Tra speranze e fragilità legate anche alla possibile ripresa di un conflitto di larga scala tra Usa e Iran, oggi è il giorno dell’avvio del sesto round di negoziati tra Israele e Libano. Per la prima volta il confronto si svolge a Roma, nella sede dell’ambasciata statunitense, in quella che il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha presentato come un’occasione di pace. Secondo Tajani, l’Italia resta protagonista «nella costruzione di un Libano libero, che viva in pace» con il suo vicino.
Come noto, lo scenario si annuncia complesso per una serie di fattori. In primis l’intransigenza dei terroristi sciiti di Hezbollah alleati dell’Iran, il cui smantellamento resta il punto centrale di ogni richiesta e richiesta israeliana. A guidare la delegazione dello Stato ebraico è l’ambasciatore Yechiel Leiter, in servizio a Washington. Negli scorsi giorni era stato proprio lui ad annunciare la decisione di fare di Roma lo snodo di questo dialogo tra Beirut e Gerusalemme, durante un incontro con il Council on Foreign Relations nella capitale Usa. Qui è invece atteso il ministero degli Esteri d’Israele, Gideon Sa’ar, che giovedì parteciperà a un incontro organizzato dal Segretario di Stato americano, Marco Rubio, per affrontare il tema della «rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra» nel mondo. Appuntamento al quale pure l’Italia dovrebbe essere presente, anche se con un sottosegretario e non un ministro. Ulteriori dettagli riguardanti l’agenda di Sa’ar non sono ancora stati definiti, riporta il Times of Israel, sostenendo come il ministro, negli ultimi due anni, sia stato finora escluso dai contatti «di alto livello» con la Casa Bianca.
Studio della Torah «valore fondante» di Israele
Intanto, in Israele, è legge la definizione dello studio della Torah come «valore fondante». Esultano i partiti haredi, che hanno spinto per l’approvazione al fine di evitare l’esenzione generalizzata dal servizio militare. «Questa legge fondamentale fungerà da bussola morale dello Stato ed esprimerà il riconoscimento che lo studio della Torah non è semplicemente un’eredità del passato, ma il fondamento su cui si basano il presente e il futuro del popolo ebraico nella sua terra», ha affermato il parlamentare Moshe Gafni di Yahadut HaTorah. «La coalizione apre l’ultima settimana di lavori con una legge fondamentale che è una vera e propria profanazione del nome di Dio», ha attaccato il leader dell’opposizione, Yair Lapid. «Concludete il vostro mandato sputando in faccia ai soldati dell’Idf».