L’ottocento

L’OTTOCENTO DA NAPOLEONE ALLA PARITA’ DEI DIRITTI

Fra il 1797 e il 1813 Trieste subisce per tre volte l’occupazione delle truppe napoleoniche, che segna per gli ebrei la conquista dei diritti. Nel 1810 è proclamata l’uguaglianza religiosa e civile di tutti i cittadini. Si elimina ogni forma di discriminazione verso gli ebrei ancora in vigore. Si sopprimono i divieti di possedere dei fondi e si considerarono validi tutti gli atti di vendita, compravendita e cessione di beni immobili fatti da ebrei. Nei confronti del nucleo ebraico continua però a sopravvivere un diffuso pregiudizio.

Il ritorno dell’Austria e il periodo della Restaurazione, caratterizzata in tutti i territori degli Asburgo da un forte centralismo e da un capillare controllo poliziesco, ripristinano alcune interdizioni nei confronti degli ebrei (fra cui quella del pubblico impiego, il divieto di possedere immobili o la necessità di un permesso per sposarsi). Il processo di emancipazione è però già iniziato e i rapporti con la cittadinanza si fanno sempre più stretti, anche grazie alla formazione di una nuova borghesia cosmopolita protesa verso lo sviluppo economico della città. Anche per questo la rivoluzione del ’48 vede un atteggiamento riservato da parte della Comunità ebraica di Trieste, dove soltanto alcuni aderiscono ai moti italiani.

Per giungere alla tanto sospirata equiparazione dei diritti religiosi, politici e civili si dovrà però attendere la promulgazione della Costituzione del 1867 che fra gli altri diritti concederà agli ebrei la libera scelta della residenza, mutando così il volto della Comunità ebraica di Trieste. Sul finire del secolo la città portuale attira infatti decine di imprenditori e commercianti che qui si specializzano nei commerci di caffè, spezie, zucchero, uvette, granaglie ed erbe aromatiche orientali.

Continua…