Le sinagoghe

LE PATENTI, L’APERTURA DEL GHETTO, LE SINAGOGHE

A decretare l’uscita degli ebrei dalla segregazione è la legislazione illuminata dell’imperatore Giuseppe II che nel 1781-1782 emana delle Patenti di tolleranza, passate alla storia con il nome di Editto di Tolleranza (Toleranzedikt). E’ l’avvio di un processo d’emancipazione civile che punta a rendere i numerosi sudditi ebrei utili allo sviluppo economico, finanziario e commerciale dello stato. Gli ebrei sono così ammessi alla carica di deputati alla Borsa, all’esercizio di attività professionali fino allora vietate e all’università. La Patente è integrata da ulteriori riforme.

Nel 1787 si prevede ad esempio l’obbligo del servizio militare anche per gli ebrei. La presenza degli ebrei nel porto franco è però ritenuta troppo importante sotto il profilo economico. La Comunità triestina viene quindi esentata, purché si versi una quota di riscatto individuale a favore del fondo reclute. Sempre al Toleranzedikt si deve la nascita della scuola elementare ebraica, aperta nel 1783 con il nome di “Scuole pie normali israelitiche”, che ancora oggi è una delle istituzioni centrali nella vita comunitaria triestina.

Secondo il dettato imperiale la scuola coniugava all’insegnamento della morale e della religione ebraica il programma e i testi delle scuole di stato oltre all’insegnamento obbligatorio della lingua tedesca. In linea con questi grandi cambiamenti, l’anno seguente, nel 1784, si aprono le porte del ghetto e, nell’agosto del 1785, si abolisce definitivamente la segregazione. E’ il grande passo verso l’emancipazione. Ma la maggior parte degli ebrei continua a vivere nel ghetto. Tanto che proprio qui, nel periodo immediatamente successivo, vedono la luce due nuove sinagoghe, la Schola n.2 o Schola grande e la Schola n.3 o Schola spagnola. Entrambe sono collocate nello stesso edificio in stile veneziano, affacciato sulla piazzetta delle Scuole ebraiche, costruito nel 1798 dall’architetto Balzano e poi demolito nel primo quarto del Novecento con lo sventramento di Citavecchia.

La Schola grande – come la più antica Schola piccola – è di rito tedesco (askenazita). La Schola spagnola nasce invece per dare riposta alle esigenze di culto delle famiglie di rito sefardita arrivate a Trieste a metà del Settecento da Venezia, da Ancona e dal vicino Oriente. Nel 1805, all’inizio di via del Monte, vedrà la luce la quarta sinagoga, la Schola Vivante. Gli oggetti rituali che ornavano le antiche Schole possono ora essere ammirati al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner, in via del Monte 7.

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