Giornata cultura ebraica

Rav Della Rocca: «La conoscenza porta all’amore, non viceversa»

Rav Della Rocca: «La conoscenza porta all’amore, non viceversa»

Il Cantico dei Cantici, le origini ebraiche del tango, la sfida di applicare l’insegnamento “Ama il prossimo tuo” nella vita quotidiana. Anche di questo si è parlato nella seconda parte della Giornata Europea della Cultura Ebraica (Gece) a Bologna, la città capofila per l’Italia. «L’ebraismo è contraddistinto dal fatto che non esiste idea che non possa essere interrogata nella molteplicità dei suoi significati e delle sue possibilità applicative. Vale anche per l’amore, il tema di questa Giornata, che non può per questo avere una definizione univoca», ha sottolineato Raffaella Di Castro, responsabile della Gece per l’Ucei, introducendo un confronto in Salaborsa alla quale hanno partecipato il direttore dell’Area Cultura e Formazione dell’Unione, rav Roberto Della Rocca, la sociologa Simona Vinzi e l’ex presidente dell’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne, Paola Cavallari. Uno dei primi temi affrontati è stato il pregiudizio teologico che guarda all’ebraismo come a una religione legalistica e della vendetta e al cristianesimo come la religione che ha “inventato” l’amore. Il rav ha chiarito come nel pensiero biblico si vada «dalla conoscenza all’amore» e non viceversa, come da altri sostenuto. Non a caso nella Torah la relazione tra Adamo ed Eva «viene definita come un rapporto di conoscenza e di amore si parla molto più avanti, con Isacco e Rebecca».

In tanti evocano oggi l’amore. Spesso astrattamente, ha fatto capire Della Rocca, perché per farlo in modo consapevole «è necessario sradicare il marcio, altrimenti è solo retorica». Cavallari ha invece sviluppato un ragionamento a partire dal concetto «Faremo e poi ascolteremo» incardinato nella tradizione ebraica, sostenendo come vi sia una corrispondenza «con le pratiche femministe, visto che anche in tale ambito c’è un nesso inscindibile fra teoria e prassi». Vinzi si è quindi soffermata su cosa voglia dire amore nell’empowerment femminile, il suo ambito di lavoro: «Significa dotare le persone di consapevolezza, perché la consapevolezza porta alla parità di genere». Per Vinzi un aspetto tipico di quest’epoca è però la discrepanza, «la forte distanza tra quanto valore è dichiarato e quanto valore è agito». “Ama il prossimo tuo”, ci viene impartito. Ma come si passa dal principio alla pratica? Ad animare la Gece bolognese è stata tra le altre l’associazione L’Oltre Tango di Roberto Nicchiotti, che aiuta persone disabili attraverso la pratica di questo ballo e che si è esibita al Memoriale della Shoah cittadino nel corso di una serata dedicata alle “contaminazioni musicali” e in particolare al tango. Qui Furio Biagini e il trio Milongaires hanno proposto “storie di ebrei e di tango”, ma anche la musica romanì è stata tra le altre protagonista con un concerto curato da Gennaro e Santino Spinelli. Al museo ebraico è stata invece inaugurata la mostra “D’amore profumi e melagrane. Tre sguardi femminili sul Cantico dei Cantici” a cura delle artiste Valentina Malgarise, Claudia Tagliacozzo e Valeria Valenza.

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