Il conteggio dell’Omer

A partire da martedì sera 15 Nissàn (9 Aprile) e per le 48 sere successive, si conta l’Ómer. L’Ómer era una quantità di orzo che veniva offerta ai tempi in cui esisteva il Santuario di Gerusalemme e veniva offerta, per la prima volta, il secondo giorno di Pésach, prelevando appunto una quantità di orzo pari ad un ‘òmer dal nuovo raccolto.

  1. Il conteggio dell’Ómer va fatto dopo l’uscita delle stelle recitando l’apposita benedizione e la formula che si trovano nel libri di preghiera.
  2. Chi dimentica di contare l’Ómer alla sera, ha tempo per farlo fino al tramonto del giorno dopo, ma senza recitare la benedizione; la sera successiva può riprendere il conteggio recitando anche la benedizione.
  3. Chi dimentica di contare l’Ómer per tutto un giorno, può contare i giorni successivi, ma senza benedizione.
  4. I primi 33 giorni dell’Ómer sono considerati giorni di lutto per le sventure accadute, proprio in questo periodo dell’anno, al popolo d’Israele in varie circostanze (pestilenza tra gli allievi di Rabbi ‘Akivà’, eccidi dei crociati ecc.): secondo l’uso più comune, ci si astiene dal fare feste e non ci si taglia i capelli e la barba.
  5. Quando, dopo il tramonto, si chiede a qualcuno: “Qual è il conto di oggi?”, egli deve rispondere: “Ieri è stato così e così”. La ragione di tale risposta sta nel fatto che, se si risponde: “Oggi è il tale e tale numero del conto”, non gli sarà più permesso, dopo di ciò, contare l’Ómer di quella notte con la benedizione.
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