La grande sinagoga

LA GRANDE SINAGOGA

Un chiaro segno dell’importanza raggiunta dalla Comunità triestina nella prima metà del Novecento è la realizzazione della monumentale sinagoga di piazza Giotti, ancora oggi uno dei simboli della Trieste multireligiosa. L’edificio, che sarà inaugurato nel giugno 1912 alla presenza delle autorità cittadine guidate dal governatore, il principe di Hohenloe, è realizzato su progetto degli architetti Ruggero e Arduino Berlam. Si vuole così dare risposta alle esigenze di una comunità sempre più fiorente, che nel 1938 conta quasi 6 mila abitanti.

Nella sinagoga, una delle più grandi d’Europa, si unificano i servizi religiosi fino allora distribuiti nelle quattro Schole, tutte destinate a venire demolite negli anni Trenta, nell’ambito della riqualificazione urbanistica del centro città voluta dal regime fascista. Vede così la luce un rituale unico che allora come oggi mescola liturgie e riti ashkenaziti e sefarditi. Al tempo stesso, nella maestà architettonica del complesso, ben diverso dalla modestia che caratterizzava gli esterni delle vecchie Schole, si esplicita il senso di un ruolo e di un’appartenenza alla città che solo pochi decenni più tardi sarà messo in discussione in modo drammatico.

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