianche affinché non vi fosse distinzione fra ricche e povere mentre i giovani celibi ne ammiravano le danze. In Israele oggi è considerata la festa degli innamorati.
Ad accompagnare la cena, il concerto dell’Orchestra a plettri di Berscheva e Anna Garrano, Karina Oganjan e Blaz Celarec.
Poesia ebraica a cura di Xenia Bevitori e Franko Korosec.
Prenotazione obbligatoria allo 040 371466. Ingresso 14 euro.

Lunedì 26 e martedì 27/7 il Festival fa tappa a Gradisca d’Isonzo. Il decimo Festival della Città di Gradisca prevede lunedì 26/7, alle 21, il concerto “La vita è altrove – Canti armeni, ebraici e gitani” con Anna Garano (chitarra), Karina Oganjan (voce) e Blaz Celarec (percussioni e clarinetto).
Il trio propone un percorso musicale e spirituale che dà voce a popoli la cui storia è segnata dall’esilio e dalla nostalgia per un altrove reale o immaginario. Tre affascinanti tradizioni artistiche rivivono così attraverso arrangiamenti originali nei quali confluiscono i diversi background musicali dei componenti del gruppo e le musiche armena, ebraica e gitano andalusa si alternano aprendosi alla dialogo e alla contaminazione reciproca in una sorta di simbolica accoglienza del destino dell’altro.
Martedì 27/7 alle 21 è invece di scena l’Israeli ethnic ensemble con Talya G.A.Solan (voce), Gilad Ephrat (contrabbasso), Gershon Waiserfirer (oud e tuba), Vitaly Podolsky (fisarmonica) e Avi Agababa e Ori Nave (percussioni). Il concerto riflette, anche nella provenienza degli artisti, i diversi e cangianti colori dell’universo musicale israeliano in cui le tradizioni e le melodie dell’Est europa e dei Balcani s’intrecciano a quelle sefardite, gitane e yemenite fondendosi con influenze mediterranee.

Sabato 20 e domenica 21/11 il Festival si conclude con un appuntamento di rilievo eccezionale. Saranno infatti eseguite (luogo da definirsi) in prima mondiale, le due opere nate e rappresentate nel campo di concentramento di Terezín: Brundibar di Hans Krasa e Der Kaiser Von Atlantis di Viktor Ullmann. Dirige Davide Casali, regia Paolo Albertelli, con la partecipazione del coro di voci bianche “I Piccoli cantori della città di Trieste” diretti da Maria Susovski. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la Comunità ebraica di Praga e con il Terezín Memorial.

La prima versione di Brundibar, redatta da Hans Krasa fra il 1938 e il 1939, venne riorchestrata nel ghetto di Terezín quando il compositore venne deportato insieme ad altri musicisti in questa città fortezza che i nazisti utilizzarono a fini propagandistici. Proposta all’esterno come modello d’insediamento ebraico Theresienstadt fu infatti in realtà un campo di concentramento in cui vennero deportati circa 144 mila ebrei di cui oltre un terzo morì di fame, stenti e tifo. In 88 mila vennero da qui deportati ad Auschwitz. Tra gli internati, molti artisti, intellettuali, letterati che malgrado le durissime condizioni del campo riuscirono a dare vita a esperienze culturali e artistiche di grande interesse.

Brundibar narra una favola dall’intensa simbologia che vede come protagonisti i piccoli Aninka e Pepicek, che con l’aiuto degli amici e degli animali riescono a salvare la mamma malata malgrado gli ostacoli posti dal cattivo suonatore Brundibar. Si tratta di un’opera per voci bianche e orchestra in 16 scene, per dieci bambini solisti, coro di bambini e diciotto strumentisti. A Terezín, per una serie di particolari circostanze, non mancavano né i bambini, né i musicisti. E proprio questo lavoro a venire rappresentato davanti alla delegazione internazionale della Croce Rossa il 23 giugno 1944 in una visita che, con una serie di mistificazioni, volle dimostrare al mondo l’esemplarità di Terezín.
In occasione di quella visita i piccoli protagonisti dell’opera ricevettero ad esempio cibo in abbondanza e persino cioccolata. Ma oggi sappiamo che dei trentamila bambini deportati a Terezín i sopravvissuti furono poco più di un centinaio.

Nel ghetto di Terezin Brundibar fu eseguita per la prima volta il 23 settembre 1943 e poi, ancora, più di cinquanta volte ufficialmente. Ma il successo fu tale che in realtà le repliche furono innumerevoli, organizzate clandestinamente dai prigionieri nei luoghi più disparati del campo. Quasi tutti i bambini internati protagonisti furono poi trasferiti ad Auschwitz, come anche il compositore Hans Krasa, ucciso il 18 ottobre del 1944.

Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann è un’opera realizzata su libretto scritto da Peter Kien (nato nel 1919, anch’egli assassinato nel 1944 ad Auschwitz), un giovane poeta e disegnatore internato a Terezín nel 1941. Si tratta di un’amara e radicale allegoria sulla natura del nazifascismo e sul misero valore che esso attribuisce alla vita umana. Ullmann la terminava nel 1943 (l’ultima data sul manoscritto riporta però il 13 gennaio del 1944), orchestrandola secondo le magre disponibilità nel campo di concentramento: sette voci e tredici strumenti, tra cui banjo e sassofono contralto.
Der Kaiser von Atlantis non sarà però mai rappresentata sul palcoscenico della cosiddetta Sokolhaus di Theresienstadt: nel corso delle prove, nell’estate del 1944, interveniva l’irritata censura di una delegazione di SS che trovava il personaggio principale dell’opera, lo sgradevole e maniacale Kaiser Overall (che entra in guerra con il mondo, lasciando, con la sua crescente follia, sgomenta persino la Morte) troppo simile ad Adolf Hitler. L’opera, rappresentata integralmente per la prima volta nel 1989 alla Neukollner Oper di Berlino, si riallaccia con chiarezza ai modelli del teatro espressionista tedesco e l’influenza di Kurt Weill si fa sentire anche nel retaggio mahleriano, che non di rado emerge con prepotente drammaticità. Viktor Ullmann viene deportato da Terezín ad Auschwitz dove muore nella camera a gas il 18 ottobre del 1944.

Nel mese di novembre il Festival Erev/Laila – Nuove tracce verso Gerusalemme propone infine una serie di appuntamenti rivolti alle scuole per favorire la conoscenza della cultura ebraica. Tutti i mercoledì al Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” saranno proposte ai ragazzi delle medie le Fiabe ebraiche in un ciclo di appuntamenti a cura di Franko Korosek e Daniela Gattorno.
Per partecipare è necessaria la prenotazione allo 040 633819 o museumcarloeverawagner@triestebraica.it
Gli spettacoli sono a ingresso gratuito.

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