Non uno ma ben due rotoli della Torah, faranno il loro ingresso nella sinagoga di Firenze nel pomeriggio di martedì 30 giugno. Uno, realizzato ex novo, è stato scritto in Israele ed è stato donato dalle famiglie Halwani e Camerini; l’altro è antico, ha almeno 400 anni ed è stato restaurato grazie al lascito di Jacopo Treves z.l, cantore e figura chiave della vita sinagogale fiorentina, scomparso nel 2024, e a una donazione di Robert ed Eveline Mintz. Come ha ricostruito il rabbino capo della città, Gadi Piperno, la doppia Hachnasat Sefer Torah della prossima settimana rappresenta un appuntamento con la storia per l’ebraismo fiorentino, perché sono almeno 150 anni che la Comunità non festeggia la ricezione di un rotolo nuovo nei suoi spazi di riunione e preghiera. La cerimonia inizierà alle 18.30 e sarà «una serata di canti e di festa, per una comunità orgogliosa del proprio passato e che guarda con coraggio al futuro», annuncia la Comunità. Prima però, nel pomeriggio, ciascun iscritto potrà adempiere al precetto di dedicare una propria lettera nel nuovo Sefer, eseguita in diretta dal sofer (scriba). L’altro è invece già pronto ed è stato restaurato in collaborazione con la Conferenza dei Rabbini Europei (CER). «Sono grato alla Comunità di Firenze per questo omaggio», sottolinea il neuroscienziato Alessandro Treves, uno dei fratelli di Jacopo. «Per mio fratello la dedizione alla Comunità era un qualcosa di purissimo, svolto in totale abnegazione, nella vita di sinagoga come nello svolgimento di qualunque altro servizio grande e piccolo: rimettere a posto le sedie, kasherizzare il vino, occuparsi di ogni aspetto organizzativo per i festeggiamenti di Lag Ba Omer a casa nostra. In Comunità esprimeva la parte più importante e creativa del proprio sé». Alessandro ricorda il fratello anche in relazione al proprio vissuto familiare, descrivendolo come una guida: «Mi sono trovato nella singolare situazione di avere un fratello minore come maestro; io avevo 15 anni, lui 13, tutti i primi rudimenti ebraici me li ha insegnati lui, orientando le mie scelte, e di questo gli sarò per sempre grato». Tra molti impegni in ambito comunitario, Treves è stato anche consigliere e si è dedicato al recupero e alla valorizzazione di alcuni usi locali.
Dal Cantico dei Cantici ai poeti di Israele
Giovedì sera la Comunità ha intanto “festeggiato” un nuovo incontro con la città nella seconda serata del suo Balagan Café, dedicato al tema dell’amore. Nello spazio di apertura del “Balacast” la drammaturga Laura Forti ha tessuto una suggestiva trama che da Harry Houdini è arrivata fino a Mel Brooks, passando da Marilyn Monroe. La storica Sara Ferrari ha quindi affrontato il tema amoroso dalla Bibbia alla contemporaneità in un viaggio iniziato dal “mistero” del Cantico dei Cantici, passato dalla Spagna pre-1492 e approdato ad alcuni protagonisti della scena poetica israeliana di oggi. Ha concluso la serata un concerto di Maddalena Scagnelli e del gruppo Enerbia dedicato ai canti tradizionali dell’Appennino.
a.s.