Dai giornali di oggi

Bokertov 1 settembre 2026

Vale tre miliardi di euro ed è «il più grande accordo di esportazione nel settore della difesa nella storia delle relazioni tra Israele e Grecia» e «uno dei più considerevoli in assoluto» per lo Stato ebraico. Lo scrive La Stampa, sottolineando la valenza e la mole della fornitura dello “Scudo di Achille” da parte di Gerusalemme. In base all’intesa siglata ieri, Israele si impegnerà a costruire un sistema di difesa aerea multistrato per Atene, «dalla “fionda di Davide” (impiegata per intercettare missili iraniani durante la guerra di quest’anno) allo “Spyder” di Rafael, dal sistema “BarakMX” (“Fulmine”) delle Industrie aerospaziali israeliane al radar multiruolo Mmr per la sorveglianza aerea di Elta Systems».
Intanto, informa in tema il Corriere della Sera, il presidente libanese Joseph Aoun in visita ad Atene ha chiesto il sostegno della Grecia «per contribuire all’attuazione dell’accordo di cessate-il-fuoco con Israele, sostenuto dagli Stati Uniti e raggiunto a giugno, e per mettere fine agli attacchi israeliani contro il suo Paese».

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha accusato Russia e Israele di aver diffuso «menzogne» volte ad innescare la crisi migratoria di Ceuta. Accuse alle quali ha replicato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, accusandolo di mentire «spudoratamente» per distogliere l’attenzione dal suo «vergognoso fallimento» nella gestione dei confini spagnoli. Per Repubblica, Sanchez «ha confermato l’attitudine che lo ha reso inviso in patria e osannato fuori: resistere». Rispetto a questa e altre vicende al centro delle cronache, il Giornale osserva: «Pensavamo che il complottismo fosse un’invenzione della destra e adesso scopriamo che invece diventa vero se lo evoca la sinistra».

Il ministro della Sicurezza nazionale d’Israele e leader di Potere ebraico, Itamar Ben Gvir, è salito ieri sulla Spianata delle Moschee/Monte del Tempio. «Abbiamo bisogno di riti di purificazione e di costruire un Tempio. Non manca molto», ha dichiarato l’esponente politico di ultradestra. La visita di Ben Gvir, spiega Libero, è avvenuta «a una settimana dalla chiusura delle liste elettorali, e con il partito che sale nei sondaggi». Scortava Ben Gvir «la polizia, che dipende dal ministero della Sicurezza nazionale, cioè da lui».

Il Corriere intervista Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, alla vigilia dell’apertura della Mostra del Cinema. Uno dei temi del colloquio è un «forte appello propal del collettivo Venice4Palestine», che ha anche chiesto di issare la bandiera palestinese. «Osservo che in concorso ci sarà Naza, dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, prodotto da The Guardian e James Wilson, girato sui tetti di Tel Aviv e che (parole loro) “rivela i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza”», afferma Buttafuoco.

Il Foglio torna sul caso delle “chat vannacciane”, soffermandosi su un acceso scontro tra Luca Sforzini, direttore di Rinascimento nazionale, un centro studi legato a Futuro nazionale, e il “barone” Roberto Jonghi Lavarini, descritto come l’«anima nera» di Futuro nazionale. «Sei un nazista autentico», le parole attribuite al primo. «Non sono uno sciuscià liberale atlantista sionista come te… Per me non è un’offesa», avrebbe risposto il secondo. «Va così il dibattito tra i seguaci di Vannacci», chiosa il Foglio.

In una conferenza stampa il console onorario d’Israele in Toscana, Marco Carrai, ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della Fondazione Meyer per via del clima diventato insostenibile attorno alla sua figura. Per il Tempo, «quella che avrebbe dovuto essere una semplice successione al vertice di una delle istituzioni simbolo della sanità pediatrica fiorentina si chiude, almeno per ora, come l’ennesimo capitolo di una guerra politica che da oltre due anni attraversa Firenze e la Toscana».

«Sono stato educato fin da bambino al senso del dovere, ma anche al sacrosanto valore dell’indipendenza», scrive Gioele Dix, nome d’arte di David Ottolenghi, su Avvenire. «Forse è proprio in questo apparente antagonismo il succo del libero arbitrio. Quella volta nel giardino dell’Eden Adamo non poteva che mangiare il frutto proibito. Colpa anche dell’inesperienza: oggi se la sarebbe cavata ordinando un centrifugato con mela, carota e zenzero».

Come racconta La Stampa, è saltata «la discussa mostra del Metropolitan Museum di New York» dedicata a John Galliano. Donatori, leader civici e organizzazioni ebraiche avevano pubblicamente denunciato come «inaccettabile» l’iniziativa per via delle posizioni antisemite dello stilista e, si legge, «alla luce delle levata di scudi Galliano ha dato forfait».

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