Anniversari

Arrigo Levi, l’omaggio di Mattarella per i cento anni dalla nascita

Arrigo Levi, l’omaggio di Mattarella per i cento anni dalla nascita

Il 17 luglio del 1926, un secolo fa, nasceva a Modena il giornalista e scrittore Arrigo Levi. «Narratore curioso, colto e appassionato, maestro di giornalismo, è stato testimone di valori civili che ha messo a servizio della Repubblica quando è stato chiamato a ruoli di rilievo», lo ricorda in un messaggio il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Primo giornalista italiano a condurre un telegiornale, Levi ha lavorato in Rai, è stato corrispondente del Corriere della Sera e inviato del quotidiano La Stampa, che ha anche diretto. Molto forte il suo legame con il mondo ebraico e con lo Stato di Israele. In gioventù Levi fu vittima della persecuzione antisemita del fascismo: riparò con la famiglia in Argentina nel 1942 e si arruolò a seguire come volontario nell’esercito israeliano durante la guerra di indipendenza del 1948. Nel corso della sua carriera è stato redattore a Londra della BBC e collaboratore del Times e, tra i vari incarichi, un apprezzato punto di riferimento ai più alti livelli istituzionali. Al Quirinale, dal 1998 al 2013, è stato Consigliere per le relazioni esterne sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi e poi al fianco del suo successore Giorgio Napolitano. È morto nell’agosto del 2020, dopo aver canticchiato una filastrocca modenese e l’inno di Israele.
«Eravamo in 120 ragazzi. Non tutti sionisti. Quello che ci interessava era difendere il diritto di Israele a esistere. Nel nome di un umanesimo che ci accomunava. Nel nome del diritto di 600 mila rifugiati, molti scampati alla Shoah, di vivere in pace», ha raccontato nel suo libro Un paese non basta, motivando con queste parole la decisione di imbracciare le armi per difendere il neonato Stato ebraico dall’attacco simultaneo di vari eserciti arabi intenzionati a distruggerlo.

La festa in Ucei per i 90 anni

Un contributo ricordato anche in una serata in suo onore organizzata al Centro Bibliografico Ucei, nel 2016, per i suoi 90 anni. «Ci sono molti motivi per dirle grazie, caro Arrigo. Per le importanti pagine di giornalismo che ci ha donato, per gli straordinari libri che ha scritto, per la sua costante attività a sostegno dello Stato di Israele. Ma anche e soprattutto per un’umanità speciale, per un modo di guardare alla vita, nei suoi alti e bassi, nelle molte sfide che si presentano ogni giorno, che è un esempio per tutti noi», sottolineò l’allora presidente Ucei, Noemi Di Segni. In una precedente intervista con Pagine Ebraiche, Levi spiegò: «Anche io ho goduto indirettamente del beneficio della grande spinta propulsiva della fine dei ghetti. I nostri antenati si erano giovati di quella grande carica che fu la caduta delle barriere, della voglia di dimostrare di essere bravi come gli altri, e anche di più». Nel suo caso, inoltre, «gli anni bui delle persecuzioni e per la mia famiglia dell’esilio si sono risolti con una rinascita dell’orgoglio identitario». Nel messaggio diffuso per il centenario, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha definito Levi un uomo che «portò la coerenza di un’esistenza vissuta ispirandosi ai valori della Costituzione».

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