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		<title>Natura e Cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2011/02/Immag001.jpg" alt="" title="Immag001" width="180" height="135" class="alignnone size-full wp-image-10285" />Natura &#038; Cultura è il titolo della giornata dedicata all’approfondimento di due tematiche apparentemente distanti come la ricorrenza di Tu-Bishvat (il capodanno degli alberi) e la donna nella tradizione ebraica. La discussione stimolata dall’intervento della psicologa e scrittrice Daniela&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2011/02/Immag001.jpg" alt="" title="Immag001" width="180" height="135" class="alignnone size-full wp-image-10285" />Natura &#038; Cultura è il titolo della giornata dedicata all’approfondimento di due tematiche apparentemente distanti come la ricorrenza di Tu-Bishvat (il capodanno degli alberi) e la donna nella tradizione ebraica. La discussione stimolata dall’intervento della psicologa e scrittrice Daniela Abravenel, ne ha messo in evidenza invece il rapporto: basti pensare al ruolo che svolge l’acqua come agente e simbolo di rinnovamento e rinascita del ciclo vitale e spirituale, dai frutti degli alberi di cui ci cibiamo, al Mikvè, ovvero il bagno rituale entro cui solitamente la donna sposata si immerge dopo il ciclo mestruale. Ma non solo. Di particolare interesse è stata la discussione riguardo a quelle norme che l’halachà (il diritto ebraico) prevede per regolare il rapporto di coppia e l’alimentazione: la dottoressa Abravenel si è soffermata infatti sia su come le regole del mikvè possono avere una ricaduta positiva sulla coppia, sia su come molte regole alimentari ebraiche corrispondano ad alcune conclusioni delle più note ricerche sulla prevenzione ai tumori. La discussione ha mostrato l’urgenza e l’attualità di un approfondimento di queste tematiche all’insegna del recupero dell’antico rapporto tra questa saggezza ebraica – spesso sconosciuta anche ai più ferventi ortodossi! – e il grande problema “salute”.<br />
La giornata ha avuto inizio con il Seder di Tu Bishvat, tenuto da Rav Crescenzo Piattelli, rabbino capo della Comunità di Verona, con interventi di Daniela Abravanel, sul simbolismo del cibo e su come una giusta alimentazione possa curare il fisico e la mente.<br />
Dopo il pranzo, offerto dalla Comunità e preparato dalle socie Adei, la psicologa ha tenuto una lezione, sulla donna nell&#8217;ebraismo seguita con interesse anche dal pubblico maschile &#8211; come ha osservato Carlo Rimini, Presidente della Comunità Ebraica di Verona &#8211; in cui si discuteva sui principi mistico/filosofici della Qabbala circa il ruolo della donna ebrea all&#8217;interno della coppia e della famiglia.<br />
A conclusione della giornata è stato proiettato il film &#8220;San Nicandro, Zefat – Il viaggio di Eti” di Vincenzo Condorelli: un documentario-fiction a cui hanno contribuito anche Grazia Gualano, nata e cresciuta a San Nicandro e iscritta alla comunità di Napoli, presente durante la proiezione e il dibattito a seguire e il Rav Roberto Della Rocca. Il film racconta la storia di come questo piccolo centro  del sud d&#8217;Italia si accosta e si converte all&#8217;ebraismo durante il secolo scorso: oggi questo gruppo, che conta circa 40 persone, vive grazie a quelle donne che, anche nei momenti più difficili come il fascismo, hanno voluto e saputo tramandare l’educazione ebraica ricevuta. La reazione del pubblico al termine del filmato ha dimostrato anche questa volta che si tratta di una storia che ha dell’incredibile.</p>
<p><strong>Ilana Bahbout<br />
</strong></p>
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		<title>Benvenuti nella Comunità ebraica di Verona</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 11:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<title>Nuovi progetti per la ricerca</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 18:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Rapporti di ricerca tra Università di Verona e Israele. Si è discusso e se ne è parlato nella sede della Comunità ebraica veronese in occasione di una conferenza organizzata in collaborazione con la sezione locale dell&#8217;associazione Italia Israele. Relatore&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rapporti di ricerca tra Università di Verona e Israele. Si è discusso e se ne è parlato nella sede della Comunità ebraica veronese in occasione di una conferenza organizzata in collaborazione con la sezione locale dell&#8217;associazione Italia Israele. Relatore del convegno il dottor Roberto Foroni, fisico medico presso il Dipartimento di Scienze neurologiche dell’Università degli studi di Verona e nostro iscritto. Il dottor Foroni è tra i fondatori del Centro di Chirurgia robotica sperimentale, primo nel suo genere in Italia, all’ospedale Maggiore di Borgo Trento a Verona. L’Università collabora da anni nel campo della mini e micro robotica e delle nanotecnologie per applicazioni neurochirurgiche con il Technion di Haifa, l’Università di Tel Aviv e il Politecnico di Milano. Israele, bene ricordarlo, è il secondo Paese al mondo dopo la California per numero di innovazioni tecnologiche in proporzione alla densità di popolazione. Il progetto in questione ha ottenuto un finanziamento dall&#8217;Unione Europea di circa 2 milioni di euro. Si tratta di una collaborazione particolarmente importante in un periodo in cui gli appelli a boicottare le università israeliane sono frequenti sia in Italia che in Europa e sono sottoscritti anche da molti docenti. Ma come ha tenuto a precisare Foroni, “le università intelligenti non boicottano”. Il relatore ha illustrato le difficoltà degli interventi al cervello, a causa della sua struttura estremamente complessa, formata da centinaia di chilometri di vene/arterie e da centrali nervose concentrate in pochi millimetri di superficie. Si rivela quindi indispensabile una microchirurgia minimamente invasiva che riduca quasi allo zero il rischio di errori durante gli interventi, interventi che, in gran parte dei casi, potranno essere eseguiti senza aprire la scatola cranica ma praticando un minuscolo foro di pochi millimetri di diametro attraverso il quale inserire strumenti miniaturizzati e robotizzati. Sarà perciò ridotta drasticamente la possibilità di danni neurologici e/o motori ai danni del paziente durante interventi semplici come una biopsia, ma anche per quelli estremamente più complessi come l’asportazione di un tumore. L’innovazione illustrata dal dottor Foroni è un micro robot di quattro millimetri di lunghezza, messo a punto da un team di ricercatori del laboratorio di robotica medica al Technion di Haifa. Il robot, inserito in vena, si muove utilizzando vibrazioni create da un campo magnetico esterno e le piccole braccia che si estendono dal corpo centrale afferrano le pareti dei vasi sanguigni, spingendolo avanti. Può svolgere due funzioni: portare una dose di farmaco o un microcatetere verso territori interni altrimenti non raggiungibili.</p>
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		<title>Qui Verona &#8211; Un anno per spegnere i fuochi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 08:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://moked.it/files/2011/09/piattelli.jpg" alt="" title="Exif-JPEG-422" width="95" height="83" class="alignnone size-full wp-image-16186" />Il suono dello shofar rappresenta una preghiera senza parole, che permette anche a chi non sa pregare di esprimere i suoi sentimenti. Ma è anche l’avviso di un allarme che ti dice: “spegni il fuoco che sta distruggendo il tuo ebraismo”. Spero che per il prossimo anno ebraico 5772, nel nostro microcosmo, si spengano dei “fuochi” che vanificano gli sforzi per rendere migliore il nostro ambiente ebraico. Non c’è limite alla teshuvà. Shanà tovà umvorechet. Un anno di bene e di benedizioni.

<strong>Crescenzo Piattelli, rabbino capo di Verona</strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/files/2011/09/piattelli.jpg" alt="" title="Exif-JPEG-422" width="95" height="83" class="alignnone size-full wp-image-16186" />Il suono dello shofar rappresenta una preghiera senza parole, che permette anche a chi non sa pregare di esprimere i suoi sentimenti. Ma è anche l’avviso di un allarme che ti dice: “spegni il fuoco che sta distruggendo il tuo ebraismo”. Spero che per il prossimo anno ebraico 5772, nel nostro microcosmo, si spengano dei “fuochi” che vanificano gli sforzi per rendere migliore il nostro ambiente ebraico. Non c’è limite alla teshuvà. Shanà tovà umvorechet. Un anno di bene e di benedizioni.</p>
<p><strong>Crescenzo Piattelli, rabbino capo di Verona</strong></p>
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		<title>Baby Bamba non andrà alle Olimpiadi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 22:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il Comitato Olimpico israeliano rinuncia a fare di &#8220;baby Bamba&#8221;, la mascotte ufficiale per la squadra olimpica 2012, a seguito di proteste dell&#8217;opinione pubblica per la decisione presa, nei giorni scorsi. Osem, il creatore di Bamba, il popolare spuntino&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Olimpico israeliano rinuncia a fare di &#8220;baby Bamba&#8221;, la mascotte ufficiale per la squadra olimpica 2012, a seguito di proteste dell&#8217;opinione pubblica per la decisione presa, nei giorni scorsi. Osem, il creatore di Bamba, il popolare spuntino a base di arachidi ha detto: &#8220;Un mese fa, il Comitato Olimpico ci ha contattati per offrirci di rendere il bambino Bamba la mascotte della squadra israeliana per i Giochi Olimpici del 2012 a Londra &#8220;. &#8220;Volendo sostenere lo sport dello Stato ebraico e prendere parte all&#8217;esperienza olimpica, Osem ha accettato di dare il bambino,&#8221; tuttavia, ha aggiunto Osem,  dopo aver &#8220;ascoltato le proteste del pubblico, in accordo con il comitato olimpico abbiamo deciso di rinunciare a tutti gli obblighi che l&#8217;accordo ha comportato. Ciò nonostante Osem continuerà a sostenere la squadra lasciando la somma concordata nelle mani del Comitato Olimpico, al fine di promuovere lo sforzo olimpico israeliano.&#8221;</p>
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		<title>A Terezin ascoltando le note strazianti di Brundibar</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/verona2.jpg" alt="" title="verona" width="428" height="215" class="alignnone size-full wp-image-30" />La Comunità ebraica di Verona, l’Educandato agli Angeli e il Conservatorio Dall’Abaco hanno organizzato sul finire di novembre un viaggio musicale della memoria da Verona a Terezin: il viaggio ha avuto il suo culmine al Campo‐Fortezza di Terezin con l’esecuzione di brani dell’opera Brundibar nei luoghi stessi dove fu eseguita in ben altre circostanze. Tra i partecipanti 50 ragazzi iscritti agli ultimi anni della scuola superiore Educandato agli Angeli, accompagnati dall’ideatore e organizzatore del viaggio professor Mauroner, da alcuni studenti del Conservatorio e dal M° Rapaport, che già da alcuni mesi stava lavorando e istruendo i ragazzi musicisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/verona2.jpg" alt="" title="verona" width="428" height="215" class="alignnone size-full wp-image-30" />La Comunità ebraica di Verona, l’Educandato agli Angeli e il Conservatorio Dall’Abaco hanno organizzato sul finire di novembre un viaggio musicale della memoria da Verona a Terezin: il viaggio ha avuto il suo culmine al Campo‐Fortezza di Terezin con l’esecuzione di brani dell’opera Brundibar nei luoghi stessi dove fu eseguita in ben altre circostanze. Tra i partecipanti 50 ragazzi iscritti agli ultimi anni della scuola superiore Educandato agli Angeli, accompagnati dall’ideatore e organizzatore del viaggio professor Mauroner, da alcuni studenti del Conservatorio e dal M° Rapaport, che già da alcuni mesi stava lavorando e istruendo i ragazzi musicisti. Hanno partecipato al viaggio anche molti genitori con i loro figli; sono partiti infatti da Verona 2 pullman quasi completi. Brundibar è un’opera scritta dal compositore ebreo Hans Krasa nel 1938. Si tratta di un lavoro portato in scena molte volte a Terezin, dove era stato organizzato un campo di prigionia modello da poter mostrare agli ispettori della Croce Rossa Internazionale allo scopo di convincerli che i prigionieri vivevano in condizioni più che dignitose. È storia nota che i 30 mila bambini e i musicisti detenuti, costretti a prendere parte alla vita e alle attività del campo, furono poi deportati ad Auschwitz/Birkenau dove quasi tutti, compreso Hans Krasa, vennero sterminati. Solo un centinaio di bambini sopravvissero. Al viaggio, che comprendeva anche la visita alla Praga ebraica (le sinagoghe, il cimitero e il Museo ebraico), hanno partecipato il dirigente scolastico provinciale Pontara, la preside dell’Istituto agli Angeli e il presidente della Comunità ebraica Carlo Rimini. L’opera Brundibar, rappresentata a Terezin da alunni e studenti (è disponibile un filmato), verrà riproposta in occasione del prossimo Giorno della Memoria al Palazzo della Gran Guardia a Verona e costituirà il momento più importante tra le varie cerimonie organizzate dal Comune per il 27 gennaio. Sarà inoltre proposta alla cittadinanza al teatro dell’Istituto agli Angeli e in Sala Maffeiana e verrà portata nelle scuole medie e superiori che ne faranno richiesta. La Comunità ebraica di Verona, oltre a finanziare la trasferta dei musicisti e del M° Rapaport, ha partecipato attivamente all’allestimento di questo evento assieme alla scuola e al Conservatorio. Il progetto Brundibar nasce da una profonda ricerca musicale e da un’intensa riflessione sulla condizione umana condotte in anni di lavoro dal M° Rapaport insieme all’impegno e alla passione di giovani studenti. Tale iniziativa costituisce inoltre l’ideale seguito dei concerti “Le voci del silenzio” eseguiti in occasione della precedente edizione del Giorno della Memoria.</p>
<p><strong>Elena Gantz</strong></p>
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		<title>Storia e memoria sugli schermi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 17:55:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/ver.jpg" alt="" title="ver" width="232" height="187" class="alignnone size-full wp-image-22" />Nel 2003 Verona fu città capofila della Giornata. Da quel momento l’appuntamento è molto amato dai cittadini veronesi, che quest’anno potranno entrare nella storia ebraica della loro città attraverso una serie di installazioni. “A scorrere sugli schermi saranno le immagini del ghetto come si presentava prima di essere abbattuto dai fascisti negli anni Trenta, della sinagoga e dei suoi arredi, della vita della Comunità oggi” racconta il presidente Carlo Rimini. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/ver.jpg" alt="" title="ver" width="232" height="187" class="alignnone size-full wp-image-22" />Nel 2003 Verona fu città capofila della Giornata. Da quel momento l’appuntamento è molto amato dai cittadini veronesi, che quest’anno potranno entrare nella storia ebraica della loro città attraverso una serie di installazioni. “A scorrere sugli schermi saranno le immagini del ghetto come si presentava prima di essere abbattuto dai fascisti negli anni Trenta, della sinagoga e dei suoi arredi, della vita della Comunità oggi” racconta il presidente Carlo Rimini. I partecipanti potranno inoltre assistere alla conferenza La comunicazione ebraica: la logica dell’ipertesto tra reale e virtuale, dai commentari biblici ai forum di discussione sul Web 2.0 che approfondirà il tema scelto per l’edizione 2011 attraverso l’intervento di Elena Israela Wegher, docente di linguistica e traduzione in varie università italiane, mentre nel Cortile Mercato Vecchio è in programma un concerto di musica klezmer con la Meshuge Klezmer Band (nella foto in alto). A completare la Giornata la postazione di Book Crossing e la mostra della sezione veronese dell’Adei- Wizo Momenti di vita ebraica.</p>
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		<title>La Gerusalemme di Dan Bahat</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 15:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/verona.jpg" alt="" title="verona" width="317" height="219" class="alignnone size-full wp-image-18" />Per alcuni è “l’Indiana Jones di Israele”. Sicuramente uno dei più grandi al mondo con gli attrezzi del mestiere. Dan Bahat è ormai leggenda. Soprattutto dopo aver condotto fondamentali lavori di scavo al tunnel del Muro del Pianto e a Masada dove ha rinvenuto una serie di cocci con nomi di ebrei databili alla caduta della fortezza. Enormi baffi bianchi a caratterizzargli simpaticamente il viso, Bahat ha stretto da tempo un rapporto molto forte con l’ebraismo veronese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://moked.it/veronaebraica/files/2012/03/verona.jpg" alt="" title="verona" width="317" height="219" class="alignnone size-full wp-image-18" />Per alcuni è “l’Indiana Jones di Israele”. Sicuramente uno dei più grandi al mondo con gli attrezzi del mestiere. Dan Bahat è ormai leggenda. Soprattutto dopo aver condotto fondamentali lavori di scavo al tunnel del Muro del Pianto e a Masada dove ha rinvenuto una serie di cocci con nomi di ebrei databili alla caduta della fortezza. Enormi baffi bianchi a caratterizzargli simpaticamente il viso, Bahat ha stretto da tempo un rapporto molto forte con l’ebraismo veronese. “È un nostro grande amico” conferma il presidente della Comunità ebraica di Verona Carlo Rimini. Sono così nati nel solco di questo consolidato feeling una serie di appuntamenti dedicati alla storia di Gerusalemme. Appuntamenti a cadenza biennale sotto una lente di approfondimento significativamente ecumenica che affronta le vicende politiche e architettoniche della città santa del monoteismo da una visuale ebraica così come islamica e cattolica. Tema delle lezioni di quest’anno, organizzate nella seconda metà di maggio in due differenti sessioni – la prima in Comunità, la seconda alla facoltà di Lettere dell’Università di Verona – le dinamiche della Gerusalemme islamica a partire dall’edificazione della Moschea di Omar e la Yerushalaim sotto dominazione romana in cui avvenne la predicazione di Cristo. “Bahat è stato formidabile come al solito. La competenza ovviamente non gli manca ma oltre a questa ha anche una straordinaria capacità divulgativa” sottolinea Rimini. Frequentati da un pubblico numeroso e competente, gli incontri erano organizzati dalla Comunità ebraica in collaborazione con l’Associazione Italia-Israele di Verona e con il Segretariato Attività Ecumeniche. “Sono entrambe collaborazioni fondamentali” conclude Rimini. “Specie quella con la Sae riveste un significato particolare. Quella di Verona è infatti una comunità ebraica piccola nei numeri ma molto attiva sul fronte dialogico”.</p>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:19:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/paginebraiche/marketing/"><img src="http://moked.it/files/2011/12/banner-pubblicità.jpg" alt="" title="banner pubblicità" width="320" height="109" class="alignnone size-full wp-image-18863" /></a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://moked.it/paginebraiche/marketing/"><img src="http://moked.it/files/2011/12/banner-pubblicità.jpg" alt="" title="banner pubblicità" width="320" height="109" class="alignnone size-full wp-image-18863" /></a></p>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:18:14 +0000</pubDate>
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