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Bokertov 3 agosto 2026

Bokertov 3 agosto 2026

Sui giornali si parla della frenata di Donald Trump riguardo ai raid annunciati contro l’Iran. Il Corriere della Sera attribuisce un ruolo centrale in questo senso a Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita. Sabato MbS avrebbe parlato a Trump «dell’importanza di “perseguire il linguaggio del dialogo e di compiere tutti gli sforzi possibili per raggiungere la calma”». Il passo indietro del leader degli Usa viene presentato come un boccone amaro per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha incontrato Trump martedì «ed era ripartito da Washington convinto che i raid congiunti stessero per ricominciare». «Non è successo niente che salvi l’Iran, umili Trump, pieghi Israele», scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale. «Trump ha solo fermato per motivi forse legati anche al principe saudita Mohammad Bin Salman una guerra lunga che è tuttavia in corso, gli aerei americani affollano l’aeroporto Ben Gurion, Hormuz vedrà altre esplosioni, seguiranno attacchi ai Paesi del Golfo e poi si vedrà, forse dopo il voto di midterm».
Gianni Riotta si sofferma su Repubblica sulla sfida dem in Michigan fra Abdul El Sayed, figlio di egiziani, laureato alla Columbia University, «considerato un socialista modello sindaco Mamdani a New York», e Haley Stevens, deputata centrista amica dell’ex presidente Biden. La contesa è esplosiva e c’entra anche il Medio Oriente. Il primo ha paragonato Netanyahu a Hamas, mentre la seconda ha incitato gli afroamericani «a diffidare degli arabi».

Proseguono le operazioni di Israele a Gaza. Lo Stato ebraico, informa La Stampa, non cambia strategia: «Colpire Hamas finché ne riterrà intatte le capacità militari e perseguire ogni responsabile del massacro del 7 ottobre». Resta però irrisolta la questione «di chi governerà realmente la Striscia», sottolinea il quotidiano torinese, ricordando le condizioni poste da Gerusalemme. Le armi «dovranno essere distrutte e non soltanto consegnate», Qatar e Turchia «non dovranno avere un ruolo di garanzia» e l’esercito israeliano «dovrà conservare la libertà di intervenire».

In Medio Oriente succede anche altro. La Turchia «s’inventa una minaccia di Israele contro Cipro Nord», riferisce Libero. A preoccupare Ankara è «il rafforzamento della cooperazione tra Stati Uniti, Israele, Grecia e amministrazione greco-cipriota nel Mediterraneo orientale». «Credo che dobbiamo sostenere il piano che si sta portando avanti nel “board of peace”», dichiara al Giornale l’ex vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, oggi rappresentante dell’Ue nel Golfo Persico. «Unione Europea e tanti Stati membri come l’Italia non possono entrare nel “board of peace” per motivi costituzionali, ma dobbiamo sostenere i 20 punti di Trump. Quella è l’unica strada percorribile al momento per arrivare ai due stati».

Il Corriere segnala la reazione ostile di una parte del mondo Anpi dopo l’avvio di un percorso per «riaprire il dialogo» annunciato dalla dirigenza nazionale dell’associazione insieme all’Ucei. Nell’articolo si cita la posizione del comitato Anpi Nizza-Lingotto, che ha definito «inaccettabile» lo sforzo di “pacificazione” in atto e attribuito alla Brigata Ebraica «un ruolo insignificante nella Liberazione dell’Italia», sostenendo inoltre di non volersi confrontare «con chi non riconosce e non condanna il genocidio».

«A destra e a sinistra le insidie della concorrenza interna e della caccia al consenso rischiano di trasformare un paese normalizzato, stabile e piuttosto furbo, ma non indecente, in uno più brutto, rancoroso e incivile», accusa Giuliano Ferrara sul Foglio, mettendo in guardia sul rischio di una campagna elettorale con ammiccamenti all’estremismo, al putinismo e all’antisemitismo.

Il Foglio riprende un articolo del Tablet sul concerto della dj e attivista francese Barbara Butch, interrotto a Grenoble da militanti de La France Insoumise che l’hanno messa nel mirino per il suo impegno contro l’odio antiebraico. Ciò che è successo a Grenoble, si legge, è la «prova generale di una politica in cui la certezza morale autorizza l’intimidazione».

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