Dal cinquecento al seicento

DAL CINQUECENTO AL SEICENTO IL PRIMO PRIVILEGIO E LA NASCITA DEL GHETTO

Nel Cinquecento la situazione degli ebrei triestini rimane stazionaria, così come langue la vita economica della città soffocata dalla potenza veneziana. Si manifestano però primi segnali di ostilità popolare nei loro confronti. Tanto che nel 1522 un’ordinanza del Capitano comunale ingiunge ai cittadini di astenersi da sassate e altre molestie contro il gruppo ebraico nei giorni della Settimana santa, periodo che in tutta Europa era allora per gli ebrei motivo di ansia e terrore.

A protezione degli ebrei triestini interviene lo stesso imperatore Carlo V con degli atti di tutela che segnano l’inizio di una serie di “privilegi” rinnovati dai regnanti d’Austria Ungheria nei secoli successivi. Per oltre due secoli questi decreti sono per gli ebrei una vera e propria ancora di salvezza contro il montare della feroce ostilità sancita dalla Controriforma. A metà del Seicento il clima disteso che fino allora ha accompagnato l’opera dei banchieri e dei piccoli commercianti ebrei inizia però a guastarsi. Con notevole ritardo arriva anche a Trieste l’eco delle misure persecutorie ordinate dai pontefici romani.

Questi sentimenti trovano voce in memoriali alle autorità centrali e in accuse gravissime. I Giudici rettori e il Consiglio dei patrizi chiedono più volte l’espulsione degli ebrei dalla città. Ma l’imperatore Leopoldo I disattende il sentimento della cittadinanza e del clero. Separa infatti gli ebrei dal resto della città istituendo un ghetto. L’area prescelta è quella, allora periferica, di corte Trauner.

Nel 1694 vi entrano circa settanta persone, per un totale di dieci nuclei famigliari. Ma l’opposizione della popolazione ebraica a questa dislocazione è forte e trova ascolto. Con un decreto imperiale del 28 novembre 1696, il ghetto viene dunque situato a Riborgo, nel cuore commerciale di Trieste. Alla popolazione ebraica sono assegnate 13 case intorno a una piazzetta e lungo due contrade parallele che tagliano il quartiere in direzione nord sud. La realizzazione del ghetto in un’area cittadina ricca e mercantile è frutto di una lunga lotta fra il Consiglio cittadino e la minuscola Comunità ebraica.

Quest’ultima rifiuta la collocazione del Ghetto in Corte Trauner, sede prescelta dalle autorità che avrebbe significato la rovina economica, e alla fine riesce a spuntare una sistemazione di gran lunga migliore. Nel 1697 gli ebrei, un centinaio in tutto, entrano nel Ghetto, realizzato con la requisizione di più case cui si accede dalla Portizza di Riborgo. Il Ghetto è circondato da un alto muro ed è munito di tre porte – in piazza del Rosario, in fondo a via della Beccherie e a Riborgo – vigilate da guardie cristiane e chiuse dal tramonto all’alba.

Continua…