Dafdaf 170

Venezia, città magica

Venezia, città magica

Come abbiamo anticipato presentando l’ultimo numero di DafDaf, il 170, e raccontando come il Castello di Duino sia per qualche mese “abitato” da installazioni composte da centinaia di migliaia di pezzi di Lego, un mattoncino è un frammento, da solo non rappresenta molto, ma in qualche modo contiene una possibilità, l’idea che è possibile costruire qualsiasi cosa, raccontare qualsiasi storia. Tutto può succedere. Ogni pezzo è una scintilla… e già nel Cinquecento rav Isaac Luria, mistico e kabbalista, spiegava che il mondo è segnato dalla shevirat ha-kelim: le scintille di luce più preziose sono nascoste nei frammenti, riconoscerle è compito degli esseri umani. Nel numero estivo di DafDaf The Glass Horse of Venice, ossia Il cavallo di vetro di Venezia – storia scritta da Arnold Zable e illustrata da Anita Lester – racconta le avventure di Claudia: vive con la sua famiglia a Venezia, ama la città e i suoi canali, i negozi e il continuo via vai. Ogni mattina, andando a scuola, passa davanti alla bottega di un vetraio e tra gli animali in vetrina ammira i cavalli alati. Un giorno il vetraio le regala un cavallo di vetro, che ha le ali spezzate e… Venezia è una città magica.

Buona lettura!

Ada Treves

Venezia, città magica

Claudia vive a Venezia con sua madre e suo padre.

Ama la sua vita nella città circondata da canali, i negozi e i caffè sono animati da un continuo via vai.

Ogni mattina, andando a scuola, Claudia passa davanti alla bottega di un vetraio e osserva con ammirazione gli animali esposti in vetrina, in particolare i cavalli alati.

Un giorno il vetraio la chiama dentro e le regala un cavallo di vetro con le ali spezzate.

Claudia lo mette alla finestra, dove il sole lo fa brillare. Ma non riesce a coglierne la bellezza: vede solo le ali rotte e desidera invece un cavallo alato perfetto.

Una notte, una terribile alluvione danneggia la casa di Claudia e la famiglia è costretta ad andarsene.

Il cavallo di vetro viene messo via insieme alle altre cose, e viene quasi dimenticato.

Claudia sente la mancanza della sua casa ma una sera ricorda il suo cavallo di vetro e lo tira fuori dalla vecchia valigia…

Non vi raccontiamo cosa succede poi, a Claudia e al suo cavallo, ma possiamo dirvi che questa storia è stata ispirata da un vero vetraio veneziano che regalava ai bambini degli animali di vetro.

Forse contava anche lui sul potere dell’immaginazione…

Se volete sapere come va a finire, la storia la potete leggere: è The Glass Horse of Venice, il cavallo di vetro di Venezia, scritta da Arnold Zable e illustrata da Anita Lester, pubblicata da The Text Publishing Company.

Arnold Zable

È uno scrittore, narratore e attivista per i diritti umani di origine australiana. È nato nel 1947 a Wellington, in Nuova Zelanda, da genitori ebrei polacchi, ma è cresciuto in Australia. Nei suoi libri c’è molta attenzione alla storia, in particolare del Novecento, ma Zable è noto anche per il suo impegno nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Ha raccontato di essere attirato dai modi di dire, e dalle espressioni particolari e un po’ strane che rivelano il carattere di chi parla.

I suoi libri più noti sono Jewels and Ashes, Café Scheherazade, Scraps of Heaven, e Sea of Many Returns, oltre a due raccolte di racconti.

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