Israele

La destra contro la destra: la scommessa del generale Winter 

La destra contro la destra: la scommessa del generale Winter 

Attaccato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima ancora di scendere in campo, Ofer Winter si presenta come una delle incognite della destra israeliana. Ex generale delle Idf, legato all’area nazional-religiosa, con una famiglia evacuata da Gush Katif nel 2005 e un vecchio conto aperto con Gadi Eisenkot, che ne bloccò l’avanzamento nell’esercito, ha lanciato a Gerusalemme il suo partito: “Amcha Israel”, “Il popolo d’Israele”. L’obiettivo, ha dichiarato Winter, è intercettare gli elettori di destra delusi dall’attuale governo dopo il 7 ottobre, offrendo loro un’alternativa interna allo stesso campo politico. «Siamo una parte chiara e inequivocabile della destra», ha scandito. «Faremo tutto per formare un governo di destra il più ampio possibile, con il maggior numero possibile di partner sionisti».
Winter ha lasciato le Idf nel 2024 dopo essere stato escluso da ulteriori promozioni. Da comandante della Brigata Givati durante la guerra di Gaza del 2014 aveva suscitato polemiche per una lettera ai suoi ufficiali in cui descriveva il conflitto in termini religiosi. Oggi trasforma quella biografia in una rivendicazione politica. «La mia famiglia è stata evacuata da Gush Katif. Per tutta la vita ho pagato prezzi pesanti per le posizioni di destra che ho espresso». Il punto di rottura, sostiene, è il 7 ottobre: «Chi pensa che il pubblico accetterà che in politica tutto rimanga com’è, senza persone nuove, commette un grave errore». Nel programma: servizio militare anche per gli haredim, riforma della giustizia, lotta alla criminalità, nessuno Stato palestinese e, per Gaza, «una sola soluzione: l’emigrazione». Parola, quest’ultima, intonata più volte dai 300 sostenitori presenti alla presentazione di Amcha Israel.

Una lista fuori dai partiti tradizionali
Attorno a Winter si è raccolta una squadra pensata per mostrare volti diversi della società israeliana: la giornalista Neta-li Shem Tov, evacuata da Metula durante la guerra; Lali Derai, madre del riservista Saadia Derai caduto a Gaza; Sigal Kraunik, vedova del responsabile della sicurezza di Be’eri Arik Kraunik, ucciso il 7 ottobre; l’ex vicesindaca di Gerusalemme Fleur Hassan-Nahoum e altre figure provenienti dall’esercito e dall’attivismo civile.
Al secondo posto c’è Yoseph Haddad, arabo israeliano cristiano, ex soldato (volontario) della Golani ferito in servizio e negli ultimi anni tra i volti più noti dell’Hasbara, come viene chiamata in Israele l’attività di comunicazione e diplomazia pubblica verso l’estero. «L’Hasbara è parte integrante della sicurezza d’Israele», ha sostenuto Haddad, annunciando di voler ricostituire il ministero e guidarlo. La sua ambizione, ha aggiunto, è diventare «il primo arabo nel gabinetto politico-militare». Haddad sostiene di poter portare ai vertici della sicurezza la voce di «un arabo israeliano orgoglioso» capace di comprendere «il nemico e la mentalità mediorientale». Poi l’attacco ai partiti arabi in corsa alle elezioni: servono rappresentanti «che lavorino per la società araba (israeliana) e non per Gaza, Jenin e Ramallah».

Il rischio per Netanyahu
I primi sondaggi danno ad Amcha Israel la possibilità di superare la soglia di sbarramento, ma mostrano anche perché Netanyahu lo considera un problema: Winter pesca quasi tutto il proprio consenso nello stesso bacino della destra. Shmuel Rosner, analista politico israeliano, rileva che il 41% degli elettori del Sionismo religioso si dice disponibile a prenderlo in considerazione, così come il 22% di quelli del Likud e il 21% di Otzma Yehudit. «Quasi tutto il potenziale elettorato di Winter si trova nel blocco della destra», osserva Rosner. Non allarga il campo Netanyahu, «ma offre agli stessi elettori un altro indirizzo».
Per questo, sottolineano i media israeliani, il primo ministro si è mobilitato contro Winter. «Chi non supera la soglia spreca voti. Chi la supera farà cadere un partito esistente», ha avvertito Netanyahu, invitando le nuove formazioni a ritirarsi o a unirsi ai partiti già presenti.
Su Haaretz, Ravit Hecht fa notare il paradosso. Winter, sulla carta, dovrebbe essere un alleato ideale per Netanyahu: abbastanza nuovo da recuperare gli elettori segnati dal fallimento del 7 ottobre, ma pienamente interno all’universo ideologico della destra. Il problema è che offre soprattutto un’alternativa al Sionismo religioso dell’attuale ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich. «Dal momento in cui Winter corre, Smotrich semplicemente non passa», sostiene una fonte della coalizione citata dal quotidiano. Il generale che vuole rafforzare la destra rischia così di essere proprio quello che la indebolisce, conclude Hecht

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