Novi Sad, Sarajevo – Come distruggono i popoli e le loro memorie

Mercoledì 21 novembre alle 18.30, al Museo della Comunità ebraica “Carlo e Vera Wagner” (sala esposizioni di via del Monte 7), si tiene l’incontro Novi Sad, Sarajevo – Come distruggono i popoli e le loro memorie.
Intervengono Alessandro Salonichio, presidente della Comunità ebraica di Trieste; Dževad Karahasan, scrittore, docente di drammaturgia a Berlino, Graz, Sarajevo e testimone diretto dell’assedio di Sarajevo; Goran Levi, presidente della Comunità ebraica di Novi Sad; Piero del Giudice, scrittore e giornalista; Franco Rotelli, del Gruppo di scambio Balcani; Khaled Fouad Allam, docente di Sociologia del mondo musulmano all’Università di Trieste e Gianni Torrenti, presidente del teatro Miela.

Nel corso dell’incontro si presentano Novi Sad. I giorni freddi di Danilo Kis, Aleksandar Tisma (Adv Publishing House) e Sarajevo centro del mondo – Diario di un trasloco di Dževad Karahasan Adv Advertising House).
Novi Sad. I giorni freddi, nella collana diretta da Piero Del Giudice, ripercorre attraverso le parole dei due grandi scrittori danubiani quei giorni drammatici tra il 21 al 23 gennaio 1942 in cui a Novi Sad in cui scatena la racija dell’esercito regolare e della polizia ungherese. Le vittime sono 3 mila 309. E’ la prima rappresaglia collettiva degli occupanti. Viene sterminata la comunità ebraica, decimati i serbi, uccisi slovacchi, croati, rumeni; colpiti i “nemici etnici” e i sospetti oppositori. La rappresaglia fallisce e i giorni di Novi Sad diventano il passaggio di sangue attraverso il quale il movimento di liberazione guadagna una coscienza unitaria.
In Sarajevo centro del mondo, uscito a fine ’93 a Zagabria e Vienna e l’anno dopo a Milano nei tipi del Saggiatore, Karahasan racconta il drammatico assedio di Sarajevo (aprile 1992-febbraio 1996). Vi sono pagine sul bombardamento e la distruzione della Biblioteca nazionale e universitaria della città, momenti di cronaca e riflessioni sulla responsabilità degli intellettuali nella guerra in corso a sovrastruttura etnica e religiosa, della distruzione in atto della esperienza e proposta di società multiculturale e multireligiosa su cui fondata la città di Sarajevo. La nuova edizione è arricchita del capitolo inedito “La geografia dell’ombra”.

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