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Nuovi progetti per la ricerca

Rapporti di ricerca tra Università di Verona e Israele. Si è discusso e se ne è parlato nella sede della Comunità ebraica veronese in occasione di una conferenza organizzata in collaborazione con la sezione locale dell'associazione Italia Israele. Relatore del convegno il dottor Roberto Foroni, fisico medico presso il Dipartimento di Scienze neurologiche dell’Università degli studi di Verona e nostro iscritto. Il dottor Foroni è tra i fondatori del Centro di Chirurgia robotica sperimentale, primo nel suo genere in Italia, all’ospedale Maggiore di Borgo Trento a Verona. L’Università collabora da anni nel campo della mini e micro robotica e delle nanotecnologie per applicazioni neurochirurgiche con il Technion di Haifa, l’Università di Tel Aviv e il Politecnico di Milano. Israele, bene ricordarlo, è il secondo Paese al mondo dopo la California per numero di innovazioni tecnologiche in proporzione alla densità di popolazione. Il progetto in questione ha ottenuto un finanziamento dall'Unione Europea di circa 2 milioni di euro. Si tratta di una collaborazione particolarmente importante in un periodo in cui gli appelli a boicottare le università israeliane sono frequenti sia in Italia che in Europa e sono sottoscritti anche da molti docenti. Ma come ha tenuto a precisare Foroni, “le università intelligenti non boicottano”. Il relatore ha illustrato le difficoltà degli interventi al cervello, a causa della sua struttura estremamente complessa, formata da centinaia di chilometri di vene/arterie e da centrali nervose concentrate in pochi millimetri di superficie. Si rivela quindi indispensabile una microchirurgia minimamente invasiva che riduca quasi allo zero il rischio di errori durante gli interventi, interventi che, in gran parte dei casi, potranno essere eseguiti senza aprire la scatola cranica ma praticando un minuscolo foro di pochi millimetri di diametro attraverso il quale inserire strumenti miniaturizzati e robotizzati. Sarà perciò ridotta drasticamente la possibilità di danni neurologici e/o motori ai danni del paziente durante interventi semplici come una biopsia, ma anche per quelli estremamente più complessi come l’asportazione di un tumore. L’innovazione illustrata dal dottor Foroni è un micro robot di quattro millimetri di lunghezza, messo a punto da un team di ricercatori del laboratorio di robotica medica al Technion di Haifa. Il robot, inserito in vena, si muove utilizzando vibrazioni create da un campo magnetico esterno e le piccole braccia che si estendono dal corpo centrale afferrano le pareti dei vasi sanguigni, spingendolo avanti. Può svolgere due funzioni: portare una dose di farmaco o un microcatetere verso territori interni altrimenti non raggiungibili.
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La Gerusalemme di Dan Bahat
Per alcuni è “l’Indiana Jones di Israele”. Sicuramente uno dei più grandi al mondo con gli attrezzi del mestiere. Dan Bahat è ormai leggenda. Soprattutto dopo aver condotto fondamentali lavori di scavo al tunnel del Muro del Pianto e a Masada dove ha rinvenuto una serie di cocci con nomi di ebrei databili alla caduta della fortezza. Enormi baffi bianchi a caratterizzargli simpaticamente il viso, Bahat ha stretto da tempo un rapporto molto forte con l’ebraismo veronese.
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La Gerusalemme di Dan Bahat
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Natura e Cultura
Natura & Cultura è il titolo della giornata dedicata all’approfondimento di due tematiche apparentemente distanti come la ricorrenza di Tu-Bishvat (il capodanno degli alberi) e la donna nella tradizione ebraica. La discussione stimolata dall’intervento della psicologa e scrittrice Daniela… -
Qui Verona - Un anno
per spegnere i fuochi
Il suono dello shofar rappresenta una preghiera senza parole, che permette anche a chi non sa pregare di esprimere i suoi sentimenti. Ma è anche l’avviso di un allarme che ti dice: “spegni il fuoco che sta distruggendo il tuo ebraismo”. Spero che per il prossimo anno ebraico 5772, nel nostro microcosmo, si spengano dei “fuochi” che vanificano gli sforzi per rendere migliore il nostro ambiente ebraico. Non c’è limite alla teshuvà. Shanà tovà umvorechet. Un anno di bene e di benedizioni.Crescenzo Piattelli, rabbino capo di Verona
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A Terezin ascoltando le note strazianti di Brundibar
La Comunità ebraica di Verona, l’Educandato agli Angeli e il Conservatorio Dall’Abaco hanno organizzato sul finire di novembre un viaggio musicale della memoria da Verona a Terezin: il viaggio ha avuto il suo culmine al Campo‐Fortezza di Terezin con l’esecuzione di brani dell’opera Brundibar nei luoghi stessi dove fu eseguita in ben altre circostanze. Tra i partecipanti 50 ragazzi iscritti agli ultimi anni della scuola superiore Educandato agli Angeli, accompagnati dall’ideatore e organizzatore del viaggio professor Mauroner, da alcuni studenti del Conservatorio e dal M° Rapaport, che già da alcuni mesi stava lavorando e istruendo i ragazzi musicisti. -
Storia e memoria
sugli schermi
Nel 2003 Verona fu città capofila della Giornata. Da quel momento l’appuntamento è molto amato dai cittadini veronesi, che quest’anno potranno entrare nella storia ebraica della loro città attraverso una serie di installazioni. “A scorrere sugli schermi saranno le immagini del ghetto come si presentava prima di essere abbattuto dai fascisti negli anni Trenta, della sinagoga e dei suoi arredi, della vita della Comunità oggi” racconta il presidente Carlo Rimini.
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Natura e Cultura


