Norme per la Hag’alà (bollitura)

Durante tutta la festività di Pésach è proibito mangiare chamètz, cibi misti al chamètz e tutti quelli che si dubita siano chamètz. Non è permesso usare gli stessi utensili dell’intero anno in quanto sono stati usati per il chamètz. Piatti, vassoi, pentole per Pésach si comprano nuovi, o si mettono via di anno in anno, per questo uso esclusivo. Certi utensili si possono kasherare (adattare) all’uso di Pésach per mezzo di un processo speciale di kasherizzazione denominato hag’alà (che può essere tradotto con bollita, purificazione, emissione).

Procedimento per adattare gli utensili per Pésach.

  1. Utensili di metallo usati direttamente sul fuoco in assenza di liquidi, come girarrosti, spiedini ecc., si possono kasherare solo per “incandescenza” (ponendoli a contatto diretto col fuoco).

  2. Utensili di metallo, nei quali gli alimenti non sono a contatto diretto col fuoco (es.: pentole per bollire o cucinare sostanze liquide o solide), si possono kasherare per sterilizzazione, attenendosi alle seguenti regole:
    • Non devono essere stati usati per il chamètz nelle 24 ore precedenti.
    • Devono essere prima meticolosamente puliti e raschiati e, dopo, immersi in un recipiente già Kashèr le-Pésach pieno d’acqua in ebollizione: lo stato di ebollizione deve essere mantenuto per tutto il tempo in cui avviene la sterilizzazione.
    • Se una parte dell’oggetto resta fuori dal recipiente lo si ritira, si gira e si immerge nuovamente in maniera che tutte la parti siano ricoperte d’acqua bollente.
    • Vari oggetti si possono kasherare insieme, facendo attenzione che l’acqua bollente copra oguno dei pezzi, individualmente, dentro e fuori.
    • Il recipiente che si usa per la kasherizzazione degli altri utensili deve essere kasherizzato nel seguente modo: mentre l’acqua bolle, pezzi di metallo rovente (oppure una pietra) si buttano nell’acqua bollente, in modo che questa trasbordi e purifichi i manici delle pentole.
  3. Utensili di vetro: secondo l’uso sefaradita (e italiano) si devono pulire meticolosamente dentro e fuori con acqua calda; secondo l’uso ashkenazita: dopo una meticolosa pulizia, si lasciano a mollo in acqua per 72 ore; l’acqua va cambiata ogni 24 ore. Gli utensili devono essere completamente coperti dall’acqua.
  4. Utensili di Pyrex e Duralex: secondo l’uso sefaradita, si possono kasherare con la bollita, senza passarli poi in acqua freda. Secondo l’uso ashkenazita, non si possono usare.
  5. Forno e fornelli: i fornelli della cucina a gas possono essere resi kashèr prima sgrassandoli e pulendoli, e poi riscaldandoli fino a che divengano rossi fiammanti. Se, quando un fazzolettino di carta tocca le grate del gas, la carta comincia a bruciare, le grate sono considerate kasherate anche se non appiono completamente rosse. Si può anche rivestirne il piano con carta d’alluminio non sottile, tagliandola in corrispodenza del fornelli. Se si vuole usare il forno durante la festività si procede come segue: si sgrassa in profondità con detergente da forno e lana argentata e si lascia al calore più intenso per un’ora.
  6. Tavola ed altre superfici: tavole usate per mangiare, banconi di cucina, si devono pulire meticolosamente e coprire. Il lavandino può essere kasherizzato prima lavandolo e poi versandovi acqua bollente, in modo che tocchi tutti i punti del lavandino. Il frigorifero deve eseere strofinato energicamente e con cura meticolosa. Armadi, dispense e guardaroba si devono pulire meticolosamente e foderare di nuovo per la festa.
  7. Tovaglie da tavolo si possono usare, lavandole con acqua calda. Tovaglie incerate o di plastica non si possono kasherare.
  8. Utensili di legno: in linea di principio utensili di legno che non presentino fenditure possono essere kasherati: tuttavia oggi è usanza comune non adoperarli anche se kasherati.
  9. Una pentola kashèr che abbia ospitato la “bollita” di altri utensili deve essere ri-kasherata.
  10. Forno o micro-onde: la sua kasherizzazione si ottiene introducendo una tazza (kashèr) con dell’acqua da portare, scoperta, alla temperatura massima per circa 20 minuti. La tazza non potrà poi essere usata per Pésach. Il ripiano interno va sottoposto a Hag’alà.
  11. Lavastoviglie: una volta pulito il filtro, deve subire due lavaggi a vuoto: una volta con i cestelli di plastica ed una volta senza.
  12. Plata di Shabbàth: lavare tutte le parti lavabili e portare alla massima temperatura per alcune ore e ricoprire di stagnola per tutta la festa.
  13. Frullatori ecc.: smontarli, lavarli in tutte le parti che siano venute a contatto con cibi e bollirle in Hag’alà. Se a seguito di tale procedura possono guastarsi, vanno sostituite.

Gli utensili non kasherabili per Pesach

  1. Porcellana, ceramica e utensili porosi.
  2. Tutti gli utensili che vengono danneggiati dell’acqua calda, o quelli fatti d’osso o plastica.
  3. Coltelli con manici incollati e tutti gli oggetti che abbiano parti incollate.
  4. Utensili che non si possono pulire perfettamente (per esempio: portapane, mattarello etc.).
  5. Recipienti usati per farina o pane. Tutti gli utensili che non si possono adattare per Pésach si lavano e si mettono in un armadio, come pure il Chamètz che è stato venduto.
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