Slitta di qualche giorno l’annunciato faccia a faccia tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Giovedì mattina l’ufficio del primo ministro di Gerusalemme ha comunicato che il viaggio negli Usa resta in agenda, ma ci sarà da attendere qualche giorno in più rispetto al previsto a causa della riprogrammazione del funerale del senatore repubblicano Lindsey Graham, molto vicino a Israele, al quale Netanyahu ha intenzione di partecipare. Nel piano originario il premier israeliano sarebbe dovuto partire nella notte tra sabato e domenica per poi recarsi alla Casa Bianca il lunedì.
Le interlocuzioni tra Gerusalemme e Washington restano comune intense. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avuto un confronto notturno con il segretario alla Difesa degli Usa, Pete Hegseth. Come riporta il Jerusalem Post, Katz avrebbe condiviso con il suo interlocutore la determinazione di Israele a rimanere nelle zone di sicurezza controllate in Siria, Libano e a Gaza al fine di proteggere i confini israeliani e le comunità vicine. «Non abbiamo mai chiesto agli Usa di agire al nostro posto, lungo i nostri confini», ha affermato Katz. Per poi ribadire: «Ci impegniamo a proteggere i residenti di Israele da ogni minaccia». Proprio a Gaza, nelle scorse ore, l’Idf ha “neutralizzato” il comandante di un battaglione di cecchini di Hamas. Omar Ahmad Abu Qasem, questo il suo nome, «aveva partecipato all’esecuzione di attacchi terroristici contro le forze israeliane e durante la guerra e aveva anche tentato di ricostituire l’ala militare» del gruppo jihadista.
Dibattito acceso alla Knesset
In una Knesset sempre più vicina allo scioglimento – Israele va alle urne il prossimo 27 ottobre – è intanto in corso un dibattito su un disegno di legge relativo al sistema dell’informazione presentato dal ministro delle Comunicazioni, Shlomo Karhi. La misura è contestata dalle forze di opposizione perché, si accusa, amplierebbe il controllo del governo sul sistema mediatico in vista delle elezioni, minando così la libertà di stampa. Sempre oggi la Knesset ha approvato una discussa legge che consentirà alle università di offrire corsi di laurea magistrale e di dottorato separati per genere. Per la parlamentare di ultradestra Limor Son Har-Melech, una delle sostenitrici del provvedimento, la legge «promuoverà le donne provenienti da settori che non hanno ricevuto le opportunità che meritano». Contrari i vertici dei principali atenei israeliani. Per l’Università ebraica di Gerusalemme, la legge è «estranea al nostro spirito e contraddice completamente i nostri valori». L’ateneo ha poi messo in guardia da i «danni diretti alla libertà accademica, alla qualità della ricerca e, in definitiva, alla società stessa».