Il giardino dell’eternità

Un impegno straordinario, mosso da motivazioni “puramente storiche” e iniziato con la cessazione dell’attività lavorativa. Da allora sono state ricostruite quasi tremila biografie, più o meno approfondite, tutte puntualmente registrate in un archivio telematico, sulle vite degli ebrei triestini a partire dal 1843. Livio Vasieri, iscritto alla Comunità triestina, opera da cinque anni come volontario nel cimitero ebraico per restituire dignità e affrancare dall’oblio la storia, personale e familiare, di tanti correligionari. Perché, come ci spiega, “le lapidi parlano”. Vanno ascoltate, bisogna dedicarvisi con abnegazione e sacrificio. “Il cimitero è praticamente una giungla – scherza Vasieri – e quindi mi sento un po’ anche boscaiolo”. La sua opera è adesso raccontata nel film-documentario Gut Hort – Il Giardino dell’Eternità presentato al museo d’arte moderna Revoltella. Foltissimo il pubblico che ha assistito alla cerimonia. Ad intervenire, tra gli altri, il rabbino capo rav Itzhak Margalit e l’assessore Ariel Camerini a nome del presidente Alessandro Salonichio e di tutto il Consiglio della Comunità ebraica. “Sono onorato – le sue parole – che un regista del livello di Marco Tessarolo abbia voluto dedicare una sua opera a un nostro luogo. Luogo particolarmente importante per la Comunità ebraica per la storia che narra, per la testimonianza che porta della grandezza numerica e non solo dell’ebraismo triestino pre-leggi razziste

Commenti disattivati.