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Bokertov 21 luglio 2026

Bokertov 21 luglio 2026

Il 65enne Khalil al Hayya è il nuovo leader di Hamas. Come riporta il Corriere della Sera, si tratta di una scelta di continuità con la componente più legata a Gaza perché al Hayya, già vice del gruppo terroristico, «è nato nella Striscia nel 1960 e ha vissuto nella zona fino alla vigilia dell’assalto del 7 ottobre contro Israele», per poi trasferirsi in Qatar. Dentro Hamas vince «la linea della continuità» anche per Repubblica, poiché il nuovo leader del movimento islamista è «l’ex braccio destro di Yayha Sinwar, l’ideatore del massacro del 7 ottobre», al quale ora succede. Con la sua nomina, informa La Stampa, Hamas affida la guida «a uno dei dirigenti più esperti, sopravvissuto a decenni di guerra e tentativi di eliminazione».

Il Dipartimento di Stato degli Usa ha annunciato l’inizio del ritiro delle Forze di Difesa israeliane dal Libano meridionale. Per La Stampa, l’intesa diplomatica definita in Italia «inizia a essere attuata, aprendo la strada alla de-escalation militare» nell’area. L’argomento verrà trattato dal presidente libanese Joseph Aoun nel suo incontro con Donald Trump «per mostrare che il Libano ha un piano e tutte le intenzioni di disarmare Hezbollah, il Partito di Dio che è molto armato ed è cresciuto come un esercito negli ultimi anni, ha attaccato Israele e trascinato di nuovo tutti i libanesi in guerra» (Il Foglio). Dal loro canto i terroristi Houthi dello Yemen hanno dichiarato lunedì la chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb, la porta meridionale di accesso al Mar Rosso. Come illustra il Corriere, la mossa può significare il blocco delle esportazioni di petrolio saudita verso l’Asia «e una possibile riduzione dell’offerta globale di petrolio fino al 7%».

Il Giornale segnala la linea difensiva di Mohammad Hannoun, l’esponente palestinese incarcerato in Italia con l’accusa essere a capo della cupola di Hamas nel nostro Paese. Hannoun si è rivolto ai giudici della Corte di Cassazione, sostenendo che «la beneficenza nei confronti dei palestinesi non è sinonimo di terrorismo». Hannoun, chiosa il Giornale, «dovrebbe allora spiegare le intercettazioni di uno dei suoi uomini che riferisce di usare i soldi degli orfani per acquistare una casa che serva per l’associazione» e «motivare quali rapporti avesse con Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas fino al 2024, ma anche quelli con Abu Obaida, ex ministro dei trasporti di Hamas, così come Khaled Meshal, capo degli esteri di Hamas».

La commissioni Affari Costituzionali della Camera discuterà oggi il ddl sull’antisemitismo già approvato a marzo al Senato, mentre per domani è prevista l’adesione del testo base su proposta del relatore Paolo Emilio Russo. L’iter della legge è ripartito «anche su input di Forza Italia», sottolinea il Corriere, segnalando come l’iniziativa cada «nei giorni in cui a inquietare in chiave antisemita» è la scoperta di una “mappatura del turismo sionista” poi rimossa dalla rete. «La legge non reprime alcuna espressione di critica, ma propone la crescita di una coscienza civile e del dialogo. È la reazione del Parlamento, che rappresenta la democrazia, a questi fatti che devono essere bloccati», afferma al Riformista il senatore dem Graziano Delrio.

Il Foglio racconta come la dj e attivista di sinistra francese Barbara Butch sia entrata, in alcuni ambienti, specie in quelli de La France insoumise, «nel girone degli infrequentabili, di quelli che hanno tradito la causa propal, un’amica e sostenitrice di Benjamin Netanyahu» da quando ha firmato una petizione a favore di un progetto di legge contro l’antisemitismo.

«Sono diventato psicologo perché credo nelle persone, anche quando la pensano diversamente», scrive David Meghnagi in un amaro sfogo sul Foglio sull’odio antiebraico alla ribalta. «Mi fa male vedere quanto sia difficile distinguere una persona dalla sua caricatura. A volte penso all’Aliyah. Io, che ho sempre immaginato il mio futuro in Italia».

«Pro Palestina e anti-Trump: il tifo “rosso” incorona la Spagna», titola il Giornale, parlando di Mondiale di calcio politicizzato e di vittoria spagnola diventata «l’emblema dell’ideologia pacifista». Per il Giornale, «tutto è politica, un’altra volta, con l’aggravante dei social che rischiano di rendere virale ogni delirio o faziosità».

L’attore Gioele Dix, nome d’arte di David Ottolenghi, cita su Avvenire una storiella ebraica. Un uomo «non riesce più a dormire perché ha un’inspiegabile ossessione, è convinto che un mostro stia stabilmente sotto al suo letto». Allora va dal rabbino per chiedergli consiglio e quello gli dice: «Sega le gambe del letto, così nessun mostro andrà a sdraiarsi sotto».

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