Venticinque studentesse dell’università ebraica statunitense Touro stanno partecipando in questi giorni a un “summer course” a Roma, organizzato in collaborazione con il Progetto Talmud. Si tratta di uno dei frutti di un accordo siglato nel 2025 tra l’istituzione educativa americana e il consorzio dedicato alla traduzione del Talmud babilonese, nato nel 2011 con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’iniziativa dovrebbe ora evolvere «nel segno di una reciprocità» spiega a Pagine Ebraiche la direttrice del progetto, Clelia Piperno, sottolineando l’intenzione di «stabilire dei parametri affinché anche degli studenti italiani possano essere accolti per un periodo lì».
Piperno è da poco tornata da New York, dove ha parlato della «scommessa vinta» del Talmud in varie circostanze e pure durante un incontro all’Istituto Italiano di Cultura della Grande Mela. Quindici anni dopo la firma istitutiva del consorzio, «lo sviluppo della nostra attività internazionale» è per lei lei uno dei risultati più tangibili di questa operazione non solo editoriale con la traduzione e pubblicazione finora di 14 trattati del Talmud. E se le studentesse della Touro sono arrivate a Roma per il secondo anno consecutivo «per cercare di capire come una comunità relativamente piccola come l’ebraismo italiano abbia potuto dare vita a un’operazione senza termini di paragone in altri Paesi», il Progetto Talmud è spesso, a sua volta, in trasferta. «In questi anni abbiamo parlato alle Nazioni Unite e portato il Talmud al Congresso Usa così come nella residenza del presidente d’Israele», racconta Piperno. «Ma siamo stati davvero in tanti posti. Anche a Mosca, prima della guerra, quando ancora si poteva. Siamo orgogliosi di rappresentare qualcosa di davvero speciale e unico».
(Nell’immagine: una lezione alle studentesse della Touro University del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, sul tema “Antisemitismo e Talmud, storia, metodo e interpretazione”)