GIORNATA CULTURA EBRAICA

Verona, due giorni tra letteratura, musica e teatro

Verona, due giorni tra letteratura, musica e teatro

Letteratura, musica, visite e teatro hanno scandito il programma della Giornata Europea della Cultura Ebraica a Verona, organizzata il 6 e 7 settembre dalla Comunità ebraica in collaborazione con l’Educandato Statale Agli Angeli e la Società Letteraria.
La prima giornata si è svolta soprattutto negli spazi della sinagoga. Dopo i saluti della presidente della Comunità Anna Kaufman e delle autorità, Bruno Carmi ha introdotto il tema dell’edizione. Daniela Brunelli, presidente della Società Letteraria di Verona, ha poi ricostruito la vicenda del romanzo cavalleresco Pariz un Viene (Parigi e Vienna), nella versione yiddish di Elia Bahur Levita pubblicata a Verona nel 1594 nella tipografia di Francesco Dalle Donne.
Nel pomeriggio Riccardo Mauroner, docente di storia e filosofia all’Educandato Statale Agli Angeli, ha dedicato il suo intervento a Franz Kafka e Julie Wohryzek, all’interno di una riflessione sulle storie d’amore nella letteratura ebraica del Novecento. Gli incontri sono stati accompagnati dagli intermezzi musicali del violinista Ruben Medici, con brani di Debussy e Bartók.
Durante la giornata si sono svolte anche le visite guidate alla sinagoga e all’antico ghetto, condotte da Marina Sorina. Arianna Forneron ha invece curato il banco dei libri dell’Adei-Wizo di Verona.
Il programma è proseguito lunedì 7 settembre all’Educandato Statale Agli Angeli. In serata il teatro dell’istituto ha ospitato Un Dybbuk per i nostri tempi, spettacolo-concerto di Miriam Camerini, introdotto da Ester Silvana Israel. Accanto a Camerini, si sono esibiti Angelo Baselli al clarinetto e Gianluca Casadei alla fisarmonica.
«Due giornate diverse per linguaggi e contenuti, unite dall’idea della cultura come spazio d’incontro e della memoria come strumento di conoscenza», hanno spiegato gli organizzatori. «La Giornata è anche un modo per ricordare come la cultura ebraica sia parte del patrimonio culturale di Verona e dell’Europa».

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