GIORNATA CULTURA EBRAICA

Torino, l’amore tra responsabilità e linguaggio

Torino, l’amore tra responsabilità e linguaggio

«La storia e la cultura ebraica sono parte integrante della storia e della cultura del Paese e della città». Da questo radicamento è partito Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino, nel suo intervento per la Giornata Europea della Cultura Ebraica celebrata ieri nel capoluogo piemontese. Una presenza lunga oltre 2.200 anni in Italia e, a Torino, sei secoli, ricordati nel 2024 con le celebrazioni per i 600 anni della Comunità.
Il tema scelto quest’anno, l’amore, è stato declinato da Disegni a partire da due riferimenti della Torah: «Ama il prossimo tuo come te stesso» e l’invito al rispetto dello straniero, «ripetuto nella Torah per ben 36 volte». Un amore rivolto «al prossimo vicino, al prossimo lontano», a Dio e al creato, ma con «implicazioni etiche collettive» che riguardano «l’azione, la giustizia, la solidarietà e la responsabilità». Valori, ha sottolineato il presidente degli ebrei torinesi, che «sono a fondamento dell’identità ebraica» e che trovano anche radici comuni tra ebraismo, cristianesimo e islam, offrendo uno spazio di dialogo interreligioso e interculturale.
A Torino la Giornata si è sviluppata attorno al titolo “Il corpo è la causa dell’amore”. Dopo i saluti istituzionali in piazzetta Primo Levi, la scrittrice e poetessa israeliana Sarai Shavit, insieme alla traduttrice Raffaella Scardi, ha affrontato il rapporto tra corpo e linguaggio nella poesia d’amore ebraica. Sono seguite le visite alle sinagoghe e alla mostra permanente di arte rituale ebraica piemontese, la passeggiata nelle vie dell’ex ghetto e l’esposizione “Un canto sublime per la voce dello sposo e della sposa”, dedicata alle poesie nuziali conservate dall’Archivio Terracini. Nel pomeriggio Ruth Mussi ha presentato alcuni midrashim sull’ambivalenza degli affetti e sulla vita di coppia, in dialogo con Giuseppe D’Agostino, presidente del Centro Torinese di Psicoanalisi.
Disegni ha poi richiamato una delle novità di questa edizione: l’estensione degli appuntamenti oltre la sola domenica grazie alla prima settimana di promozione della cultura ebraica sostenuta dall’Unar. «Abbiamo avuto questa possibilità di avere una settimana della cultura che inizia oggi, ma che proseguirà anche martedì e mercoledì», ha ricordato. Il progetto torinese è stato costruito dalla Comunità ebraica insieme al Comune e alla Biblioteca Nazionale Universitaria. Disegni ha espresso «la gratitudine più sincera e sentita al Comune di Torino», sottolineando come abbia «immediatamente accolto il nostro invito» e messo a disposizione il proprio staff per la candidatura al bando.
Il programma prosegue martedì 8 settembre al Centro sociale della Comunità con “Un Dybbuk per i nostri tempi”, spettacolo-concerto dedicato alla figura di Shloyme An-Sky, di e con Miriam Camerini, accompagnata da Angelo Baselli al clarinetto e Gianluca Casadei alla fisarmonica.
Mercoledì 9 settembre l’attenzione si sposterà sulla poesia con la tavola rotonda letterario-musicale per il centenario di Yehuda Amichai, in programma alle 17 all’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria.

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