Dai giornali di oggi

Bokertov 7 settembre 2026

L’affermazione elettorale dell’AfD in Sassonia-Anhalt preoccupa l’Europa. E preoccupa il suo programma radicale di «espulsione degli immigrati illegali, fuori dall’euro, scuole separate tra tedeschi e non, riscrittura della storia perché attualmente troppo colpevolizzante del Terzo Reich, stop all’informazione radio-tv pubblica», illustra tra gli altri La Stampa. Un “modello” sempre più popolare nell’ex Ddr, anche se la progressione «pare inarrestabile anche ad Ovest». La Stampa segnala in tema lo «sgomento» del mondo ebraico, dal presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster, alla sopravvissuta alla Shoah Charlotte Knobloch, che è anche presidente della comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera. «In giorni come questo, faccio fatica a riconoscere ancora la mia patria», ha dichiarato Knobloch. Per il Corriere della Sera, «la scelta fatta dalla Sassonia-Anhalt, anche se si tratta di un piccolo land con 1,7 milioni di elettori, ha gonfiato il petto dei sovranisti d’Europa» in vista delle prossime elezioni. Il 2027 sarà in questo senso «l’anno dei big», chiamando alle urne i cittadini di Francia, Italia e Spagna. Come rileva Claudio Cerasa sul Foglio, «la destra modello AfD, in Germania ma non solo, usa la difesa di Israele, difesa al centro della quale non c’è l’amore per una democrazia aggredita ma la passione per un argine contro la minaccia islamista, come un passepartout per poter camuffare meglio il proprio etnonazionalismo e la propria relativizzazione dei crimini nazisti».

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato lo smantellamento di un centinaio di avamposti illegali in Cisgiordania. Il provvedimento è rilevante «perché arriva in un momento in cui le violenze dei coloni sono diventate un problema anche per Washington», sottolinea Repubblica, citando il Times of Israel. Sempre ieri, informa La Stampa, l’esercito israeliano ha colpito diverse località nel sud del Libano «dopo che Hezbollah aveva lanciato droni contro le sue truppe nella zona di sicurezza». Un attacco dell’Idf ha distrutto parte dell’ospedale Ghandour, «fuori servizio da anni e ritenuto base di Hezbollah, danneggiando anche il ministero delle Finanze». L’attenzione resta puntata anche su Hormuz, dopo che le autorità iraniane hanno annunciato l’intenzione di procedere con una “zona proibita”. Dell’Iran si parla anche in relazione alle torture inflitte in prigione a due gemelli 19enni, Taraneh e Romina Rahimi, “colpevoli” di aver chiesto in piazza la fine del regime. Si tratta di proteste «per cui oggi rischiano tutto: Taraneh è stata condannata all’impiccagione e Romina a 25 anni di carcere» (Repubblica).

Sulle cronache locali dei quotidiani si raccontano le iniziative della Giornata Europea della Cultura Ebraica (Gece) svoltasi domenica. A Bologna città capofila la Gece è stata anche la cornice di un colloquio tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il sindaco della città, Matteo Lepore. «Si è rivista la cordialità imposta dai ruoli istituzionali», osserva Repubblica. «Non era stato così in occasione della partita di basket Virtus-Maccabi a novembre dello scorso anno, dove si erano scontrati sull’organizzazione del match e i tafferugli che ne seguirono».

Mercoledì sarà discusso alla Camera il disegno di legge sull’antisemitismo. Il provvedimento è ritenuto necessario, tra gli altri, dall’Ucei. Non tutti concordano. Per Libero, stupisce «la presenza del sindacato dei giornalisti (Fnsi) fra gli oppositori della legge, considerandola una limitazione della libertà di espressione e di dissenso politico».

«Sono stato travolto da manifestazioni di sostegno e solidarietà», scrive sui giornali del gruppo Qn il console onorario d’Israele in Toscana, Marco Carrai, appena dimessosi dalla presidenza della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. «Nonostante l’accanimento subìto sia stato evidente a tutti, la delicatezza di temi così sensibili per l’opinione pubblica avrebbe potuto indurre molti, soprattutto in politica, a non esporsi. Invece non è stato così».

«È possibile avere un comportamento che dimostri discriminazioni razziali pur dichiarandosi indomiti difensori dei diritti umani, di quelli delle donne e della causa palestinese?». Sì, spiega il Giornale, soffermandosi sulle parole con cui la giornalista Rula Jebreal ha descritto l’esponente democratico statunitense Hakeem Jeffries, di colore, da lei chiamato «scimmia e errand boy (galoppino ma più dispregiativo)» per via del suo sostegno a Israele.

«Ci sono ebrei, anche in Italia, che dicono di aver patito l’antisemitismo. Io non posso giudicare un sentimento, basato su esperienze loro. Ma a me non è capitato, certamente non in Italia», dice al Fatto Quotidiano lo scrittore israeliano Eshkol Nevo. L’autore de La simmetria dei desideri definisce il rapporto con i lettori italiani una «storia d’amore».

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