Qui Vercelli – Techì Italyah! Viva l’Italia!

Nel primo pomeriggio di domenica 26 febbraio, alla sinagoga di Vercelli, dopo le consuete visite guidate, con la partecipazione dei rappresentanti della Provincia di Vercelli che ha promosso l’iniziativa, del Comune e di un folto pubblico, Cinzia Ordine e Roberto Sbaratto hanno condotto un viaggio nello spazio e nel tempo, indietro di 150 anni, attraverso i vicoli dell’antico Ghetto vercellese che fu luogo di formazione civile e culturale tra i più fecondi dell’età del Risorgimento. Molti personaggi che lasciarono un’impronta nel dibattito sull’Unità d’Italia e che influenzarono profondamente la cultura e la morale del tempo, transitarono per l’illustre istituzione del Collegio Foa, fondato nel 1829 e che, nel corso dell’800, divenne culla di quella cultura dell’“eguaglianza” che consentì all’Italia di gettare le fondamenta della sua Unità. Il filo rosso della storia è stato scandito dai profili e dall’opera di personaggi che, dopo l’Emancipazione israelitica, divennero protagonisti liberi e partecipi della fondazione dell’Italia unita. È il caso del professor Giuseppe Levi che dedicò un inno a Carlo Alberto di Savoia il quale rese tutti gli ebrei del suo regno liberi di godere di quei pieni diritti civili che si estesero poi su tutto il territorio italiano; ma anche di Salvador De Benedetti, che con i suoi componimenti poetici e i suoi proverbi incisivi donò perle di saggezza ai suoi contemporanei. E poi ancora di Isacco Artom, astigiano, abituale frequentatore dell’Università Israelitica vercellese, senatore del Regno e soprattutto segretario particolare di quel Camillo Cavour che lo invocò al suo fianco in punto di morte. E ancora non vanno dimenticati personaggi che si distinsero in forme differenti di arte, non necessariamente fondate sulla parola: come Marco Treves, l’architetto vercellese attivo a Parigi come sovraintendente del Louvre, che progettò le sinagoghe delle comunità emancipate di Pisa e Firenze. Accanto a loro, nel racconto realizzato dai valenti attori e registi con la collaborazione di Rossella Bottini Treves, compaiono anche personaggi più anonimi, ma non meno rilevanti nella diffusione delle idee di libertà ed Unità dell’Italia, come Abram Lazzaro Levi, commerciante di salami d’oca o Giuseppe Vitalevi, attivista mazziniano tra i più ferventi in Piemonte. Lo spirito di libertà tenuto alto da questi ed altri uomini permisero alla comunità ebraica di Vercelli di realizzare grandi progetti, come la maestosa Sinagoga inaugurata il 18 settembre 1878 dallo stesso Rabbino Giuseppe Raffael Levi il quale, il 12 settembre 1849, aveva pronunciato l’elogio funebre per il magnanimo re Carlo Alberto presso l’antico oratorio poi demolito al fine di poter realizzare il nuovo tempio. Al termine dell’evento il pubblico sì è diretto in Casa Foa, via Foa 70, residenza di Elia Emanuele Foa, fondatore del Collegio che portò il suo nome e benefattore per tutta la città di Vercelli. Presso la Biblioteca della Comunità è stato infine offerto un piccolo rinfresco vegetariano in onore degli israeliti vercellesi che fecero l’Italia. Techì Italyah! Viva l’Italia!

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